Dettaglio di pelle del viso secca e disidratata
Consigli di beauty routine

Pelle secca o disidratata: come riconoscerle e prendersene cura

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

15 min di lettura

[INDICE:h2]

Spesso, per sbalzi ormonali, fattori interni o cambi repentini di temperatura, la pelle del viso inizia a tirare e appare spenta e irritata. I termini pelle secca e pelle disidratata vengono usati come sinonimi, ma indicano due cose diverse: la prima è un tipo di pelle povero di lipidi, la seconda una condizione temporanea di mancanza d'acqua nei tessuti.

Riconoscere la differenza è il primo passo per non comprare il prodotto sbagliato. Vediamo come distinguerle e come impostare la routine giusta.

La differenza tra pelle secca e disidratata

Che cos'è la pelle secca

È un tipo di pelle, come la pelle grassa, normale o mista. La cute produce pochi lipidi e sebo, quindi il film protettivo è più povero e fatica a trattenere l'idratazione.

È una condizione costituzionale che può peggiorare in certi periodi — freddo, vento, detergenti aggressivi — e che non si risolve con una qualsiasi crema idratante. La carenza di lipidi nello strato corneo aumenta la perdita d'acqua transepidermica (TEWL) e rende la pelle più sottile e vulnerabile agli stimoli esterni.

Si riconosce da:

  • Desquamazione visibile, pellicine e texture ruvida al tatto;
  • Sensazione di pelle che tira, soprattutto dopo la detersione;
  • Prurito o bruciore, a volte con arrossamenti localizzati;
  • Elasticità ridotta e incarnato opaco.

Quando la secchezza è marcata possono comparire micro-fessurazioni, e la pelle si irrita facilmente al contatto con freddo, vento o prodotti aggressivi.

La secchezza può anche presentarsi solo in alcune zone: la più frequente è quella intorno al naso, dove sfregamento e sbalzi termici mettono alla prova un'area piccola e già delicata.

Che cos'è la pelle disidratata

È una condizione temporanea dovuta a una mancanza d'acqua nei tessuti, e può comparire su qualsiasi tipo di pelle, anche grassa o mista. Non è secchezza in senso stretto, ma una pelle momentaneamente in deficit idrico per stress, clima, cosmetici troppo sgrassanti o routine sbilanciate.

Proprio perché riguarda l'acqua e non i lipidi, è reversibile: con una skincare mirata la situazione migliora.

I segnali sono simili — pelle che tira, ruvidità — ma con linee sottili di disidratazione, soprattutto attorno agli occhi, e un incarnato più grigio.

Il caso che genera più confusione: anche una pelle grassa può essere disidratata. Risulta lucida nella zona T, ma tira dopo la detersione e mostra linee sottili e zone che si desquamano. È il motivo per cui trattarla come "grassa e basta", con prodotti sgrassanti, peggiora il quadro. Ne parliamo nella guida alla routine per pelle grassa.

Pelle secca Pelle disidratata
Che cos'è Un tipo di pelle Una condizione temporanea
Cosa manca Lipidi Acqua
Segno distintivo Desquamazione, pellicine Linee sottili, incarnato grigio
Pori e lucidità Pori poco visibili, nessuna lucidità Pori anche evidenti, zona T che luccica
Reversibile No, si gestisce Sì
Cosa serve Oli, burri, ceramidi Umettanti: acido ialuronico, glicerina, urea

Come capire se la pelle è secca o disidratata: due test

Due prove casalinghe, da fare una dopo l'altra, danno una risposta abbastanza netta senza bisogno di strumenti.

  1. Il test dei dieci minuti. Deterge il viso, tampona con un asciugamano pulito e non applicare nulla per dieci minuti. Se compaiono pellicine e ruvidità diffusa, prevale la secchezza; se la pelle tira ma resta liscia al tatto e mostra linee sottili, prevale la disidratazione.
  2. Il test del pizzicotto. Pizzica delicatamente un piccolo lembo di pelle sullo zigomo e rilascialo. Se torna subito in posizione, il livello idrico è buono; se resta segnato per qualche istante e le micro-linee restano visibili, la componente d'acqua è in deficit.

Il terzo indizio arriva guardandosi allo specchio a metà pomeriggio: una pelle secca resta opaca e priva di lucidità, mentre una pelle disidratata può avere zona T che luccica e pori evidenti pur tirando. È la firma tipica della pelle grassa disidratata.

