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Cera d'api in cosmetica
Glossario ingredienti

Cera d'api in cosmetica: a cosa serve e come si usa

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

7 min di lettura

La cera d'api in cosmetica serve a proteggere e dare struttura: forma sulla pelle un film sottile che rallenta l'evaporazione dell'acqua, e nelle formule lavora come addensante ed emulsionante naturale, tenendo insieme la parte grassa e quella acquosa. In etichetta la trovi come Cera Alba.

La cosa utile da sapere: non è un attivo che "tratta" qualcosa. È un ingrediente strutturale e protettivo, ed è proprio in questo che dà il meglio — rende una crema più confortevole, un balsamo labbra più resistente, una pelle secca meno esposta al freddo. Chi la cerca aspettandosi un'azione antirughe resterà deluso; chi la cerca per proteggere una pelle che si screpola, no.

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A cosa serve la cera d'api in cosmetica

Tre funzioni, tutte concrete.

Trattenere l'idratazione

Funziona come occlusivo: crea un film sulla superficie cutanea che rallenta l'evaporazione dell'acqua e riduce la perdita d'acqua transepidermica (TEWL), sostenendo la barriera cutanea. A differenza di altri occlusivi più pesanti ha un basso potenziale comedogenico e non risulta irritante, il che la rende adatta anche alle pelli delicate.

Dare struttura alle formule

È un ottimo co-emulsionante e addensante: conferisce plasticità e consistenza a creme, balsami labbra e stick, e funziona bene con tutti gli oli e gli ingredienti liposolubili. Senza un ingrediente di questo tipo un balsamo labbra sarebbe liquido e una crema si separerebbe.

Proteggere dagli agenti esterni

Lo stesso film che trattiene l'acqua limita anche il contatto con freddo, vento e particolato. È il motivo per cui la cera d'api compare così spesso nei prodotti invernali, nelle creme mani e nei balsami per le labbra screpolate.

Cos'è e da dove viene

La cera d'api è una cera naturale prodotta dalle api mellifere per costruire i favi. Allo stato originario si presenta incolore: sono i residui di polline e propoli a conferirle il familiare colore giallo o ambrato. Quando gli apicoltori raccolgono il miele rimuovono anche i favi, e la cera viene poi chiarificata per rimuovere le impurità.

La cera d'api naturale contiene anche componenti minori come carotenoidi e flavonoidi, con proprietà antiossidanti e antimicrobiche, insieme a squalene e acido 10-idrossi-trans-2-decenoico.

Va detto però che questi componenti sono presenti in quantità molto ridotte, e che le prove disponibili sulla loro attività antimicrobica vengono da studi in vitro, non da studi clinici sulla pelle: il valore cosmetico principale della cera d'api resta quello strutturale e protettivo, non quello di attivo biologico. È una distinzione onesta che aiuta a non attribuire all'ingrediente più di quanto faccia.

La cera d'api serve per le rughe?

È una delle domande più frequenti, e merita una risposta precisa perché in giro si legge di tutto.

La cera d'api non stimola il collagene e non agisce sui meccanismi che generano le rughe. Non è un retinoide e non è un peptide: quelli lavorano sulla struttura, lei lavora sulla superficie.

Detto questo, un effetto sull'aspetto delle rughe ce l'ha, ed è reale. Le linee da disidratazione — quelle sottili che compaiono quando la pelle perde acqua — si attenuano visibilmente quando l'idratazione viene trattenuta, e il film levigante rende la superficie più uniforme al tatto e alla luce. È un miglioramento immediato e percepibile, che però dura finché il prodotto resta sulla pelle.

In pratica: se le tue rughe sono sottili e la pelle è secca, una formula con cera d'api migliora davvero l'aspetto del viso. Se invece sono solchi strutturati legati alla perdita di collagene, serve altro — e la cera d'api resta un ottimo complemento, non il trattamento.

Come si usa

Nella pratica quotidiana la cera d'api non si applica quasi mai pura: la si incontra già formulata, ed è il modo in cui rende di più.

  • Nelle creme viso e corpo: come co-emulsionante e protettivo, soprattutto nelle formule invernali o per pelli secche.
  • Nei balsami labbra e negli stick: è lei a dare consistenza solida e resistenza, e a proteggere una zona priva di ghiandole sebacee.
  • Nelle creme mani e nei prodotti riparatori: dove serve un film che resista al lavaggio frequente.
  • Nei preparati fatti in casa: si scioglie a bagnomaria e si unisce a un olio vegetale, in genere in proporzione di una parte di cera ogni quattro-cinque di olio. Va detto che un preparato casalingo non ha conservanti e va usato in tempi brevi.

