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Esfoliazione del viso con un prodotto esfoliante
Consigli di beauty routine

Esfoliare la pelle: come fare e quali sono i benefici

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

9 min di lettura

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L'esfoliazione è una parte importante della routine di skincare: consente alla pelle di rinnovare il suo strato superficiale e di prepararsi ad accogliere meglio gli attivi di sieri e creme. Rimuovere impurità, make-up e cellule morte è qualcosa che facciamo ogni giorno con la detersione, ma a volte la pelle ha bisogno di un rinnovamento più profondo.

In questo articolo vediamo i diversi metodi di esfoliazione, quale si adatta meglio al tuo tipo di pelle, e quali sono benefici e controindicazioni di scrub e peeling.

Che cos'è l'esfoliazione cutanea

È il processo con cui si rimuovono le cellule morte dallo strato più esterno della pelle, per rendere la superficie più uniforme e luminosa. È una pratica diffusa ma non obbligatoria e non adatta a tutti: se fatta in modo scorretto o troppo spesso può sensibilizzare la cute e peggiorare rossori e imperfezioni.

Esistono due tipi di esfoliazione: quella meccanica, con scrub, spazzole o guanti, e quella chimica, che usa acidi o enzimi per favorire il distacco delle cellule.

Un chiarimento che vale la pena tenere a mente: lo strato corneo non è sporcizia da togliere. È una barriera protettiva i cui corneociti regolano attivamente il flusso e la ritenzione dell'acqua, difendendo la pelle dalla disidratazione e dalle aggressioni esterne. L'obiettivo dell'esfoliazione è rimuovere l'eccesso di cellule cornee, non assottigliare la barriera. È la differenza tra una pelle luminosa e una pelle irritata.

L'obiettivo di un trattamento esfoliante è sostenere il naturale processo di rinnovamento cutaneo, il turnover cellulare. L'incarnato risulta subito più uniforme e, a lungo andare, migliora l'aspetto di piccole rughe e macchie.

Perché esfoliare

Con il tempo il turnover cellulare rallenta — per fattori ormonali, uso di cosmetici non adatti o semplicemente per l'età — e le cellule morte restano più a lungo in superficie. Il risultato è una grana meno uniforme e un incarnato meno luminoso.

Nelle pelli mature il rinnovamento è fisiologicamente più lento e l'esfoliazione può essere un supporto utile, a patto di scegliere formule compatibili con una pelle spesso più sottile e fragile. Qui "più spesso" non significa "più aggressivo": un'esfoliazione troppo intensa stressa la barriera e dà l'effetto opposto.

Quale tipo di esfoliazione scegliere

Non esiste un metodo migliore in assoluto: scrub e peeling sono entrambi efficaci, e la scelta dipende da sensibilità, obiettivo e costanza. La regola pratica è scegliere l'approccio più efficace con il minor impatto sulla barriera.

Lo scrub, o esfoliazione meccanica

Si ottiene con un prodotto contenente microgranuli, oppure con spugne e spazzole. È il metodo più conosciuto, soprattutto per il corpo. Piace perché dà un effetto immediato di pelle liscia, ma su cuti molto sensibili o con acne infiammata può risultare troppo stimolante.

Si applica con i polpastrelli, con movimenti rotatori su pelle detersa e leggermente umida, esercitando una pressione molto leggera.

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Nello scrub corpo della linea Relax i cristalli di sale levigano, mentre burro di karité, olio di nocciola e oli essenziali ammorbidiscono e nutrono. È presente anche l'estratto di Tephrosia purpurea, ingrediente neurocosmetico che secondo i test del produttore modula la produzione di cortisolo cutaneo.

Per il viso si trovano consistenze più leggere, con particelle piccole e regolari. Uno scrub meccanico delicato si adatta a molti tipi di pelle, purché non si esageri con la pressione e non si superino una o due volte a settimana.

Gli skin scrubber a ultrasuoni

Sono dispositivi con una lamina sottile che vibra ad alta frequenza, da appoggiare sulla pelle umida. La rimozione avviene per vibrazione, che stacca residui di cellule cornee, sebo ossidato e impurità.

Restano una forma di esfoliazione meccanica, ma più delicata rispetto ai granuli tradizionali perché non c'è sfregamento.