Nella maggior parte dei casi d'inverno i due quadri convivono: una pelle costituzionalmente secca che, in più, perde acqua. La routine non cambia di natura, cambia l'ordine: prima si reintegra l'acqua con gli umettanti, poi la si sigilla con una texture più ricca. Saltare il secondo passaggio è l'errore che rende inutile il primo.

Il fattore idratante naturale: cosa fa la pelle da sola

Prima di aggiungere qualcosa dall'esterno vale la pena sapere che lo strato corneo ha già un proprio sistema di idratazione, il Natural Moisturizing Factor. È un insieme di sostanze igroscopiche prodotte dalla degradazione della filaggrina: aminoacidi liberi, acido pirrolidon carbossilico, lattati e urea.

Serve saperlo per due ragioni molto concrete. La prima è che spiega perché certi ingredienti funzionano meglio di altri: urea e aminoacidi fanno già parte di quel sistema, non lo imitano soltanto. La seconda è che il NMF è idrosolubile, quindi una detersione aggressiva se lo porta via insieme allo sporco.

Ecco perché, prima di comprare un idratante nuovo, la domanda giusta è un'altra: com'è il tuo detergente? Se dopo il lavaggio la pelle tira, il problema è a monte e nessuna crema lo compensa del tutto.

Le cause della pelle secca e della pelle disidratata

Pelle secca: le cause

La pelle secca è spesso una condizione genetica: alcune persone producono naturalmente meno lipidi. Con il tempo, l'invecchiamento cutaneo, squilibri ormonali come la menopausa e condizioni come dermatite atopica o psoriasi possono indebolire ulteriormente la barriera cutanea.

Una precisazione sulle due condizioni appena citate: dermatite atopica e psoriasi sono patologie dermatologiche, non semplice secchezza. Una routine emolliente ben scelta migliora comfort e tollerabilità e viene spesso consigliata a supporto, ma la diagnosi e la terapia spettano al dermatologo. Se la desquamazione è persistente, delimitata da bordi netti o accompagnata da prurito intenso, la strada è quella.

Pelle disidratata: le cause

La pelle disidratata non dipende dal tipo di pelle ma da quello che le succede intorno. Le cause più frequenti, in ordine di peso nella pratica:

  • Detersione sbagliata: detergenti troppo sgrassanti, acqua calda e lavaggi ripetuti portano via il fattore idratante naturale, che è idrosolubile.
  • Esfoliazione eccessiva: acidi, retinoidi e scrub usati troppo spesso assottigliano lo strato corneo e ne aumentano la permeabilità. Su frequenze e prodotti c'è la guida su come esfoliare la pelle senza danneggiarla.
  • Aria secca e sbalzi termici: riscaldamento, aria condizionata, vento e freddo fanno evaporare l'acqua dalla superficie, come spiegato più sotto.
  • Stile di vita: sonno insufficiente, fumo, alcol e un'alimentazione povera di acqua e di grassi buoni.
  • Stress prolungato: agisce sulla sintesi dei lipidi di barriera e accentua la sensazione di pelle che tira anche in chi non ha mai avuto una pelle secca. Il meccanismo è spiegato nell'articolo sullo stress e la pelle secca.
  • Una routine sbilanciata: solo prodotti opacizzanti su una pelle grassa, oppure umettanti senza nulla sopra che trattenga l'acqua.

La differenza pratica rispetto alla secchezza costituzionale è che ogni causa di questa lista si può correggere. È il motivo per cui la disidratazione è reversibile: si toglie la causa, si reintegra l'acqua, e la pelle torna a trattenerla da sola.

Cosa succede alla barriera

La barriera funziona come un muro di mattoni — le cellule — e malta, i lipidi. Quando la struttura si indebolisce la pelle diventa più permeabile e l'acqua evapora più facilmente. Per capire come questo meccanismo si inserisce nell'architettura complessiva della cute, trovi tutto nella guida su come è fatta la pelle e come funziona. Anche l'inquinamento atmosferico contribuisce: le particelle ossidano lipidi e proteine della barriera, rendendola meno compatta.

