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Kudzu - Pueraria Lobata - In cosmetica
Glossario ingredienti

Kudzu: cos'è, a cosa serve e differenza con il kuzu

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

7 min di lettura

Il kudzu è una pianta rampicante asiatica, Pueraria lobata, la cui radice viene usata da secoli in cucina e in erboristeria e oggi anche in cosmetica per il suo profilo antiossidante.

Chiariamo subito un equivoco frequente: il kuzu con una sola "d", quello che si compra come addensante nella cucina macrobiotica, è l'amido estratto dalla stessa radice. Stessa pianta, due prodotti diversi: da una parte una farina per addensare zuppe e budini, dall'altra un estratto titolato in isoflavoni che si usa nelle formule per il viso. Qui parliamo del secondo.

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Cos'è il kudzu

Il kudzu, detto anche Pueraria lobata o Pueraria montana, è una vite rampicante originaria di Giappone, Cina e Corea, appartenente alla famiglia delle Fabaceae e oggi diffusa in tutto il mondo.

La pianta cresce avvinghiandosi agli altri alberi e in molti Paesi è considerata infestante, con radici molto profonde. Nella medicina tradizionale cinese la polvere di kudzu viene utilizzata da secoli. Il nome Pueraria deriva dal botanico Marc Nicolas Puerari.

Radice di kudzu, Pueraria lobata

L'estratto è ricco di isoflavoni, responsabili della maggior parte delle attività biologiche. I principali composti della radice sono la quercetina, la genisteina, la tectorigenina, la daidzeina e la puerarina: tutti antiossidanti in grado di contrastare lo stress ossidativo cutaneo.

Kuzu in cucina e kudzu in cosmetica: la differenza

L'amido di kuzu si ottiene macinando e decantando la radice fino a isolarne la frazione amidacea: è un prodotto alimentare, usato come addensante e apprezzato nella cucina macrobiotica per la sua digeribilità. Della componente attiva della radice, in quell'amido, resta pochissimo.

L'estratto cosmetico segue la strada opposta: si concentra proprio la frazione che l'amido lascia indietro, cioè gli isoflavoni. È questa la forma che compare in INCI e che ha senso valutare quando si sceglie una crema o un siero.

Come agisce il kudzu sulla pelle

I fattori che causano l'invecchiamento cutaneo sono molteplici: dieta, stile di vita, esposizione solare o semplicemente invecchiamento cronologico. La senescenza cellulare è legata all'ossidazione dovuta ai radicali liberi generati da stress endogeni ed esogeni. Per questo gli antiossidanti sono utili a rallentare il processo.

Un ruolo centrale nel mantenimento della struttura dei tessuti lo svolgono i fibroblasti, che permettono la sintesi delle proteine della matrice extracellulare, tra cui collagene ed elastina. Il derma si articola in due porzioni: il derma papillare, più superficiale e a densità cellulare elevata, e il derma reticolare, più profondo. I processi di invecchiamento colpiscono soprattutto i fibroblasti papillari, rallentandone la proliferazione.

La puerarina è l'isoflavone caratteristico della Pueraria lobata. Su colture di fibroblasti dermici umani invecchiati in laboratorio, il suo trattamento ha aumentato la proliferazione cellulare e ridotto la quota di cellule senescenti, oltre a contenere la deriva verso il profilo di fibroblasto reticolare che si osserva con l'età.

Qui c'è un dettaglio che vale più di tutto il resto, e che di solito viene omesso. Nello stesso studio i radicali liberi non sono diminuiti: sono anzi aumentati nelle cellule trattate. In altre parole, l'effetto sulla senescenza c'è, ma non passa dalla semplice azione antiossidante come si legge quasi ovunque. È un buon promemoria di quanto sia facile raccontare un ingrediente con la spiegazione che suona bene invece che con quella che i dati sostengono.

Su un altro fronte, i dati sono più lineari: sui fibroblasti esposti a raggi UVA la puerarina aumenta l'espressione degli enzimi antiossidanti della cellula attraverso una via di segnale specifica, riducendo i marcatori di danno ossidativo. In quel contesto l'attività antiossidante è documentata.

I principali benefici del kudzu per la pelle

  • Antiossidante, grazie alla puerarina, il glicoside bioattivo principale della pianta;
  • Anti-glicazione: la glicazione è il processo per cui gli zuccheri in eccesso si legano alle proteine strutturali irrigidendole. Il kudzu contiene molecole che contrastano la formazione dei prodotti finali della glicazione avanzata, gli AGE;
  • Sostegno al rinnovamento cutaneo, attraverso la stimolazione dei cheratinociti epidermici;
  • Sostegno alla vitalità dei fibroblasti, documentato su colture cellulari invecchiate in laboratorio.

E sulle macchie?

È la domanda che arriva sempre, perché gli isoflavoni vengono spesso presentati come schiarenti. La risposta onesta è che il quadro non è univoco. La tirosinasi, l'enzima chiave della produzione di melanina, lavora in due passaggi successivi: sul primo la puerarina si comporta da inibitore, sul secondo da attivatore. Alcuni estratti della pianta mostrano un'attività anti-melanogenica netta, ma dipende dalla frazione usata e dal modello sperimentale.