Il peeling

Utilizza sostanze che inducono una rimozione controllata di strati cutanei, con profondità variabile in base al tipo di sostanza, alla concentrazione e alle modalità d'uso. In dermatologia i peeling si classificano in superficiali, medi e profondi, e si basano su acidi esfolianti AHA, BHA e PHA.

Attenzione a distinguere: a casa si lavora con esfolianti delicati e progressivi. I peeling professionali sono procedure mediche, che agiscono per ablazione controllata del tessuto a una profondità stabilita, con protocolli specifici e possibili effetti collaterali — tra cui l'iperpigmentazione post-infiammatoria, più frequente sui fototipi scuri. Non sono la versione "più forte" di un prodotto da banco.

Per un'esfoliazione più dolce c'è il peeling enzimatico: non usa acidi né granuli, ma enzimi proteolitici spesso di origine vegetale che indeboliscono i legami tra le cellule morte superficiali, imitando il processo naturale di desquamazione e facilitandone il distacco senza sfregamento. È l'approccio con l'impatto meccanico più basso, e per questo il più indicato a chi ha pelle sensibile o reattiva.

Vale però la pena dirlo con precisione: la delicatezza dell'enzimatico dipende dal meccanismo, non da una mole di studi clinici. Una revisione della letteratura del 2022 ha trovato appena undici lavori sull'argomento, e pochissimi trial clinici: papaina e bromelina esfoliano, ma gli autori concludono che servono studi in vivo più solidi. È una differenza che conta quando si legge una promessa di efficacia.

Mandelic Enzimatic Soft Peel si basa sull'acido mandelico, derivato dalla mandorla, arricchito con bromelina e papaina.

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I benefici dell'esfoliazione

Un'esfoliazione ben scelta migliora texture e luminosità, perché riduce l'accumulo superficiale di cellule cornee. Quando la superficie è meno ispessita, la luce si riflette in modo più regolare e l'incarnato appare più omogeneo.

Contribuisce inoltre a mantenere i pori più liberi — utile per chi ha la pelle grassa — e rende la cute più ricettiva agli attivi applicati dopo.

Come farlo bene

La differenza tra pelle luminosa e pelle irritata sta quasi tutta nella tecnica e nella frequenza. L'obiettivo non è sentire bruciare, ma ottenere un miglioramento progressivo rispettando la barriera.

  1. Movimenti leggeri e piccoli, per circa 30 secondi.
  2. Risciacquo con acqua tiepida, mai calda.
  3. Mai esfoliare su pelle scottata dal sole, con ferite o irritazioni attive.
  4. Idratare subito dopo, per ridurre la secchezza e sostenere la barriera.
  5. Protezione solare il giorno seguente: una pelle appena esfoliata è più esposta e può macchiarsi con maggiore facilità.

In presenza di acne attiva, soprattutto con papule e pustole, conviene scegliere metodi meno traumatici e valutare l'interazione con gli altri attivi della routine.

Esfoliare il corpo: gambe, gomiti e ginocchia

La pelle del corpo ha uno strato corneo più spesso di quella del viso e tollera un'esfoliazione più decisa, ma non ovunque allo stesso modo.

Su gomiti e ginocchia, dove la cute è ispessita e tende a scurirsi, uno scrub a base di sali o zuccheri lavora bene una o due volte a settimana, seguito da un burro o un olio nutriente. Sulle gambe conviene esfoliare prima della depilazione, non subito dopo: la pelle appena depilata ha micro-lesioni e reagisce male allo sfregamento. Esfoliare due o tre giorni dopo aiuta invece a prevenire i peli incarniti.

C'è però una cosa che conta più dello scrub settimanale, ed è il gesto quotidiano. Un detergente troppo aggressivo o l'acqua troppo calda tolgono ogni giorno quello che lo scrub toglie una volta a settimana, e nessuna esfoliazione compensa una doccia sbagliata. Su come scegliere il detergente corpo e su cosa cambia davvero tra un prodotto e l'altro c'è l'articolo su shower gel, bagnoschiuma e docciaschiuma.