Gli errori che peggiorano la situazione

Prima di aggiungere prodotti conviene togliere le abitudini che alimentano il problema. Sono quattro, e sono tutte controintuitive perché nascono dal desiderio di fare di più.

  1. Detergere troppo spesso o troppo a lungo. Ogni lavaggio rimuove una parte del sebo protettivo. Su pelle secca due detersioni al giorno sono il massimo, e la mattina spesso basta l'acqua.
  2. Usare acqua calda. Scioglie i lipidi di superficie e lascia la pelle più povera di come l'ha trovata. Tiepida, sempre.
  3. Esfoliare per togliere le pellicine. È l'errore più comune: la desquamazione è un sintomo della barriera compromessa, e grattarla via la compromette ulteriormente. Prima si ricostruisce, poi eventualmente si esfolia.
  4. Cambiare crema ogni settimana. Una barriera danneggiata si ricostruisce in due o tre settimane. Chi cambia prima non dà a nessun prodotto il tempo di funzionare.

C'è un quinto errore che quasi nessuno associa al viso, e riguarda il corpo: i primi due punti di questa lista si applicano identici sotto la doccia, dove però la superficie coinvolta è enormemente più estesa e il gesto è quotidiano. Chi cura la detersione del viso e poi si lava il corpo con acqua bollente e un detergente aggressivo sta lavorando contro sé stesso. Su come si sceglie — e su cosa cambia davvero tra un prodotto e l'altro — c'è l'articolo su shower gel, bagnoschiuma e docciaschiuma.

L'ambiente conta più di quanto sembri

C'è un fattore che non riguarda la pelle ma la condiziona ogni giorno d'inverno: l'aria secca degli ambienti riscaldati. Quando l'aria viene scaldata la sua umidità relativa cala, e la pelle cede acqua per semplice evaporazione.

I dati sono concreti. In uno studio clinico condotto in Corea, sei ore in un ambiente riscaldato con umidità relativa sotto il 20% sono bastate a far aumentare in modo statisticamente significativo rugosità, pori, rossore e rughe visibili sul viso, e la perdita d'acqua transepidermica sull'avambraccio. Sei ore, su pelli sane. È anche noto che i cali bruschi di umidità ambientale alterano l'omeostasi della barriera, e che l'umidità della stanza incide sulla formazione delle linee sottili del viso.

La conseguenza pratica: un umidificatore in camera da letto lavora sulla causa, mentre la crema lavora sull'effetto. Non è corretto dire che sostituisca i cosmetici — nello studio coreano la crema con ceramidi ha migliorato elasticità, pori e grana rispetto al lato non trattato — ma agire solo sulla pelle in una stanza a umidità bassissima significa rincorrere il problema. Le due cose vanno insieme.

Gli ingredienti da cercare nell'INCI

La distinzione tra i due quadri diventa concreta proprio qui, davanti alla lista ingredienti. Ogni ingrediente idratante fa una di tre cose diverse, e nessuna delle tre da sola basta: è il motivo per cui le formule serie ne combinano almeno due.

Famiglia Cosa fa Esempi in INCI
Umettanti Richiamano e legano acqua nello strato corneo Glycerin, Sodium Hyaluronate, Urea, Betaine, Panthenol
Emollienti Riempiono gli spazi fra le cellule e ricostruiscono i lipidi Oli vegetali, Squalane, Ceramide NP, Cholesterol
Occlusivi Formano un film che rallenta l'evaporazione Burri, cere, Dimethicone, Petrolatum

Umettanti — lavorano sulla disidratazione:

  • Acido ialuronico, tanto più efficace quanto più sono presenti pesi molecolari diversi nella stessa formula;
  • Glicerina, l'umettante più studiato e più stabile nel tempo;
  • Urea, che fa parte del fattore idratante naturale della pelle e a basse concentrazioni ammorbidisce anche le zone ruvide.

Un dettaglio che quasi nessuno spiega: in ambiente molto secco un umettante può richiamare acqua dagli strati profondi della pelle invece che dall'aria. Su una barriera integra il fenomeno è trascurabile; su una barriera già danneggiata, e senza nulla sopra che sigilli, può peggiorare la sensazione di pelle che tira. È la ragione tecnica per cui un siero all'acido ialuronico usato da solo, d'inverno, a volte delude.

