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Cosmeceutica, cos'è?
La voce della Founder

Che cos'è la Cosmeceutica?

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

5 min di lettura

Com'è cambiato il mondo della cosmesi in questi anni? Oggi si parla di cosmeceutica, ma che cos'è realmente?

Mi presento: sono Elisa Avalle, fondatrice di LeLang, e voglio parlarti di un argomento su cui c'è molta confusione. Mi piacerebbe andare a fondo della questione, perché credo che ci siano diversi punti da chiarire per evitare fraintendimenti — alcuni dei quali vengono alimentati proprio da chi vende.

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La cosmeceutica: una definizione

Il termine nasce dall'unione delle parole "cosmetico" e "farmaceutico" e si riferisce a creme, lozioni, detergenti o prodotti per l'applicazione locale sulla cute che non hanno solamente finalità estetiche, ma che aspirano a svolgere un'azione più mirata.

Non stiamo parlando di farmaci, ma di prodotti che aspirano a essere qualcosa di più di semplici cosmetici. E proprio perché restano cosmetici, devono per legge essere applicati solo su cute sana: se un prodotto avesse il potere di influenzare la struttura o la funzione del corpo, allora dovrebbe essere considerato un farmaco.

Questo è il concetto fondamentale da tenere a mente quando acquisti un prodotto per la pelle: "cosmeceutico" non è una categoria giuridica. È un termine di marketing, non una classificazione normativa. Un prodotto cosmeceutico è, dal punto di vista della legge, un cosmetico come tutti gli altri — e nessuna autorità verifica che meriti quel nome.

Detto questo, il termine indica qualcosa di reale: un prodotto viene definito cosmeceutico quando presenta un'elevata concentrazione di principi attivi, alcuni dei quali presenti anche in specialità medicinali. Pur non essendo classificabili come farmaci, questi prodotti puntano su caratteristiche innovative rispetto alle formulazioni già in commercio.

Da dove viene il termine

Il termine è stato coniato nel 1984 dal dottor Albert Kligman dell'Università della Pennsylvania, lo stesso ricercatore che ha portato la tretinoina nella dermatologia moderna. Kligman descrive una categoria di prodotti ibridi, a metà strada tra il beneficio cosmetico e quello farmaceutico: nella sua definizione, il cosmeceutico è un preparato topico venduto come cosmetico ma con prestazioni che suggeriscono un'azione più profonda.

Il termine si è poi esteso grazie alle innovazioni tecnologiche nella cura della pelle, come le formulazioni ricche di vitamina C topica. Da qui è nata una generazione di prodotti il cui scopo non è solo il miglioramento immediato dell'aspetto: un cosmeceutico è un prodotto che può influenzare positivamente la pelle oltre il tempo della sua applicazione, grazie ai suoi attivi.

Cosa rende un ingrediente "cosmeceutico"

Ciò che conta è la funzionalità dimostrata attraverso studi clinici: gli ingredienti sono titolati, cioè con una quantità certificata di principio attivo, di derivazione naturale o di sintesi, estratti secondo metodi controllati.

Su come leggere un'etichetta e riconoscere un attivo funzionale da uno di facciata, trovi tutto nella guida agli ingredienti cosmetici.

Una domanda utile davanti a un prodotto che si dichiara cosmeceutico: gli studi citati sono indipendenti o sono del produttore dell'attivo? Entrambi hanno valore, ma non lo stesso. Un'azienda seria dichiara la differenza invece di lasciarla nel vago.

I dubbi sulla cosmeceutica

Sebbene il termine sia entrato nella letteratura dermatologica e sia molto discusso in tutto il mondo, quasi quattro decenni dopo la sua nascita questa categoria non è ancora formalmente riconosciuta dall'Unione Europea.

Il motivo sta nella distinzione netta che la legge fa tra cosmetici e farmaci. Un farmaco è definito come un prodotto destinato alla diagnosi, mitigazione, trattamento o prevenzione di malattie, o destinato a influenzare la struttura o le funzioni dell'organismo.

