L'acido mandelico è l'alfa-idrossiacido con cui conviene cominciare, ed è anche l'unico che si può usare senza troppe cautele nei mesi caldi. La ragione sta tutta nella dimensione della sua molecola.
Con 152 Dalton contro i 76 dell'acido glicolico, è la molecola più grande della famiglia degli AHA: attraversa lo strato corneo più lentamente e in modo più uniforme, e questo si traduce in un'esfoliazione graduale invece che aggressiva. È il motivo per cui viene scelto su pelli reattive e sui fototipi più scuri, dove un acido veloce rischia di lasciare macchie post-infiammatorie.
In questa guida trovi che cos'è, a quale concentrazione lavora, ogni quanto usarlo e come si colloca rispetto a glicolico e salicilico.
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Che cos'è l'acido mandelico
L'acido mandelico è un alfa idrossiacido (AHA) derivato dalle mandorle: prende il nome dal termine tedesco per mandorla, Mandel. In cosmetica si impiega quasi sempre in forma purificata o di sintesi.
Come tutti gli AHA agisce sciogliendo i legami che tengono unite le cellule morte dello strato corneo, favorendo il rinnovamento cutaneo. Ciò che lo distingue è la velocità con cui lo fa: la molecola grande penetra lentamente, quindi l'effetto è più progressivo e meno irritante a parità di concentrazione.
C'è poi una seconda particolarità poco nota: essendo parzialmente solubile in olio, l'acido mandelico ha una buona affinità con il sebo e riesce a lavorare anche all'imbocco dei pori. Glicolico e lattico, solubili solo in acqua, restano invece confinati agli strati più superficiali. È questa doppia affinità a renderlo interessante sulle pelli miste e a tendenza impura, che di norma non tollerano bene gli AHA.

A cosa serve l'acido mandelico sul viso
All'azione esfoliante l'acido mandelico unisce un contributo sull'equilibrio della superficie cutanea, che lo rende utile nelle formule pensate per le pelli con imperfezioni ricorrenti. Viene scelto principalmente su:
- pelle opaca e grana irregolare, dove libera la superficie e restituisce capacità di riflettere la luce;
- segni lasciati dall'acne e macchie post-infiammatorie;
- discromie e macchie da sole, di cui contribuisce ad attenuare l'aspetto;
- linee sottili, sostenendo il ricambio cellulare;
- pelle sensibile e reattiva, che con altri acidi reagisce male.
I primi effetti si notano dopo circa tre settimane di utilizzo costante e appropriato: pelle più liscia al tatto, luminosa e uniforme. Sulle macchie i tempi sono più lunghi, e il risultato dipende in larga misura dalla protezione solare applicata nel frattempo.
Il mandelico è solo uno dei peeling in circolazione, ma è tra i più gestibili: non aumenta la fotosensibilità come gli altri AHA ed è molto meno irritante. Questo non toglie che la protezione solare resti indispensabile durante tutto il trattamento.
A quale percentuale si usa
Nei cosmetici che si possono usare a casa l'acido mandelico si trova in genere fra il 2% e il 10%. Sotto il 5% l'azione è soprattutto levigante e di mantenimento; fra il 5% e il 10% l'effetto esfoliante diventa più evidente e si lavora anche su macchie e imperfezioni.
Le concentrazioni superiori appartengono ai peeling professionali, che si eseguono in ambulatorio con protocolli e neutralizzazione controllata: non sono confrontabili con i prodotti cosmetici, né vanno replicati in autonomia.
Conta anche il pH della formula: un acido a pH troppo alto è di fatto inattivo, mentre uno a pH troppo basso diventa irritante. La normativa cosmetica europea definisce i limiti entro cui una formula può essere immessa sul mercato, ed è uno dei motivi per cui un prodotto formulato bene rende più di uno con una percentuale dichiarata più alta.
Mandelico, glicolico o salicilico: come scegliere
| Acido | Dimensione molecola | Punto di forza | Per chi |
|---|---|---|---|
| Mandelico (AHA) | 152 Da | Tollerabilità, non fotosensibilizza | Pelle sensibile, fototipi scuri, principianti |
| Glicolico (AHA) | 76 Da | Rapidità e potenza sulle rughe | Pelle spessa, resistente, già abituata agli acidi |
| Salicilico (BHA) | 138 Da, liposolubile | Lavora dentro il poro | Pelle grassa, punti neri, pori ostruiti |
La regola pratica: il glicolico dà risultati più rapidi ma chiede una pelle che li regga, il salicilico è la scelta quando il problema sono i pori ostruiti, il mandelico è il compromesso migliore quando la pelle è reattiva o non si sa da dove cominciare. Il quadro completo è nella guida agli acidi in skincare, mentre sul BHA c'è la scheda dedicata all'acido salicilico.