Emollienti e occlusivi — lavorano sulla secchezza:

  • Burro di karité e oli vegetali ricchi di acidi grassi essenziali;
  • Squalano e ceramidi, che ricostituiscono la "malta" tra le cellule dello strato corneo;
  • Vitamina E, che protegge dall'ossidazione i lipidi appena reintegrati.

La routine per pelle secca e disidratata

Detersione

L'obiettivo è evitare l'effetto "pelle che tira". Meglio un detergente a base oleosa, che rimuove make-up e sporco per affinità senza impoverire il film idrolipidico. Da risciacquare con acqua tiepida, mai calda.

CLEANSING GENTLE OIL

CLEANSING GENTLE OIL Olio detergente viso struccante non comedogeno, primo step della doppia detersione Scioglie il trucco, anche waterpr... Scopri CLEANSING GENTLE OIL

Sieri e trattamenti mirati

Al mattino, Lycoglow Serum illumina e offre uno schermo antiossidante contro le aggressioni ambientali, migliorando l'idratazione e riducendo la desquamazione grazie al verbasco e al licopene.

LYCOGLOW SERUM

LYCOGLOW SERUM Siero illuminante viso antipollution Illumina la pelle spenta con l’estratto di verbasco. Licopene ed estratto di al... Scopri LYCOGLOW SERUM

Se il problema principale è la disidratazione, la pelle che tira anche quando è grassa o mista, Hyaluron 8 Hydra Deep lavora proprio sugli umettanti: 8 forme di acido ialuronico a pesi molecolari diversi e un sistema NMF con urea, Sodium PCA e pantenolo, che ricostruisce il fattore idratante naturale. Va sempre coperto con la crema.

HYALURON 8 HYDRA DEEP

HYALURON 8 HYDRA DEEP Siero viso all’acido ialuronico in 8 forme, idratante e rimpolpante 8 forme di acido ialuronico a differenti pesi mo... Scopri HYALURON 8 HYDRA DEEP

Alla sera, se la pelle è particolarmente provata, il siero notte a base di oli vegetali sostiene la componente lipidica durante il rinnovamento notturno.

5 COMPLEX NIGHT

5 COMPLEX NIGHT Olio viso notte elasticizzante Con oli preziosi ad alto potere nutritivo Nutre in profondità Aiuta a migliorare l’el... Scopri 5 COMPLEX NIGHT

Una o due volte a settimana, o come trattamento SOS quando la pelle appare spenta e ruvida, la maschera dà un apporto concentrato di attivi.

SKINAGE ADVANCE

SKINAGE ADVANCE Maschera viso antirughe con Q10 e peptidi Con Calamina, Ceramidi, Palmitoyl Tripeptide-5 e Acido Ialuronico Effetto ... Scopri SKINAGE ADVANCE

Durante la giornata, quando senti che la pelle inizia a tirare, un'acqua termale in spray apporta minerali e dà sollievo immediato.

ACQUA TERMALE PRO AGE

ACQUA TERMALE PRO AGE Acqua termale antietà con acido ialuronico Tonico spray rimpolpante con Acqua Termale di Valdieri, doppio Acido Ialur... Scopri ACQUA TERMALE PRO AGE

Crema viso

È lo step che chiude la routine, sigillando acqua e attivi e modulando l'apporto di lipidi. Ed è qui che la distinzione iniziale diventa pratica. Per i criteri di scelta in etichetta c'è la guida su come scegliere la crema viso per pelle secca.

Se la pelle è disidratata, serve trattenere l'acqua: Hyaluronic Advance lavora con acido ialuronico a pesi molecolari diversi.

HYALURONIC ADVANCE

HYALURONIC ADVANCE Crema viso rimpolpante all’acido ialuronico, effetto filler Acido ialuronico multiplo: idrata dalla profondità alla ... Scopri HYALURONIC ADVANCE

Se la pelle è secca e serve anche un supporto su tono ed elasticità, Alba offre una nutrizione più avvolgente, indicata in inverno o in ambienti molto secchi.

ALBA

ALBA Crema viso rassodante, tonificante Stimolatore di collagene. Rassoda in due settimane (test strumentale di efficacia... Scopri ALBA

Se alla secchezza si accompagna reattività, meglio orientarsi su una formula lenitiva.

