Due persone si espongono al sole per la stessa mezz'ora, sulla stessa spiaggia, alla stessa ora. Una torna a casa con un colorito appena più caldo, l'altra con la fronte rossa che brucia per due giorni.
Non è una questione di fortuna né di quanta crema hanno messo. È il fototipo, e si può sapere in anticipo.
Il fototipo non descrive il colore della pelle: descrive come la pelle reagisce alla radiazione ultravioletta. Si legge da due comportamenti — con quanta facilità ci si scotta e con quanta facilità ci si abbronza — e serve a una cosa sola, decidere quanta protezione serve. Non è un tipo di pelle e non ha niente a che vedere con la crema idratante da usare.
[INDICE:h2]
Che cos'è un fototipo
La classificazione oggi in uso si deve al dermatologo statunitense Thomas B. Fitzpatrick e distingue sei fototipi cutanei. La logica è comportamentale, non cromatica: non si guarda quanto una pelle è chiara, si guarda che cosa le succede dopo l'esposizione.
I due parametri sono la tendenza all'eritema solare — cioè alla scottatura — e la tendenza all'abbronzatura. Si combinano, e ne escono sei profili.
La ragione per cui questa scala esiste è pratica e piuttosto seria. Il fototipo influenza la suscettibilità individuale al melanoma e agli altri tumori cutanei, il modo in cui si manifesta il fotoinvecchiamento, e persino i protocolli di fototerapia in ambito medico. Da lì discende il tipo di fotoprotezione che serve a ciascuno.
I sei fototipi, uno per uno
- Fototipo I — si scotta sempre, non si abbronza mai. Pelle molto chiara, spesso capelli rossi ed efelidi.
- Fototipo II — si scotta abitualmente, si abbronza pochissimo. Pelle chiara, capelli chiari.
- Fototipo III — a volte si scotta, di solito all'inizio della stagione o dopo un'esposizione intensa, poi si abbronza. È il più diffuso in Italia insieme al IV.
- Fototipo IV — non si scotta quasi mai e si abbronza sempre. Tipico dell'area mediterranea.
- Fototipo V — pelle moderatamente pigmentata di costituzione, raramente si scotta.
- Fototipo VI — pelle molto pigmentata, non si scotta.
Nella pratica clinica i sei vengono spesso raggruppati a due a due: I e II sono le pelli sensibili al sole, III e IV le pelli normali, V e VI le pelli scure. A questi va aggiunto il caso dei soggetti albini, ancora più sensibili alla radiazione solare del fototipo I.
Come capire qual è il tuo
Il modo più affidabile non è guardarsi allo specchio, è ricordare. Rispondi a queste due domande pensando alla prima esposizione della stagione, quella di inizio giugno, senza protezione e per una ventina di minuti.
- Ti sei scottata? Sempre, di solito, qualche volta, quasi mai, mai.
- Nei giorni successivi ti sei abbronzata? Per niente, pochissimo, gradualmente, subito e in modo marcato.
La prima esposizione della stagione conta più di tutte le altre perché la pelle non ha ancora messo in atto i propri meccanismi di adattamento. A metà agosto quasi tutti sembrano un fototipo più alto di quello che sono.
Un errore frequente: confondere il fototipo con il tipo di pelle. Sono due classificazioni parallele e indipendenti — si può avere pelle grassa e fototipo II, o pelle secca e fototipo IV. La prima decide la crema, la seconda decide il solare. Se ti interessa l'altra, il quadro completo è nell'articolo sulle diverse tipologie di pelle.
Cosa cambia in pratica: quale SPF
Qui il fototipo smette di essere una curiosità e diventa una decisione. La Raccomandazione della Commissione Europea classifica i solari in quattro categorie: protezione bassa (SPF 6-10), media (15-25), alta (30-50) e molto alta (50+).
La scelta dipende dall'obiettivo, e gli obiettivi possibili sono due, diversi fra loro.
Se l'obiettivo è un'abbronzatura graduale senza scottature
Vale per i fototipi III e IV, che hanno una capacità di adattamento reale. Una protezione media accompagna la pigmentazione progressiva riducendo il rischio di eritema. Resta comunque una scelta di compromesso: abbronzarsi significa, per definizione, che una parte di radiazione è arrivata.
Se l'obiettivo è proteggere
Vale per i fototipi I e II, per chi ha una fotosensibilità documentata o assume farmaci fotosensibilizzanti, e per chiunque voglia prevenire il fotoinvecchiamento e le macchie solari. Qui serve una protezione molto alta, e va detta la conseguenza: con una protezione molto alta non ci si abbronza. Non è un difetto del prodotto, è esattamente il suo scopo.
Solare Viso SPF 50 Tascabile, Travel Size (5 pz) Il problema non è mettere il solare. È riapplicarlo. Più piccolo di una carta di credito, entra nel portafogl... Scopri Solare Viso SPF 50 Tascabile, Travel Size (5 pz)
Sul viso, in particolare, l'obiettivo è quasi sempre il secondo. Il fotoinvecchiamento e l'iperpigmentazione si accumulano lì più che altrove, ed è la zona che nessuno vuole veder cambiare. Per la scelta del prodotto nel dettaglio c'è la guida sulla migliore protezione solare viso.
