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Dettaglio del contorno occhi con occhiaie e borse sotto la palpebra inferiore
Consigli di beauty routine

Occhiaie: vascolari, pigmentate o scavate? Come riconoscerle

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

11 min di lettura

Lo sguardo comunica istantaneamente emozioni e vitalità, ma è anche l'area più vulnerabile allo stress quotidiano. La pelle del contorno occhi è strutturalmente unica: molto più sottile del resto del viso, quasi priva di ghiandole sebacee e con una quantità ridotta di fibre di collagene ed elastina. Questa fragilità la rende il bersaglio ideale per invecchiamento precoce, ristagni linfatici e alterazioni del microcircolo.

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Non esiste una soluzione unica, ma esiste una strategia. In questo articolo distinguiamo i diversi inestetismi dell'area perioculare e vediamo fin dove arriva la cosmetica e da dove inizia la medicina estetica — una distinzione che fa risparmiare tempo e denaro.

Il punto è questo: occhiaie e borse non sono un unico inestetismo, ma almeno quattro condizioni diverse, con cause diverse e attivi diversi. Chi compra una crema "per le occhiaie" senza sapere di quale tipo si tratta ha buone probabilità di comprare la crema sbagliata.

Se cerchi invece la guida pratica alla scelta del prodotto per fascia d'età, la trovi nella guida completa al contorno occhi; per il focus specifico sul gonfiore mattutino c'è l'articolo su come attenuare le borse sotto gli occhi.

Quanti tipi di occhiaie esistono

La classificazione più usata in dermatologia ne riconosce quattro: pigmentata, vascolare, strutturale e mista. È il risultato di uno studio su 65 persone valutate con lampada di Wood ed ecografia cutanea, non di una suddivisione commerciale: i tre meccanismi si vedono con strumenti diversi perché stanno su piani diversi della pelle.

La quarta categoria è la più frequente e la meno raccontata. La maggior parte delle persone ha una forma mista: un fondo pigmentato con una componente vascolare sopra, oppure un'ombra strutturale che accentua un colore già presente. Questo spiega perché un prodotto "che funziona" migliori solo una parte del problema, e perché parlare di un'unica crema risolutiva sia una promessa che nessuna formula può mantenere.

Le borse e il cedimento strutturale

Il rigonfiamento deriva da due fattori: la ritenzione idrica e l'erniazione del tessuto adiposo. Con gli anni i tessuti di sostegno si rilassano e il grasso orbitale, che normalmente protegge l'occhio, scivola in avanti accumulandosi nella palpebra inferiore. A questo si sovrappone il ristagno di liquidi, spesso accentuato da una cena ricca di sale, disidratazione o scarso riposo.

Anche le borse quindi non sono tutte uguali, e la differenza è decisiva: la borsa da ristagno di liquidi cambia nell'arco della giornata, è più evidente al risveglio e si riduce dopo qualche ora in piedi. La borsa da protrusione del grasso periorbitale è sempre lì, uguale alla sera e al mattino. La prima risponde al drenaggio e agli attivi decongestionanti; la seconda è una questione anatomica, e nessun cosmetico la rimuove.

Occhiaie vascolari e pigmentate

  • Occhiaie vascolari (blu-viola): causate da un rallentamento del microcircolo. Il sangue poco ossigenato ristagna nei capillari e, data la sottigliezza della pelle, traspare creando un alone freddo. Tipiche di stanchezza cronica e stress.
  • Occhiaie pigmentate (marroni): dovute a un accumulo di melanina. Spesso genetiche, frequenti nelle carnagioni olivastre, si accentuano con l'esposizione solare non protetta.

Come distinguerle in dieci secondi: tira leggermente la pelle sotto l'occhio. Se l'alone si attenua, è vascolare; se resta, è pigmentato. Nel primo caso servono attivi che agiscono sul microcircolo, come la caffeina; nel secondo, uniformanti come niacinamide e vitamina C.

