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Tephrosia purpurea, pianta impiegata in neurocosmesi
Glossario ingredienti

Tephrosia purpurea: l'attivo anti-stress

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

6 min di lettura

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Che lo stress si veda in faccia non è un modo di dire. La pelle produce cortisolo per conto proprio, e quando ne produce troppo cambia aspetto: più spenta, più arrossata, più stanca. L'estratto di Tephrosia purpurea nasce per intervenire su questo passaggio.

Che cos'è l'estratto di Tephrosia purpurea

La Tephrosia purpurea è una leguminosa spontanea dell'India, conosciuta in sanscrito come Pliha Satru e usata da secoli nella tradizione ayurvedica. In cosmetica se ne utilizza l'estratto dei semi, commercializzato con il nome Neurophroline™. In INCI si legge come Tephrosia Purpurea Seed Extract, in associazione ad acqua e propandiolo.

L'estratto è caratterizzato da due zuccheri specifici, stachiosio e ciceritolo, e da tre polifenoli rutinosidi: kaempferolo-3-O-rutinoside, quercetina-3-O-rutinoside e patuletina-3-O-rutinoside, isolati e descritti in una pubblicazione sul Journal of Natural Products nel 2015.

È di origine 100% vegetale secondo lo standard ISO 16128, privo di conservanti, adatto alle formulazioni vegane e certificato COSMOS. La dose d'uso indicata dal produttore va dallo 0,1% al 2%.

Il legame tra pelle e stress

Pelle e sistema nervoso derivano dallo stesso foglietto embrionale, e questo spiega perché dialoghino così strettamente. Sotto pressione l'organismo attiva l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che rilascia adrenalina e cortisolo.

La scoperta più interessante degli ultimi anni è che la pelle riproduce questo circuito in proprio: sottoposte a stress biologico o fisico, le cellule cutanee producono CRH, POMC, ACTH, beta-endorfine e cortisolo, esattamente come farebbe l'asse centrale. È il fondamento della neurocosmetica.

Sul piano visibile, un eccesso prolungato di cortisolo cutaneo si accompagna a pelle spenta, arrossamenti più facili, aspetto stanco e una barriera cutanea che si ripara più lentamente. Il meccanismo è approfondito nell'articolo su pelle stanca e cortisolo alto.

Una precisazione doverosa: lo stress può peggiorare l'aspetto di condizioni dermatologiche vere e proprie, ma quelle restano di competenza medica. Un cosmetico lavora sull'aspetto della pelle; per dermatiti, rosacea o psoriasi il riferimento è il dermatologo.

Come agisce: i dati del produttore

I dati che seguono provengono dal dossier tecnico del produttore, che ha sviluppato l'attivo. Riportiamo per ciascuno le condizioni sperimentali, perché un test su cellule in coltura e uno studio sulla pelle di persone reali non hanno lo stesso peso, e la differenza va detta.

Sul cortisolo (in vitro, su cheratinociti umani)

Su cheratinociti umani normali stimolati con cortisone, l'aggiunta dell'attivo ha ridotto il rilascio di cortisolo del 33% alla concentrazione dello 0,5% e del 70% all'1%, nell'arco di due ore. È un test su cellule in coltura: dice che il meccanismo esiste e che è rapido, non che la stessa percentuale si verifichi sul viso.

Sulle beta-endorfine (in vitro, su cheratinociti umani)

Sulle stesse cellule, in 24 ore, la produzione di beta-endorfine — neuropeptidi dall'effetto calmante — è aumentata del 105% a bassa concentrazione e fino al 163% a concentrazione superiore. Anche questo è un dato su coltura cellulare.

Sulle difese antiossidanti (transcriptomica e proteomica)

L'estratto attiva l'espressione di geni legati alla risposta allo stress ossidativo e alla detossificazione, tra cui HMOX1 e NQO1, sia nei cheratinociti sia nei fibroblasti. Su epidermide umana ricostruita, l'applicazione topica ha aumentato in modo visibile l'espressione di entrambi i marcatori.

Sulla pelle: la valutazione clinica

Questo è il dato che conta di più, perché misurato su persone. Uno studio in doppio cieco contro placebo su 24 donne tra i 40 e i 67 anni, condotto d'estate per un mese in condizioni di stress ambientale (picchi di inquinamento da PM10 e ozono), ha previsto l'applicazione due volte al giorno nella zona sotto gli occhi: da un lato il placebo, dall'altro lo stesso placebo con il 2% di attivo.