Tradotto: il kudzu non va scelto come attivo antimacchia. Se il tuo obiettivo sono le discromie del viso, gli attivi con dati più solidi sono altri. Il kudzu ha senso per quello che sa fare bene: protezione antiossidante e sostegno alla struttura.

Una precisazione generale: gran parte di questi dati proviene da studi in vitro, cioè su colture cellulari, non da trial clinici sull'uomo. Sono indicazioni sul meccanismo d'azione, non prove di efficacia sul viso.

Kudzu e pelle in menopausa

È il contesto in cui questo attivo viene citato più spesso, e vale la pena spiegare perché senza promettere ciò che un cosmetico non fa.

Gli isoflavoni della radice appartengono alla famiglia dei fitoestrogeni, molecole vegetali con una struttura che ricorda quella degli estrogeni. Da qui l'interesse per la fase in cui gli estrogeni calano e la pelle diventa più sottile, più secca e meno compatta. Un estratto applicato sul viso, però, non agisce sull'assetto ormonale: quello che porta è un contributo antiossidante e un sostegno all'idratazione, cioè sui due fronti su cui la pelle in questa fase soffre di più.

Su come cambia la pelle in questo periodo e su quali attivi puntare trovi il quadro completo nella guida alla pelle del viso in menopausa e nell'articolo sugli attivi mirati dopo i 50 anni.

Dove si trova il kudzu nelle formule LeLang

L'estratto di kudzu è uno degli attivi di Hyaluronic Advance, dove affianca l'acido ialuronico a pesi molecolari diversi: l'uno lavora sulla capacità di trattenere acqua, l'altro sulla protezione antiossidante della struttura che quell'acqua deve mantenere.

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Nella scheda ingrediente del kudzu trovi l'elenco completo delle formule LeLang che lo contengono, e negli altri trattamenti viso anti-age le formule che lavorano sullo stesso obiettivo con attivi diversi.

Domande frequenti

Kuzu e kudzu sono la stessa cosa?

Vengono dalla stessa pianta, la Pueraria lobata, ma sono due prodotti diversi. Il kuzu è l'amido della radice, usato in cucina come addensante; il kudzu di cui parla la cosmetica è l'estratto concentrato in isoflavoni. La grafia con due "d" è quella più diffusa in ambito botanico e cosmetico.

A cosa serve il kudzu sulla pelle?

Serve come antiossidante: contrasta i radicali liberi generati da sole, inquinamento e stress, contribuisce a limitare la glicazione delle proteine di sostegno e sostiene l'idratazione. Il risultato che si osserva è un incarnato più uniforme e una pelle più confortevole, non un effetto d'urto.

Il kudzu va assunto o applicato?

Sono due strade distinte. L'integrazione orale a base di isoflavoni riguarda il medico o il farmacista, soprattutto per chi segue terapie ormonali o ha una storia di patologie ormono-sensibili. L'uso topico in un cosmetico agisce dove viene applicato e resta nell'ambito dell'aspetto della pelle.

È adatto alle pelli sensibili?

Sì, alle concentrazioni cosmetiche è generalmente ben tollerato e la componente flavonoidica ha un profilo lenitivo. Come per ogni nuovo prodotto, su una pelle molto reattiva conviene introdurlo da solo, senza altre novità in contemporanea.

Il kudzu schiarisce le macchie?

Non è l'attivo giusto per quell'obiettivo. Sui due passaggi dell'enzima che produce melanina la puerarina si comporta in modo opposto, e i risultati cambiano a seconda dell'estratto studiato. Chi cerca un effetto sulle discromie deve guardare altrove; il kudzu resta un buon antiossidante.

Se vuoi capire se questo attivo ha senso nella tua routine, nelle farmacie partner LeLang trovi chi può valutare la tua pelle dal vivo e dirti se il problema che hai chiede un antiossidante o qualcos'altro.

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Le fonti di questo articolo

01 "Puerarin blocks the aging phenotype in human dermal fibroblasts", PLOS ONE, 2021 — studio su fibroblasti dermici umani normali fatti invecchiare in coltura: il trattamento con puerarina ha aumentato la proliferazione cellulare e ridotto la quota di cellule positive alla beta-galattosidasi associata a senescenza, mentre la produzione di specie reattive dell'ossigeno non è diminuita.
02 "Puerarin Reduces Oxidative Damage and Photoaging Caused by UVA Radiation in Human Fibroblasts by Regulating Nrf2 and MAPK Signaling Pathways", Nutrients, vol. 14 n. 22, 2022 — studio su fibroblasti cutanei umani esposti a UVA: la puerarina aumenta l'espressione degli enzimi antiossidanti attraverso la via KEAP1-Nrf2/ARE, riducendo ROS e malondialdeide.
03 Qu L., Song K., Zhang Q., Guo J., Huang J., "Simultaneous Determination of Six Isoflavones from Puerariae Lobatae Radix by CPE-HPLC and Effect of Puerarin on Tyrosinase Activity", Molecules, vol. 25 n. 2, 2020 — la puerarina inibisce l'attività monofenolasica della tirosinasi e attiva quella difenolasica: si comporta quindi sia da inibitore sia da attivatore a seconda del passaggio enzimatico.
04 Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici e Regolamento (UE) n. 655/2013 sui criteri comuni per le dichiarazioni: un cosmetico può migliorare l'aspetto della pelle, non agire sull'assetto ormonale né sostituire una valutazione medica.

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