Zone da trattare con più cautela: interno coscia, décolleté e collo, dove la pelle è sottile quanto quella del viso. Su vene varicose, capillari evidenti o pelle molto secca e screpolata lo scrub meccanico va evitato in favore di formule enzimatiche o acidi delicati.

Domande frequenti sull'esfoliazione

Come si fa ad esfoliare la pelle?

Su pelle detersa e leggermente umida si applica il prodotto con i polpastrelli, con movimenti circolari piccoli e una pressione molto leggera, per circa 30 secondi. Si risciacqua con acqua tiepida, si idrata subito dopo e il giorno seguente si applica la protezione solare. La frequenza sensata per il viso è una o due volte a settimana; sul corpo si può salire leggermente, ma non su tutte le zone.

Qual è la differenza tra uno scrub e un esfoliante?

"Esfoliante" è la categoria generale: comprende tutto ciò che favorisce il distacco delle cellule morte. Lo scrub è una sua sottocategoria, quella meccanica, che agisce per attrito grazie a granuli, sali o zuccheri. Gli altri esfolianti sono chimici (acidi AHA, BHA, PHA) o enzimatici, e agiscono indebolendo i legami tra le cellule senza sfregamento. In pratica: ogni scrub è un esfoliante, non ogni esfoliante è uno scrub.

Quali scrub sono consigliati durante la gravidanza?

In gravidanza gli scrub meccanici delicati sono generalmente la scelta più tranquilla, perché agiscono solo in superficie e non prevedono assorbimento di attivi. Vanno invece valutati con il medico i peeling chimici, in particolare quelli a base di derivati della vitamina A e le concentrazioni elevate di acido salicilico. C'è poi una ragione pratica in più per andarci piano: in gravidanza la pelle è più predisposta alle macchie della maschera gravidica, e un'esfoliazione troppo intensa senza fotoprotezione può peggiorarle. La regola resta di confermare qualsiasi trattamento con il proprio ginecologo o dermatologo.

Come esfoliare la pelle con rosacea?

Con molta prudenza e mai nelle fasi attive. Sulla pelle con rosacea e couperose gli scrub meccanici e le spazzole sono da escludere, perché lo sfregamento accentua rossore e reattività. Se il dermatologo lo ritiene opportuno, si può valutare un peeling enzimatico o un PHA a bassa concentrazione, non più di una volta ogni dieci-quindici giorni, sempre seguito da un lenitivo. In questa condizione l'obiettivo è la stabilità della barriera, non il rinnovamento rapido.

Si può esfoliare la pelle in modo naturale o fai da te?

Sul corpo le preparazioni casalinghe a base di zucchero o sale con un olio vegetale funzionano bene e sono innocue, purché usate con leggerezza. Sul viso il discorso cambia: bicarbonato, sale grosso, gusci tritati e succo di limone hanno granulometria irregolare o pH lontano da quello cutaneo, e sono tra le cause più comuni di micro-lesioni e sensibilizzazione. Se l'obiettivo è il viso, un enzimatico formulato costa poco più e lavora in modo molto più prevedibile.

Ogni quanto si deve esfoliare la pelle?

Per la maggior parte delle pelli, una o due volte a settimana. Le pelli grasse e ispessite tollerano il limite superiore, quelle secche o sensibili stanno meglio su una volta ogni sette-dieci giorni. Il segnale che si sta esagerando è chiaro: pelle che tira, brucia leggermente all'applicazione della crema, arrossata o improvvisamente più lucida. In quel caso si sospende per due settimane e si riparte con frequenza ridotta.

Le fonti di questo articolo

01 Soleymani T., Lanoue J., Rahman Z., A Practical Approach to Chemical Peels: A Review of Fundamentals and Step-by-step Algorithmic Protocol for Treatment, The Journal of Clinical and Aesthetic Dermatology, 2018; 11(8): 21-28.
02 Trevisol T.C., Henriques R.O., Souza A.J.A., Furigo A. Jr, An overview of the use of proteolytic enzymes as exfoliating agents, Journal of Cosmetic Dermatology, 2022; 21(8): 3300-3307.
03 Rawlings A.V., Harding C.R., Moisturization and skin barrier function, Dermatologic Therapy, 2004; 17(Suppl 1): 43-48.

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