Al contrario, secondo l'Articolo 2 del Regolamento CE 1223/2009, un cosmetico è un prodotto destinato a essere applicato sulle superfici esterne del corpo umano allo scopo esclusivo o prevalente di pulirle, profumarle, modificarne l'aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerle o mantenerle in buone condizioni. I prodotti cosmetici non hanno finalità terapeutiche e non possono vantare attività terapeutiche.

Che cos'è la cosmeceutica

È una distinzione che ha conseguenze pratiche: nessun cosmetico, per quanto avanzato, può dichiarare di curare acne, rosacea, psoriasi o dermatiti. Può migliorare l'aspetto e il comfort della pelle e accompagnare un percorso dermatologico, ma per una patologia il riferimento resta il medico. Ne ho scritto anche nell'articolo su acquistare cosmetici in farmacia.

Cosmetici, cosmeceutici e cosmetica funzionale

La cosmetica avanzata, ricca di attivi biotecnologici, è un'evoluzione naturale del settore e risponde alle esigenze cutanee in modo sempre più preciso.

Nella cosmetica funzionale l'attenzione si sposta sulla funzionalità del prodotto: le formulazioni moderne presentano percentuali più elevate di principi bioattivi e INCI più brevi, perché si riduce il numero di ingredienti in formula ma si alzano le concentrazioni di quelli che davvero incidono sull'inestetismo. Meno ingredienti, scelti meglio.

Tra gli attivi che rispondono a questa logica ci sono i peptidi, la niacinamide e l'acido ialuronico: molecole con un meccanismo d'azione documentato, non ingredienti scelti per il nome sull'etichetta.

La scelta di LeLang

Quando si tratta di cura della pelle ci tengo che le informazioni arrivino alle persone in modo chiaro, così che ognuno possa decidere liberamente. Per questo ho voluto distinguere tra cosmetica, cosmeceutica e cosmetica funzionale invece di usare i tre termini come sinonimi.

In LeLang utilizziamo attivi la cui efficacia è documentata da studi clinici sull'uomo, e non ricorriamo in alcun caso alla sperimentazione animale, vietata per i cosmetici in Europa dal Regolamento 1223/2009: i test preliminari sugli ingredienti si basano su modelli in vitro.

Domande frequenti sulla cosmeceutica

I cosmeceutici sono più efficaci dei cosmetici normali?

Possono esserlo, ma non per il nome. Non essendoci una definizione legale, chiunque può usare quel termine: a fare la differenza sono la concentrazione degli attivi e gli studi che li sostengono, non l'etichetta.

Servono una prescrizione o un consiglio medico?

No, sono cosmetici e si acquistano liberamente. Il farmacista può consigliarli, il dermatologo può suggerirli all'interno di un percorso, ma non vengono prescritti.

Cosa distingue un cosmeceutico da un farmaco topico?

La finalità dichiarata e il regime autorizzativo. Un farmaco topico ha un'indicazione terapeutica approvata e un iter di registrazione; un cosmetico, anche il più avanzato, può solo migliorare l'aspetto della pelle sana.

Il retinolo cosmetico e la tretinoina sono la stessa cosa?

No, ed è l'esempio più chiaro della differenza. La tretinoina è acido retinoico, un farmaco che richiede prescrizione. Il retinolo cosmetico è un precursore che la pelle deve convertire, con un'efficacia inferiore e una tollerabilità migliore.

Come riconosco un claim che promette troppo?

Se un cosmetico dichiara di curare, guarire o trattare una patologia, oppure di agire sulla struttura del corpo, sta uscendo da ciò che la normativa consente. Un'azienda corretta parla di aspetto, comfort e prevenzione.

La cosmeceutica è riconosciuta fuori dall'Europa?

Nemmeno negli Stati Uniti esiste come categoria giuridica: la FDA riconosce solo cosmetici e farmaci. In Giappone e Corea esistono invece categorie intermedie regolamentate, ed è uno dei motivi per cui certi prodotti asiatici non hanno un equivalente diretto da noi.

Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care

Elisa Avalle, fondatrice di LeLang