PFAS nei cosmetici: il divieto in Francia e cosa cambia in Europa
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I PFAS – acronimo di sostanze per- e polifluoroalchiliche – sono una vasta famiglia di composti chimici sintetici caratterizzati da legami carbonio-fluoro estremamente stabili. Questa stabilità conferisce proprietà tecniche utili in numerosi settori industriali, ma è anche alla base della loro persistenza nell’ambiente, motivo per cui vengono spesso definiti “forever chemicals”.
Dal 1° gennaio 2026 la Francia ha introdotto un divieto sull’uso intenzionale di PFAS nei cosmetici, aprendo una fase nuova per il settore in Europa. Nel frattempo, a livello UE, sono in valutazione proposte di restrizione di gruppo che potrebbero interessare un numero elevato di sostanze PFAS. Questo articolo ha lo scopo di informare in modo neutro su cosa sono i PFAS, perché possono essere presenti nei cosmetici, quali sono le principali evidenze ambientali e sanitarie disponibili e come si sta evolvendo il quadro normativo internazionale.
PFAS: cosa sono
I PFAS (Per- and Polyfluoroalkyl Substances) comprendono migliaia di sostanze chimiche diverse. La caratteristica comune è la presenza di catene alchiliche parzialmente o completamente fluorurate e di legami carbonio-fluoro tra i più forti in chimica organica. Questo rende molte sostanze PFAS resistenti alla degradazione chimica e biologica.
All’interno della classe PFAS esistono molecole con comportamenti differenti: alcune sono più solubili in acqua, altre tendono a essere più persistenti o a permanere più a lungo nell’organismo. Questa variabilità è uno dei motivi per cui il tema viene affrontato in ottica di “famiglia” e non solo attraverso la valutazione di singole sostanze.
PFAS nei cosmetici: perché vengono utilizzati
In cosmetica alcune sostanze PFAS possono essere state utilizzate per funzioni tecniche che migliorano prestazioni e sensorialità del prodotto. In particolare, alcuni PFAS possono contribuire a:
- migliorare scorrevolezza e sensazione setosa;
- favorire la formazione di film sottili e uniformi;
- aumentare la resistenza ad acqua, sebo e umidità;
- supportare la lunga tenuta in prodotti long-lasting e waterproof.
Secondo i dati disponibili e le analisi pubblicate da autorità regolatorie, la presenza di PFAS è stata riscontrata soprattutto in categorie come fondotinta a lunga tenuta, eyeliner, mascara waterproof, ombretti, rossetti, polveri compatte e alcuni prodotti per capelli.
Uso intenzionale e presenza non intenzionale
È utile distinguere tra:
- uso intenzionale: quando una sostanza PFAS viene aggiunta deliberatamente per ottenere una funzione formulativa;
- presenza non intenzionale: quando i PFAS possono comparire come impurezze o contaminanti derivanti da materie prime o processi produttivi.
In alcuni casi, l’identificazione può risultare complessa, soprattutto quando la presenza non è dovuta a un ingrediente dichiarato come tale.
Ingredienti che possono comparire nell’INCI
Alcuni esempi di ingredienti appartenenti alla classe PFAS che possono comparire in un elenco INCI includono polytetrafluoroethylene (PTFE) e alcuni siliconi fluorurati. La lettura dell’INCI consente di verificare gli ingredienti dichiarati, mentre eventuali contaminazioni non intenzionali possono richiedere analisi specifiche o informazioni di filiera.
PFAS e ambiente: perché sono considerati persistenti
Una delle principali ragioni di attenzione verso i PFAS riguarda la loro persistenza ambientale. Molti PFAS possono permanere a lungo nel suolo e nelle acque e possono essere trasportati su lunghe distanze. Studi ambientali hanno evidenziato la presenza di PFAS in acqua potabile, sedimenti e catene alimentari in diversi contesti geografici.
Le politiche di riduzione delle emissioni e dell’uso di PFAS sono state rafforzate in vari Paesi con l’obiettivo di limitare l’accumulo ambientale e la contaminazione delle risorse idriche.
Possibili effetti sulla salute umana
Le evidenze scientifiche sugli effetti dei PFAS sulla salute umana sono in evoluzione. Secondo diverse autorità sanitarie e ambientali, l’esposizione a determinati PFAS è stata associata, in alcuni studi, a possibili effetti su:
- sistema immunitario;
- sviluppo fetale e infantile;
- metabolismo lipidico (ad esempio livelli di colesterolo);
- sistema endocrino;
- associazioni con specifiche patologie in contesti di esposizione prolungata.
Gli effetti possono variare in base alla sostanza specifica, alla dose, alla durata e alla via di esposizione. Per molte sostanze PFAS i dati tossicologici disponibili risultano ancora limitati.