Le occhiaie scavate e il solco lacrimale

Sono un problema di volumi, non di colore. La perdita di grasso sottocutaneo e il riassorbimento osseo legati all'età creano una depressione sotto l'occhio, che proietta un'ombra facendo apparire lo sguardo stanco a prescindere dalle ore di sonno.

Occhiaie viola, violacee, rossastre o scure: cosa dice il colore

Il colore non è un dettaglio estetico: è l'informazione più utile che hai a disposizione senza strumenti. Chi cerca "occhiaie violacee" o "occhiaie rossastre" sta già facendo la cosa giusta, cioè osservando prima di comprare.

Viola, violacee e bluastre

Sono la firma della componente vascolare. Il colore nasce dall'emoglobina poco ossigenata che ristagna nel plesso venoso sotto una pelle troppo sottile per nasconderla: non è un pigmento, è un vaso che si vede in trasparenza. Peggiorano con la stanchezza, il freddo, la posizione sdraiata prolungata e tutto ciò che rallenta il ritorno venoso. È la forma che risponde meglio agli attivi sul microcircolo e ai gesti di drenaggio.

Rossastre o rosate

Stessa famiglia vascolare, ma con una componente più arteriosa e superficiale, e spesso una quota di infiammazione. Compaiono di frequente su pelli reattive, in chi si sfrega gli occhi per allergia o per abitudine, e in chi ha una tendenza al rossore diffuso del viso. Qui, prima degli attivi drenanti, serve ridurre lo stimolo irritativo: strofinare l'occhio è uno dei gesti che peggiora di più questa zona.

Marroni e scure

Sono pigmentarie. Il marrone indica melanina, quindi la stessa biologia delle iperpigmentazioni del viso: familiarità, sole, infiammazione ripetuta. Su questa forma il sole non è un fattore secondario ma il principale acceleratore, e la protezione quotidiana conta più di qualunque siero.

Quando il colore non cambia nulla

Se l'occhiaia è color pelle e si vede solo per l'ombra che proietta, non è un problema di colore ma di rilievo. Nessun attivo schiarente o vasoprotettivo cambia un'ombra: cambia la luce che la crea. È il caso in cui la cosmetica migliora la qualità della pelle e nient'altro, e va detto prima dell'acquisto, non dopo.

Cosa peggiora le occhiaie

Prima di aggiungere un prodotto conviene togliere le cause. I fattori documentati sono pochi e quasi tutti modificabili: sonno insufficiente o irregolare, che accentua sia il ristagno sia il pallore che fa risaltare il colore; fumo e alcol, che agiscono sul microcircolo e sulla disidratazione; esposizione solare senza protezione, il fattore numero uno sulla forma pigmentata; sfregamento meccanico, dall'allergia allo struccaggio aggressivo, che stimola infiammazione e quindi pigmento.

C'è poi un fattore che le persone sottovalutano: l'eccesso di sale a cena e la disidratazione. Non causano le occhiaie, ma peggiorano visibilmente la componente di ristagno, che è quella che cambia da un giorno all'altro e che quindi domina la percezione di "stare peggio del solito".

Le abitudini che fanno la differenza

Per contrastare il ristagno notturno, l'abitudine più semplice ed efficace è dormire con la testa leggermente sollevata: sfrutta la gravità per favorire il deflusso linfatico e riduce il gonfiore del risveglio.

Anche l'alimentazione conta. Ridurre sodio e cibi industriali previene la ritenzione, mentre un apporto costante di acqua mantiene la pelle turgida. Gli alimenti ricchi di bioflavonoidi — frutti di bosco, agrumi — contribuiscono a rinforzare le pareti dei capillari.

Infine i raggi UV, che degradano le già scarse riserve di collagene di questa zona e stimolano l'iperpigmentazione. Protezione solare specifica e occhiali con filtro UV sono lo scudo più efficace.

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La skincare perioculare

Questa zona richiede formule dedicate: le normali creme viso rischiano di appesantire i tessuti e di favorire la comparsa di grani di miglio.