Parametro misurato A 14 giorni A 28 giorni
Luminosità cutanea (valore L*) +103% rispetto al placebo +57% rispetto al placebo
Uniformità del colorito (angolo ITA) +187% rispetto al placebo +99% rispetto al placebo
Rossore cutaneo (valore a*) Riduzione già rilevabile 2,4 volte inferiore al placebo

Un dettaglio che vale la pena notare: nella zona non trattata il rossore è aumentato nel corso del mese, coerentemente con le condizioni di inquinamento in cui si è svolto il test. Le misurazioni sono strumentali, fatte con spettrocolorimetro, non basate sull'autovalutazione delle partecipanti — il che rende il dato più solido.

Resta comunque uno studio del produttore su un campione di 24 persone, non una sperimentazione indipendente su larga scala. Lo diciamo perché la differenza esiste, e perché preferiamo che tu sappia da dove arriva ogni numero che leggi qui.

A chi è utile

  • Pelle spenta e dall'aspetto stanco, soprattutto quando il periodo è di carico emotivo o di sonno irregolare.
  • Pelle che si arrossa facilmente e reagisce agli sbalzi ambientali.
  • Chi vive in città: lo studio clinico è stato disegnato proprio in condizioni di inquinamento atmosferico.
  • Contorno occhi affaticato, che è la zona su cui il test è stato condotto.
  • Approccio pro-age su pelli sensibili, dove gli attivi più aggressivi sono mal tollerati.

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L'abbiamo scelta come attivo portante della linea Essentia Spa, pensata per il benessere del corpo oltre che della pelle. Il racconto completo della linea è nell'articolo su Essentia Spa.

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Domande frequenti sulla Tephrosia purpurea

Che cos'è il Neurophroline?

È il nome commerciale dell'estratto dei semi di Tephrosia purpurea. In etichetta compare come Tephrosia Purpurea Seed Extract. Ha ricevuto il premio come miglior ingrediente nell'Innovation Zone di in-cosmetics nel 2016.

La Tephrosia purpurea riduce davvero il cortisolo?

Sulle cellule cutanee in coltura sì, ed è un effetto misurato e rapido: fino al 70% in due ore. Sulla pelle intera non si misura direttamente il cortisolo, si misurano le sue conseguenze visibili — luminosità, uniformità del colorito, rossore — e su quelle lo studio clinico mostra miglioramenti significativi rispetto al placebo in quattro settimane.

In quanto tempo si vedono i risultati?

Nello studio del produttore i primi miglioramenti misurabili su luminosità e rossore compaiono già a due settimane, con applicazione due volte al giorno. A quattro settimane il risultato è più consolidato. Come per tutti gli attivi, sospendere dopo pochi giorni non permette di valutare nulla.

È adatta alle pelli sensibili?

È uno degli attivi con il profilo più favorevole in questo senso: lavora sulla risposta allo stress e sulle difese antiossidanti, non sul rinnovamento cellulare, quindi non comporta l'esfoliazione o il pizzicore tipici di acidi e retinoidi. Se hai la pelle sensibile, resta buona norma testare qualsiasi novità su una piccola area.

Che differenza c'è tra Tephrosia e un semplice antiossidante?

Un antiossidante come la vitamina C neutralizza i radicali liberi già formati. La Tephrosia agisce a monte: attiva l'espressione dei geni che governano la risposta antiossidante e detossificante della cellula. Sono approcci complementari, non alternativi.

La pianta ha usi tradizionali diversi?

Sì. Nella medicina ayurvedica si utilizzano decotti di foglie e radici per finalità che nulla hanno a che vedere con la cosmetica. L'estratto cosmetico riguarda solo i semi, ed è standardizzato su molecole specifiche: la tradizione ha indicato la pianta, il resto è lavoro di laboratorio.

Fonti

  • Dossier tecnico ed efficacia del produttore dell'attivo: test in vitro su cheratinociti umani (cortisolo e beta-endorfine), analisi transcriptomica e proteomica su cheratinociti e fibroblasti, valutazione ex vivo su epidermide ricostruita, studio clinico in doppio cieco contro placebo su 24 volontarie per un mese.
  • Hubert et al., Journal of Natural Products, 2015: isolamento e caratterizzazione dei rutinosidi dell'estratto.
  • Denominazione INCI: Tephrosia Purpurea Seed Extract, database CosIng della Commissione Europea.

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