Come si usa l'acido mandelico
È consigliabile inserirlo nella routine serale, dopo la detersione e prima di siero e crema idratante. In generale può essere utilizzato in ogni stagione; anche d'estate, quando è uno dei pochi acidi praticabili, resta preferibile applicarlo di sera.
- Deterge il viso e asciuga tamponando;
- Applica il prodotto evitando contorno occhi e labbra;
- Rispetta il tempo di posa indicato dalla confezione, senza prolungarlo;
- Risciacqua con acqua tiepida, se il prodotto lo prevede;
- Prosegui con un siero idratante e la crema, che completano il gesto.
Maschere e peeling sono in genere un extra settimanale all'interno della routine, con lo scopo di amplificare l'efficacia dei prodotti applicati dopo. Se vuoi capire come si colloca l'esfoliazione nell'insieme della routine, trovi tutto nell'articolo su come esfoliare la pelle.
Applicare il peeling in autonomia è oggi possibile, ma è bene rispettare tempi e dosi indicati dal prodotto. Oppure chiedere consiglio a chi se ne intende: prova a rivolgerti alla tua farmacia di fiducia oppure al dermatologo.
Il peeling all'acido mandelico di LeLang
Il Mandelic Enzymatic Soft Peel è un esfoliante delicato pensato per tutti i tipi di pelle, anche la più sensibile. Il gel si applica sul viso e si lascia agire per circa 10 minuti, poi si risciacqua con acqua tiepida.
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Al suo interno l'azione dell'acido mandelico è affiancata dalla papaina, enzima derivante dal frutto della papaya, e dalla bromelina, enzima proteolitico estratto dal gambo dell'ananas. I due enzimi lavorano sullo strato più superficiale, dove tagliano le proteine che tengono unite le cellule morte: un meccanismo diverso da quello dell'acido, e la combinazione dei due permette di ottenere il risultato con concentrazioni più basse di ciascuno. Completano la formula l'estratto di camomilla e il succo di aloe vera biologico, per un profilo lenitivo che accompagna l'esfoliazione.
Nella scheda ingrediente dell'acido mandelico trovi l'elenco completo delle formule LeLang che lo contengono.
Se hai la pelle grassa o a tendenza acneica, trovi indicazioni più mirate nella routine dedicata alla pelle grassa.
Domande frequenti sull'acido mandelico
Ogni quanto si usa l'acido mandelico?
Si parte da una volta a settimana e si sale a due solo se la pelle risponde bene. Un pizzicore breve durante la posa è normale; rossore che persiste il giorno dopo o pelle che brucia con la crema significano che stai esagerando in frequenza.
Meglio l'acido mandelico o il glicolico?
Dipende dalla pelle, non dall'acido. Il glicolico ha molecola più piccola, penetra di più e dà risultati più rapidi su una pelle spessa e abituata. Il mandelico è la scelta giusta su pelli reattive, sui fototipi scuri e per chi comincia: un acido tollerato che si usa con costanza rende più di uno aggressivo che si abbandona.
Si può usare d'estate?
Sì, ed è uno dei suoi vantaggi: non aumenta la fotosensibilità come gli altri AHA. La protezione solare quotidiana resta comunque necessaria, perché qualunque esfoliazione riduce temporaneamente lo strato di cellule morte in superficie.
Chi è allergico alle mandorle può usarlo?
L'acido mandelico impiegato in cosmetica è una molecola purificata, in genere di sintesi, e non contiene le proteine della mandorla che scatenano l'allergia. Chi ha un'allergia accertata farà comunque bene a parlarne con il proprio medico.
Si può usare insieme al retinolo?
Non nella stessa applicazione. Meglio alternare le sere: sovrapporli espone a irritazione, soprattutto nelle prime settimane di retinolo.
Si può usare in gravidanza?
Gli alfa-idrossiacidi a bassa concentrazione sono fra gli esfolianti generalmente ritenuti compatibili con la gravidanza, a differenza dei retinoidi. Trattandosi di una fase particolare, la conferma va sempre chiesta al proprio ginecologo o dermatologo.
Va bene sul contorno occhi?
No. La zona perioculare ha una pelle molto più sottile e non è destinataria dei peeling per il viso: nell'applicazione conviene mantenersi a distanza dall'orbita.
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