L'applicazione va fatta picchiettando con il polpastrello dell'anulare — il dito che esercita naturalmente meno pressione — procedendo dall'interno verso l'esterno per assecondare il drenaggio linfatico.

Una volta capito di che tipo di occhiaia si tratta, la scelta si restringe da sola. Trovi le formule dedicate a quest'area nella collezione contorno occhi.

La sinergia siero-crema

Il primo passo è un siero concentrato, che riattiva il microcircolo, drena i liquidi e dà un effetto tensore immediato. Sul ristagno lavora l'Acetyl Tetrapeptide-5, sulla componente vascolare la caffeina, su quella pigmentata la niacinamide: tre meccanismi distinti, che è la ragione per cui una formula multi-peptide ha senso solo se le occhiaie sono miste — come nella maggior parte dei casi.

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Una volta assorbito, serve una formula più ricca per sostenere la struttura. Vitis Eyes Contour sfrutta le proprietà antiossidanti della vite rossa per proteggere i capillari e lavorare sull'uniformità.

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Se la componente è mista — e nella maggior parte dei casi lo è — ha più senso lavorare sui tre meccanismi insieme che alternare prodotti a caso.

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Il trucco del frigorifero. Conservare il siero contorno occhi in frigo sfrutta la vasocostrizione termica: il freddo induce una contrazione dei microcapillari superficiali, accelerando il deflusso dei liquidi e potenziando l'effetto decongestionante. È gratis e funziona davvero, soprattutto sulle borse mattutine.

Distinguere a occhio una componente vascolare da una pigmentata non è sempre immediato, e il test della trazione dà un'indicazione, non una diagnosi. Nelle farmacie partner LeLang c'è qualcuno che quella zona la guarda dal vivo, con la luce giusta, prima di consigliare una formula.

Quando la cosmetica non basta

Quando l'occhiaia dipende da uno svuotamento anatomico o da un solco lacrimale profondo, i cosmetici possono migliorare qualità e luminosità della pelle, ma non ricreare i volumi perduti. È il limite oltre il quale serve la medicina estetica.

Il trattamento di riferimento è il filler a base di acido ialuronico: un gel specifico per la zona perioculare, iniettato con aghi sottilissimi o micro-cannule, che solleva il solco eliminando l'effetto ombra. La durata oscilla in genere tra i sei e i dodici mesi.

Trattandosi di una zona altamente vascolarizzata, è fondamentale affidarsi esclusivamente a medici specializzati. Una scelta errata del prodotto o un posizionamento troppo superficiale possono causare l'effetto Tyndall o richiamare acqua, peggiorando le borse.

Che cos'è l'effetto Tyndall

È un fenomeno di dispersione della luce che si verifica quando il filler viene iniettato troppo in superficie o in quantità eccessiva. La pelle sottilissima del contorno occhi lascia intravedere il gel che, rifrangendo la luce, proietta una colorazione bluastra artificiale — paradossalmente simile a un'occhiaia vascolare.

È una delle ragioni per cui, su questa zona, la competenza dell'operatore conta più del prodotto utilizzato.

Quando è il caso di parlarne con un medico

Le occhiaie sono quasi sempre un fatto costituzionale, non un sintomo. Ci sono però situazioni in cui la domanda giusta non è quale crema usare, ma a chi rivolgersi: un alone comparso all'improvviso senza cambiamenti di sonno o abitudini; un gonfiore su un occhio solo, o accompagnato da prurito, lacrimazione e starnuti che fanno pensare a una componente allergica; occhiaie marcate in un bambino; un pallore diffuso e una stanchezza persistente che vanno oltre l'aspetto del viso.

Le domande su carenze di ferro o di vitamine, tiroide, funzione renale o epatica sono domande cliniche: si portano al medico di famiglia o al dermatologo, non a un cosmetico. Un prodotto per il contorno occhi può migliorare l'aspetto della pelle, non indagare la causa.

Domande frequenti

Il contorno occhi serve davvero?