L'evoluzione: gli emulsionanti derivati dalla cera d'api

La cosmesi naturale ha usato la cera d'api come base di partenza per mettere a punto ingredienti più evoluti. Uno di questi è un emulsionante che unisce cera d'api, cera di jojoba e poliglicerolo vegetale, che per reazione producono un burro morbido e omogeneo, rispettoso del microbioma cutaneo.

La sua caratteristica più interessante è la capacità di auto-adattarsi alla temperatura e all'umidità:

  • in condizioni secche e fredde crea sulla pelle un film protettivo morbido e confortevole;
  • in condizioni calde e umide stabilizza le proprietà sensoriali, lasciando la pelle meno pesante e rendendo il film meno percepibile.

In pratica la stessa crema risulta più ricca d'inverno e più leggera d'estate, senza cambiare formula.

La cera d'api nella cosmesi

Le formulazioni che lo contengono hanno mostrato un aumento del:

  • +77% della luminosità della pelle;
  • +68% della finezza della struttura cutanea;
  • +58% della levigatezza;
  • +35% dell'aspetto della tonicità.

Questi valori provengono dai test del produttore dell'ingrediente e non da studi clinici indipendenti pubblicati su riviste peer-reviewed. Esprimono inoltre un miglioramento relativo rispetto al controllo, non un cambiamento assoluto della pelle: vanno letti come indicazioni di efficacia in formula.

Dove la usiamo in LeLang

Abbiamo scelto questo emulsionante per la crema viso Elyx Performance, dove amplifica l'assorbimento e le proprietà degli altri principi attivi, dando vita a una crema morbida e fresca al tatto, di facile applicazione.

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La formula risponde così meglio alle esigenze della vita moderna, agendo sugli inestetismi e proteggendo allo stesso tempo la barriera cutanea da agenti come inquinamento e sbalzi climatici.

Nella scheda ingrediente dell'emulsionante cera d'api e jojoba trovi l'elenco completo delle formule LeLang che lo contengono.

Puoi trovare i prodotti LeLang anche nelle farmacie partner in tutta Italia.

Domande frequenti

A cosa serve la cera d'api sulla pelle?

A proteggerla e a trattenere l'idratazione. Forma un film sottile che rallenta l'evaporazione dell'acqua e ripara dal freddo e dal vento, senza risultare occlusiva come altri ingredienti simili. Nelle formule svolge anche una funzione tecnica, dando consistenza e stabilità.

La cera d'api ostruisce i pori?

Ha un potenziale comedogenico basso, molto inferiore a quello che si tende ad attribuirle. Su pelli molto grasse o a tendenza acneica conviene comunque preferire texture più leggere, non perché la cera sia problematica in sé ma perché le formule che la contengono sono in genere più ricche.

Va bene per la pelle sensibile?

Sì, è uno degli ingredienti meglio tollerati e non risulta irritante. L'unica accortezza riguarda chi ha una allergia accertata ai prodotti dell'alveare — propoli, miele, polline: in quel caso, poiché la cera può contenerne tracce, conviene un test preliminare.

Che differenza c'è tra cera d'api e cere vegetali?

Le cere vegetali come quella di candelilla o di carnauba svolgono una funzione simile ma hanno un punto di fusione più alto e una resa più rigida: si usano quando serve una struttura più solida. La cera d'api resta più plastica e morbida sulla pelle, ed è il motivo per cui è preferita nei balsami. Le cere vegetali sono però l'alternativa quando la formula deve essere vegana.

È vegana?

No: essendo prodotta dalle api è di origine animale, e per questo non compare nelle formulazioni certificate vegane, dove viene sostituita da cere vegetali.

Le fonti di questo articolo

01 Fratini F., Cilia G., Turchi B., Felicioli A., "Beeswax: A minireview of its antimicrobial activity and its application in medicine", Asian Pacific Journal of Tropical Medicine, vol. 9 n. 9, 2016, pp. 839-843. Rassegna su composizione e attività antimicrobica della cera d'api, con l'avvertenza degli stessi autori che gli studi dedicati alla sola cera sono ancora pochi.
02 Dati di efficacia sensoriale e strumentale sull'emulsionante cera d'api, cera di jojoba e poliglicerolo: test del produttore dell'ingrediente, non pubblicati su rivista peer-reviewed.
03 Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, art. 2 e art. 20, e Regolamento (UE) n. 655/2013 sui criteri comuni per le dichiarazioni relative ai prodotti cosmetici.

Sul sito: la barriera cutanea · microbioma cutaneo · peptidi in cosmetica · collagene · scheda emulsionante cera d'api e jojoba

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