Rapporto FDA sui PFAS nei cosmetici
Nel contesto statunitense, il tema PFAS nei cosmetici è stato analizzato nell’ambito del Modernization of Cosmetics Regulation Act (MoCRA). La Food and Drug Administration (FDA) ha pubblicato a fine 2025 un rapporto dedicato alla presenza di PFAS nelle formulazioni cosmetiche registrate.
Secondo il rapporto, sono state individuate 51 sostanze PFAS in circa 1.744 prodotti, pari a circa 0,41% delle formulazioni analizzate. Le categorie più rappresentate includevano ombretti, prodotti per il viso e il collo, eyeliner, polveri e fondotinta. Il PTFE risultava tra le sostanze più frequentemente riportate.
Per una parte significativa delle sostanze identificate, i dati tossicologici disponibili sono risultati insufficienti per una valutazione completa del rischio, evidenziando la necessità di ulteriori studi.
Normativa: cosa sta cambiando
Francia: divieto dal 1° gennaio 2026
La Francia ha introdotto un divieto sull’uso intenzionale di PFAS nei cosmetici con entrata in vigore al 1° gennaio 2026. È previsto un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2026 per i prodotti fabbricati prima di tale data. Il divieto riguarda produzione, importazione, esportazione e immissione sul mercato.
Unione Europea: proposta di restrizione di gruppo
A livello UE è in valutazione una proposta di restrizione di gruppo presentata all’European Chemicals Agency (ECHA), che considera i PFAS come una classe. Le opzioni includono divieti generali, deroghe temporanee per alcuni settori e condizioni d’uso con misure di riduzione delle emissioni. Le tempistiche dipenderanno dall’iter legislativo europeo.
Altri Paesi
La Nuova Zelanda ha annunciato un divieto sui PFAS nei cosmetici a partire dal 2026. Negli Stati Uniti, pur in assenza di un divieto federale unico, diversi Stati hanno adottato norme restrittive. Nel Regno Unito, il tema è attualmente oggetto di valutazione normativa.
Implicazioni per aziende e operatori del settore cosmetico
L’evoluzione normativa può comportare per il settore cosmetico attività quali:
- mappatura delle formulazioni e degli ingredienti;
- valutazione di alternative tecniche;
- aggiornamento della documentazione tecnica e di filiera;
- adeguamento ai requisiti dei mercati esteri.
Cosa possono fare i consumatori
Dal punto di vista del consumatore, alcune pratiche possono aiutare a orientare scelte più informate:
- leggere l’elenco ingredienti (INCI);
- informarsi su standard e dichiarazioni ambientali;
- limitare l’uso di prodotti waterproof quando non necessario.
Conclusioni
I PFAS rappresentano una classe di sostanze con applicazioni tecniche storiche ma con caratteristiche di elevata persistenza ambientale. Il divieto introdotto in Francia dal 1° gennaio 2026 e le proposte di restrizione a livello europeo indicano un cambiamento rilevante per il settore cosmetico.
In questo contesto, l’aggiornamento su fonti scientifiche e istituzionali rimane essenziale per interpretare correttamente l’evoluzione normativa e le implicazioni operative.
Domande frequenti sui PFAS nei cosmetici
I PFAS nei cosmetici sono vietati in Europa?
Attualmente non esiste un divieto generalizzato a livello europeo. È però in corso una proposta di restrizione di gruppo che potrebbe portare a limitazioni più ampie nei prossimi anni.
Da quando i PFAS sono vietati nei cosmetici in Francia?
Il divieto francese sull’uso intenzionale dei PFAS nei cosmetici è entrato in vigore il 1° gennaio 2026, con periodo transitorio fino al 31 dicembre 2026.
Come riconoscere i PFAS nell’INCI?
La lettura dell’INCI consente di individuare ingredienti dichiarati come PTFE o sostanze con prefisso “perfluoro”. Le contaminazioni non intenzionali non sono sempre rilevabili dall’etichetta.
I PFAS nei cosmetici sono pericolosi per la salute?
Il profilo di rischio varia in base alla sostanza e all’esposizione. Per molte sostanze PFAS i dati disponibili sono ancora incompleti e la ricerca è in corso.
In quali prodotti sono stati riscontrati più spesso?
Principalmente in prodotti make-up a lunga tenuta o resistenti all’acqua come fondotinta, eyeliner, mascara waterproof e ombretti.
Fonti scientifiche e istituzionali
- Food and Drug Administration (FDA) – PFAS in Cosmetics Report (2025)
- Environmental Protection Agency (EPA) – PFAS and Human Health
- European Chemicals Agency (ECHA) – PFAS Restriction Proposal under REACH