Serve se risponde a un problema che hai. Su un'occhiaia vascolare o pigmentata e sul gonfiore da ristagno una formula dedicata lavora; su un solco strutturale migliora la pelle ma non l'ombra. La differenza tra "funziona" e "non funziona" quasi sempre non sta nel prodotto, sta nell'aver capito prima di quale tipo di occhiaia si tratta.

Perché non si può usare la crema viso sul contorno occhi?

Si può, ma spesso non conviene. La pelle perioculare è più sottile e priva di ghiandole sebacee: texture pensate per il resto del viso risultano occlusive, possono appesantire i tessuti e favorire i grani di miglio. Inoltre molte creme viso contengono attivi in concentrazioni non pensate per questa zona.

Cosa si mette prima, il contorno occhi o la crema viso?

Prima il contorno occhi, dopo la detersione e l'eventuale siero. La regola generale è dal più fluido al più ricco: il siero contorno occhi va sulla pelle pulita, la crema viso viene dopo e si ferma al di fuori dell'orbita.

A che età si inizia?

Non c'è un'età di calendario, c'è un'indicazione. Si inizia quando compare qualcosa da trattare: un colore che non se ne va, un gonfiore ricorrente al risveglio, le prime linee sottili che restano visibili anche a viso rilassato. Su una pelle giovane senza segni, un contorno occhi idratante non fa danni ma non fa nemmeno molto.

Le occhiaie si possono eliminare del tutto?

No, e chi lo promette sta vendendo male. Un cosmetico può migliorare l'aspetto della zona — uniformare il colore, ridurre il gonfiore da liquidi, rendere la pelle più compatta — non azzerare una caratteristica anatomica o genetica. Le forme vascolari e pigmentate sono quelle che rispondono di più; quelle strutturali restano un'ombra.

Le borse sotto gli occhi indicano un problema ai reni o al fegato?

È una convinzione diffusa, che nasce dalle mappe del viso in cui a ogni zona corrisponde un organo. Non ha basi anatomiche: il gonfiore periorbitale dipende dalla struttura di quella zona, dal ristagno di liquidi e dall'età dei tessuti di sostegno. Alcune condizioni mediche possono dare gonfiore al viso, ma allora sono accompagnate da altri segni e vanno valutate da un medico, non lette sul viso allo specchio.

Le occhiaie degli uomini sono diverse?

I meccanismi sono gli stessi, cambia il contesto: pelle mediamente più spessa, più sebo, e una componente vascolare spesso accentuata da sonno irregolare e alcol. Ne parliamo nel dettaglio nell'articolo sul contorno occhi uomo.

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Se desideri un supporto diretto e indicazioni basate sulle esigenze specifiche della tua pelle, Elisa Avalle, fondatrice di LeLang, è disponibile per una consulenza personalizzata e gratuita.

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Le fonti di questo articolo

01 Huang Y.L., Chang S.L., Ma L., Lee M.C., Hu S., "Clinical analysis and classification of dark eye circle", International Journal of Dermatology, vol. 53 n. 2, 2014, pp. 164-170 — studio su 65 casi (8 uomini e 57 donne, età media 38,9 anni) valutati con lampada di Wood ed ecografia cutanea, da cui deriva la classificazione in forma pigmentata, vascolare, strutturale e mista.
02 Sarkar R., Ranjan R., Garg S. et al., "Periorbital Hyperpigmentation: A Comprehensive Review", Journal of Clinical and Aesthetic Dermatology, vol. 9 n. 1, 2016, pp. 49-55 — rassegna su cause, fattori aggravanti e sottotipi misti dell'iperpigmentazione periorbitale.
03 Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici e Regolamento (UE) n. 655/2013 sui criteri comuni per le dichiarazioni: un cosmetico può migliorare l'aspetto della pelle, non trattare condizioni cliniche né sostituire una valutazione medica.

Sul sito: Contorno occhi: guida completa per età e trattamenti · Borse sotto gli occhi: cause e come attenuarle · Contorno occhi uomo · Acetyl Tetrapeptide-5 (Eyeseryl) · Peptidi in cosmetica · Collezione contorno occhi