Nutricosmetica: la parola che la legge non conosce
La voce della Founder

Nutricosmetica: la parola che la legge non conosce

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

5 min di lettura

Nutricosmetica, beauty from within, integratori di bellezza. Sono espressioni che trovi sulle confezioni, nei comunicati e nei titoli. Nessuna delle tre esiste per la legge europea, e non è un cavillo: è il punto da cui discende tutto il resto.

In sintesi

  • Per la normativa esistono due categorie: alimento e cosmetico. Un integratore per la pelle è un alimento, sempre.
  • Un integratore non viene autorizzato prima di entrare in commercio: la sua etichetta viene notificata al Ministero della Salute.
  • Le indicazioni sulla salute utilizzabili sono solo quelle autorizzate a livello europeo, e per la pelle sono poche e molto generiche.
  • Sapere in quale delle due discipline ti trovi cambia cosa puoi pretendere, chi risponde della sicurezza e che valore ha la frase stampata sulla scatola.

Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.

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Elisa Avalle, fondatrice e CEO di LeLang Skin Care

Elisa Avalle · Founder e specialista in dermocosmetica

Le regole che sto per raccontarti sono pubbliche e verificabili. È il motivo per cui preferisco spiegare quelle, invece di dirti cosa penso di una categoria di prodotti.

Langhe, 25 ottobre 2026

Due discipline, nessuna terza via

Un cosmetico è definito dal Regolamento europeo sui prodotti cosmetici come una sostanza destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo. Un integratore alimentare è definito dalla direttiva sugli integratori come un alimento destinato a integrare la dieta comune, in forma predosata.

In mezzo non c'è niente. La parola nutricosmetico è un termine di marketing, perfettamente legittimo da usare in pubblicità, che però non crea una categoria con regole proprie. Il prodotto che hai in mano segue integralmente le regole degli alimenti, anche se la confezione sembra quella di un siero e anche se in etichetta c'è la parola pelle.

Autorizzato non è sinonimo di notificato

Questo è il passaggio che pochi conoscono, ed è quello che cambia la lettura di un'etichetta.

Un integratore, prima di essere venduto in Italia, non passa da un'approvazione di efficacia. L'azienda notifica l'etichetta al Ministero della Salute, che la registra in un elenco pubblico e assegna un codice. È un controllo formale sull'etichetta, non un giudizio sul fatto che il prodotto faccia quello che lascia intendere.

«Un integratore non viene autorizzato: viene notificato. Sono due parole diverse, e la distanza fra loro è tutto lo spazio in cui vive il marketing.»

Sul versante cosmetico il percorso è diverso, e lo conosco perché in LeLang lo seguiamo per ogni prodotto: c'è una persona responsabile con nome e indirizzo, una notifica al portale europeo dei prodotti cosmetici, e un fascicolo che contiene una relazione sulla sicurezza firmata da un valutatore qualificato. Anche qui nessuno certifica l'efficacia, ma la sicurezza è documentata prima, non dopo.

Cosa si può scrivere davvero su un integratore per la pelle

Le indicazioni sulla salute negli alimenti sono regolate a livello europeo e possono essere usate solo se comprese in un elenco autorizzato. Quelle che riguardano la pelle sono poche e suonano così:

  1. La vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione della pelle.
  2. Biotina, niacina, vitamina A, riboflavina, zinco e iodio contribuiscono al mantenimento di una pelle normale.
  3. Vitamina E, selenio, rame, zinco e manganese contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Notate il livello: mantenimento della normalità, contributo, funzione normale. Non riduzione delle rughe, non aumento dell'elasticità, non schiarimento delle macchie. Su collagene e acido ialuronico assunti per bocca non esiste oggi un'indicazione autorizzata che parli di rughe o di elasticità cutanea.

La zona grigia delle piante

C'è un'eccezione che spiega molta della comunicazione che vedi. Le indicazioni relative alle sostanze botaniche sono rimaste in sospeso: la valutazione europea non è stata completata e nel frattempo il loro uso è tollerato in via transitoria, con riferimento alle liste nazionali.

È in quello spazio che si concentrano le frasi più evocative sulle confezioni, quelle su drenaggio, purificazione, benessere della pelle. Non sono illegali. Semplicemente non sono ancora passate dalla valutazione che hanno superato le altre, e conviene saperlo mentre si legge.

Resta invece un divieto netto e valido per tutti gli alimenti: non si possono attribuire proprietà di prevenzione, cura o guarigione di una malattia. Se un integratore ti promette di curare l'acne o la rosacea, il problema non è l'ingrediente, è la frase.

Come leggo io un'etichetta di integratore

  1. La dose giornaliera, non il contenuto del barattolo. Il confronto fra due prodotti si fa sulla dose, non sul totale.
  2. La quantità per dose di ogni ingrediente, con la percentuale dei valori nutritivi di riferimento dove prevista. Un ingrediente citato in evidenza ma presente in tracce dice tutto.
  3. La frase autorizzata, se c'è. Se il vantaggio dichiarato è solo nella grafica e mai in una formula riconoscibile, quella promessa non è sostenuta.
  4. Le avvertenze obbligatorie, compresa quella che ricorda che un integratore non sostituisce una dieta variata. È la riga più onesta della confezione.

Perché questa distinzione riguarda anche chi compra solo creme

Perché le due discipline vengono confuse nella direzione sbagliata. All'integratore viene chiesto quello che può fare un cosmetico, e al cosmetico viene rimproverato di non fare quello che nessuno dei due fa.

Il confronto sull'efficacia l'ho già affrontato parlando di integratori di collagene e creme. Qui il punto è un altro e viene prima: sono due mondi regolati in modo diverso, e la parola che li unisce sulle confezioni non ha alcun valore giuridico.

Sul versante che conosco, la vitamina C resta l'esempio più chiaro di molecola che ha senso sia nella dieta sia applicata, con due meccanismi che non si sostituiscono:

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E questo è il tipo di domanda a cui si risponde meglio con l'etichetta in mano: nelle farmacie e parafarmacie partner LeLang c'è chi legge insieme a te l'etichetta di un integratore e quella di una crema, con la competenza per distinguere una frase autorizzata da una frase suggestiva.

Cosa penso davvero

Che la nutricosmetica come categoria commerciale sia nata prima delle prove che servirebbero a definirla, e che questo non la renda inutile: la rende una promessa ancora da dimostrare, spesso venduta come se fosse già dimostrata.

Ho fondato un marchio di cosmetici, quindi puoi pesare quello che ho scritto tenendone conto. Per questo ho messo in fila i regolamenti invece delle opinioni: sono pubblici, si possono controllare, e reggono anche senza fidarsi di me.

Elisa Avalle, fondatrice e CEO di LeLang Skin Care

Elisa Avalle è la fondatrice di LeLang Skin Care, specializzata in dermocosmetica all'Universitat de Barcelona. Ha fondato il brand nelle Langhe, per la farmacia e la parafarmacia italiana.

Le fonti di questo articolo

01   Direttiva 2002/46/CE relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sugli integratori alimentari, e decreto legislativo 21 maggio 2004 n. 169 di recepimento, con la procedura di notifica dell'etichetta al Ministero della Salute
02   Regolamento (CE) n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari
03   Regolamento (UE) n. 432/2012 che istituisce l'elenco delle indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle sulla riduzione del rischio di malattia
04   Regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, articolo 7 sulle pratiche leali di informazione
05   Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici: definizione, persona responsabile, notifica e relazione sulla sicurezza

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