SPOT DEFENCE 50 SPF Siero solare viso SPF 50 anti-macchia con vitamina C incapsulata e fermenti probiotici per pelli con discromie EFFETT... Scopri SPOT DEFENCE 50 SPF
Il fototipo indica una predisposizione statistica, non una garanzia. Un fototipo V o VI si scotta raramente, ma non è immune né dal danno ossidativo né dai tumori cutanei — che anzi, in quei fototipi, vengono diagnosticati mediamente più tardi. La comparsa o il cambiamento di un neo, di una macchia o di una lesione che non guarisce è sempre una questione per il dermatologo, qualunque sia il fototipo, e nessun cosmetico entra in quel campo.
Che cosa il fototipo non dice
È uno strumento utile ma limitato, e vale la pena sapere dove si ferma.
Non dice quanto sei sensibile ai prodotti. La reattività cosmetica dipende dallo stato della barriera cutanea, non dalla pigmentazione. Un fototipo IV può avere una pelle sensibile quanto un fototipo I.
Non dice quanto ti verranno le macchie. Melasma e iperpigmentazione post-infiammatoria sono anzi più frequenti nei fototipi intermedi e alti, dove i melanociti rispondono con più facilità a qualsiasi stimolo infiammatorio.
Non è una scala di merito estetico. È nato come strumento di prevenzione oncologica e di dosaggio della fototerapia. Usarlo per altro non ha senso.
Un supporto dall'interno, con le giuste proporzioni
Alcuni antiossidanti hanno affinità con la componente lipidica della pelle e contribuiscono a contrastare il carico ossidativo generato dai raggi UV: è il caso del licopene. È un sostegno, non una schermatura: non sostituisce in alcun modo un filtro solare, e nessun antiossidante topico o alimentare lo fa.
Individuare il proprio fototipo, però, è la parte facile. Tradurlo nel prodotto giusto per la propria pelle, che magari è anche reattiva o già segnata da macchie, richiede di guardare la pelle di persona: nelle farmacie partner LeLang trovi un farmacista che può aiutarti a mettere insieme le due cose.
Domande frequenti
Il fototipo cambia nel corso della vita?
No. È una caratteristica costituzionale e resta la stessa. Ciò che cambia è lo stato della pelle in un dato momento: dopo settimane di esposizione graduale la tolleranza aumenta, ma il fototipo di partenza è rimasto quello. È il motivo per cui la prima esposizione della stagione è sempre la più rischiosa.
Ho i capelli scuri ma mi scotto: che fototipo sono?
Il comportamento vince sull'aspetto. Capelli e occhi sono indizi, non criteri: se ti scotti abitualmente e ti abbronzi poco, sei un fototipo II a prescindere dal colore dei capelli. La scala misura come reagisci, non come appari.
Se sono fototipo V o VI, mi serve comunque la protezione solare?
Sì. La maggiore pigmentazione riduce il rischio di eritema, ma non azzera né il danno ossidativo, né il fotoinvecchiamento, né la possibilità di sviluppare tumori cutanei. In più, questi fototipi sono i più esposti all'iperpigmentazione post-infiammatoria: qualsiasi infiammazione, anche un brufolo, tende a lasciare un segno scuro che il sole rende permanente.
Un SPF 50 impedisce completamente di abbronzarsi?
In larga misura sì, ed è il suo scopo. Nella pratica quotidiana un po' di pigmentazione compare comunque, perché la quantità di prodotto che si applica è quasi sempre inferiore a quella usata nei test di laboratorio. Ma un solare non va scelto sperando che funzioni male.
Il fototipo determina quanto invecchia la pelle?
Influisce sulla componente legata al sole, che però è la quota maggiore dell'invecchiamento visibile del viso. I fototipi chiari mostrano prima rughe sottili e danno elastotico; quelli più scuri mostrano soprattutto disomogeneità del colorito. Cambia la forma in cui si manifesta, non il fatto che si manifesti.
Consulenza gratuita di 15 minuti con la fondatrice
Se non sai qual è il tuo fototipo o quale protezione ti serve davvero, possiamo guardarlo insieme: Elisa Avalle, fondatrice di LeLang, ti aiuta a scegliere in base alla tua pelle e alle tue abitudini di esposizione.
Le fonti di questo articolo
01 Fitzpatrick T.B., The validity and practicality of sun-reactive skin types I through VI, Archives of Dermatology, 124, 1988, pp. 869-871
02 Hawk J.L., Cutaneous Photobiology, in Rook/Wilkinson/Ebling Textbook of Dermatology, cap. 21, Blackwell Scientific Publications, Oxford, 1992, pp. 849-866
03 Sayre R.M., Marlowe E., Agin P.P., LeVee G.J., Rosenberg E.W., Performance of six sunscreen formulations on human skin, Archives of Dermatology, 115, 1979, pp. 46-49
04 Raccomandazione della Commissione Europea sui prodotti per la protezione solare e sulle indicazioni relative all'efficacia
Sul sito: migliore protezione solare viso · le tipologie di pelle · macchie solari del viso · creme e sieri antimacchie viso

