Scritto da: Elisa Avalle, fondatrice di LeLang
Qualche tempo fa mi è capitato di leggere che l'attrice Jodie Comer (Killing Eve) sarebbe stata dichiarata la donna più bella del mondo da un algoritmo basato sui canoni della bellezza greca, che prende in considerazione le proporzioni del viso. Questo mi ha spinto a una riflessione: può un algoritmo determinare la bellezza di una persona?
Credo di no. La bellezza e i suoi canoni si evolvono con la società, e un'equazione matematica non può stabilire chi sia la più bella. Julian De Silva, il chirurgo estetico che ha elaborato quella classifica, ha applicato tecniche di mappatura facciale — le stesse che servono a pianificare un intervento — per misurare qualcosa che per sua natura non è misurabile.
Gli algoritmi non hanno un'opinione: hanno istruzioni
Viviamo in un'epoca in cui molto è già deciso: i social sanno cosa ci piace guardare, Google conosce i nostri spostamenti, le piattaforme di streaming scelgono per noi il brano o la serie successiva. Per quanto gli algoritmi semplifichino il nostro intrattenimento, ci sono ambiti su cui non dovrebbero avere l'ultima parola. I canoni estetici sono il più evidente.
Un sistema di elaborazione dei dati esiste solo in funzione delle informazioni che riceve. Dietro il calcolo sulla "donna più bella del mondo" c'è stato qualcuno che ha fornito all'algoritmo un canone estetico ben preciso. Il risultato non è una scoperta: è il riflesso di una scelta fatta a monte da una persona.
È la stessa logica che vale per la skincare. Un prodotto "che va bene per tutti" non è un prodotto universale: è un prodotto che non risponde davvero alle esigenze di nessuno in particolare.
Le differenze sono il punto, non il problema
Conosco bene le dinamiche di un mondo in cui molte donne si sentono intrappolate. Se è vero che esistono lineamenti che ci attraggono più di altri, ogni viso ha caratteristiche uniche. Sono i piccoli particolari — a volte quelli che chiamiamo difetti — a rendere un volto memorabile.
Pensare che esistano canoni estetici entro cui rientrare per avere successo è profondamente sbagliato. Vale la pena ricordare quanto il concetto stesso di bellezza sia cambiato nel tempo: ciò che oggi viene misurato da un algoritmo sarebbe stato incomprensibile a chiunque, in qualunque altro secolo.
Perché la cosmetica personalizzata c'entra
Dobbiamo distaccarci dalla standardizzazione, almeno per quanto riguarda la bellezza. La cosmetica personalizzata mira esattamente a questo: uno stesso prodotto può non essere adatto a tutti, avere effetti diversi da persona a persona e dover essere usato in sinergia con altri per dare risultati.
L'idea di una iper-standardizzazione dei canoni è irrealistica, e non possiamo rispondere proponendo prodotti miracolosi validi per chiunque. I riferimenti estetici sono molteplici e variano da persona a persona: l'unica strada è uscire dalla standardizzazione forzata e lavorare sulle esigenze reali.
Mi occupo di creare cosmetici che aiutino ognuno a valorizzare la propria pelle. Dalla mia esperienza posso dire che non esiste un prodotto adatto alle esigenze di tutti, e questo mi ha insegnato molto su ciò che continuiamo a chiamare bellezza. Le esigenze della pelle e il lavoro sugli inestetismi non possono funzionare allo stesso modo per chiunque: è il motivo per cui, prima di consigliare un prodotto, preferisco capire con che pelle ho a che fare. Se ti interessa il metodo con cui lo faccio, ne ho scritto anche nell'articolo su che cos'è la cosmeceutica.
Il punto non è accettarsi
Credo che non possa esistere un algoritmo in grado di dirci cosa ci piace, e che la bellezza sia profondamente soggettiva. Per questo offriamo consulenze personalizzate: perché ognuno si senta bene nella propria pelle. I canoni si rinnovano di continuo, e inseguire i trend non porta da nessuna parte se non corrispondono al proprio gusto o alle reali esigenze della pelle.
Il mio obiettivo non è trasmettere un messaggio di semplice accettazione di sé, ma sradicare l'abitudine al paragone e all'adeguamento a uno standard, perché ciascuno possa esprimere la propria bellezza — unica e inimitabile.
Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care



