Semi di sesamo e olio vegetale usato nella cura della pelle
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Olio di sesamo per la pelle: perché non irrancidisce

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

2 min di lettura

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L'olio di sesamo è uno degli oli vegetali più antichi che si conoscano, e in cosmetica ha una caratteristica che lo distingue da quasi tutti gli altri: non irrancidisce facilmente, e non perché qualcuno lo abbia stabilizzato, ma per merito di molecole che contiene di suo.

Che cos'è l'olio di sesamo e cosa contiene

Si ottiene per spremitura dai semi del Sesamum indicum. Il profilo di acidi grassi è equilibrato: circa metà acido linoleico, un omega-6 che entra nella composizione dei lipidi di barriera, e metà acido oleico, che dà scorrevolezza e sensazione di nutrimento.

La parte interessante però è un'altra. Il sesamo contiene lignani — sesamina, sesamolina, sesamolo — una classe di composti antiossidanti che protegge gli acidi grassi insaturi dall'ossidazione. È il motivo per cui questo olio ha una conservabilità molto superiore a quella di oli con profilo simile, e per cui in formula regge bene anche accanto ad attivi delicati.

In etichetta è Sesamum Indicum Seed Oil. Attenzione a non confonderlo con l'olio di sesamo tostato da cucina: quello ha un colore ambrato scuro e un profumo intenso, ed è un prodotto alimentare, non cosmetico.

Cosa fa sulla pelle

L'acido linoleico è la componente più rilevante sul piano funzionale: è un precursore dei ceramidi, e le pelli con barriera cutanea compromessa ne mostrano spesso una quota ridotta. Apportarlo dall'esterno significa fornire un mattone alla ricostruzione.

I lignani aggiungono un contributo antiossidante che nella pratica si traduce in due cose: la formula dura di più e la pelle riceve una protezione in più contro la perossidazione dei propri lipidi.

La texture è media: non leggerissima come quella dell'olio di nocciola, non pesante come oli molto ricchi in oleico. Assorbe in tempi ragionevoli e lascia una pelle morbida senza film persistente.

Per chi è indicato

È una buona scelta per le pelli secche, per quelle che d'inverno diventano ruvide, e per i trattamenti serali dove l'obiettivo è nutrire. Nelle nostre formule è nel siero notte, insieme ad argan, fico d'India e rosa mosqueta: un blend costruito proprio perché nessun olio singolo copre tutto il ventaglio di acidi grassi che servono.

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Sull'indice comedogenico circolano valutazioni contrastanti, in genere basse-medie. Come per tutti gli oli, la risposta è individuale: chi ha una pelle molto reattiva ai grassi conviene provi prima su una zona limitata.

Domande frequenti sull'olio di sesamo

L'olio di sesamo protegge dal sole?

No, e questa è una convinzione diffusa e pericolosa. Alcuni oli vegetali hanno un potere filtrante misurabile ma bassissimo e del tutto insufficiente: non sostituiscono in alcun modo una protezione solare.

Posso usare quello del supermercato?

L'olio alimentare non tostato è chimicamente simile, ma non ha le garanzie di purezza e di grado cosmetico. Quello tostato va escluso del tutto.

Va bene sulla pelle grassa?

La quota alta di acido linoleico gioca a favore, perché le pelli grasse tendono ad averne meno nel sebo. Resta un olio: su una pelle molto seborroica meglio usarlo in formule bilanciate che puro.

Chi è allergico al sesamo deve evitarlo?

Sì, per prudenza. L'allergia al sesamo è fra quelle alimentari riconosciute e, sebbene l'applicazione cutanea sia cosa diversa dall'ingestione, non vale la pena correre il rischio.

Serve anche per i capelli?

È un uso tradizionale molto diffuso in India. Sulla fibra fa quello che fanno gli oli con buona affinità: riduce l'attrito e limita la perdita di proteine durante il lavaggio.