NUTRALIGHT SENSITIVE

NUTRALIGHT SENSITIVE Crema viso lenitiva per pelle sensibile e arrossata Con acqua termale delle Alpi piemontesi, per pelle sensibile e re... Scopri NUTRALIGHT SENSITIVE

Trovi l'intera gamma nella selezione LeLang di trattamenti idratanti viso, costruita proprio su questa logica: umettanti e lipidi che lavorano insieme, non un unico attivo di punta ripetuto in tutte le formule.

Se preferisci farti guardare la pelle prima di scegliere fra questi tre orientamenti, trovi i prodotti LeLang e un consiglio competente nelle farmacie partner in tutta Italia.

Domande frequenti

Come capire se la pelle è secca o disidratata?

Con i due test descritti sopra: dieci minuti senza prodotti dopo la detersione, e il pizzicotto sullo zigomo. Se compaiono pellicine e ruvidità diffuse la componente prevalente è la secchezza; se la pelle tira e mostra linee sottili ma resta liscia al tatto, è disidratazione. Le due cose possono convivere, ed è anzi il caso più frequente d'inverno.

Quali sono le cause della pelle disidratata?

Le più frequenti sono una detersione troppo sgrassante o con acqua calda, l'esfoliazione eccessiva, l'aria secca degli ambienti riscaldati, lo stress prolungato e uno stile di vita con poco sonno, fumo o alcol. A differenza della secchezza costituzionale, sono tutte cause correggibili: per questo la disidratazione è reversibile.

Una pelle grassa può essere disidratata?

Sì, ed è una combinazione molto comune. La pelle produce sebo in abbondanza ma manca d'acqua: risulta lucida e allo stesso tempo tira. Trattarla solo come grassa, con detergenti sgrassanti e prodotti opacizzanti, peggiora la disidratazione e spinge le ghiandole a produrre ancora più sebo.

In che ordine si applicano i prodotti?

Dal più fluido al più ricco, e la regola che risolve la maggior parte dei casi è questa: prima l'acqua, poi ciò che la trattiene. Un umettante su pelle ancora leggermente umida, e sopra un emolliente o un occlusivo. L'ordine inverso sigilla una pelle che non ha ancora ricevuto nulla da trattenere.

Bere più acqua idrata la pelle?

Aiuta, ma non basta e non è il fattore principale. L'idratazione cutanea dipende soprattutto dalla capacità della barriera di trattenere l'acqua, non dalla quantità che si beve: se la barriera è compromessa, l'acqua evapora comunque. Bere a sufficienza è una buona abitudine, la ricostruzione della barriera è il lavoro vero.

L'aria di casa incide davvero sulla pelle?

Sì, e in tempi brevi. In ambiente riscaldato con umidità relativa molto bassa bastano poche ore perché compaiano peggioramenti misurabili di rugosità, rossore e perdita d'acqua transepidermica, anche su pelli sane. Un umidificatore in camera da letto interviene sulla causa; la crema resta comunque necessaria, perché lavora sulla barriera.

In quanto tempo migliora una pelle disidratata?

Il comfort si recupera in pochi giorni, ma la barriera si ricostruisce in due o tre settimane di routine costante. La disidratazione, essendo una condizione e non un tipo di pelle, si risolve; la secchezza costituzionale si gestisce nel tempo, senza scomparire.

Servono ceramidi o acido ialuronico?

Dipende da cosa manca. L'acido ialuronico, la glicerina e l'urea sono umettanti: richiamano e trattengono acqua, quindi servono sulla disidratazione. Ceramidi, burri e oli reintegrano i lipidi, quindi servono sulla secchezza. Su una pelle secca l'acido ialuronico da solo può perfino peggiorare la sensazione, perché richiama acqua che poi evapora senza un film che la trattenga: va sempre sigillato con una crema sopra.

Un idratante si può usare insieme ad acidi o retinolo?

Sì, ed è anzi consigliabile: quegli attivi mettono alla prova la barriera, e un buon idratante è ciò che rende sostenibile usarli. La regola è applicarlo dopo, non prima, per non ridurre l'assorbimento dell'attivo.

Perché la mia crema idratante non funziona più?

Nella maggior parte dei casi non è la crema ad aver smesso di funzionare: è cambiato il contesto. Stagione, riscaldamento acceso, un nuovo detergente, un attivo introdotto da poco, oppure semplicemente il passare degli anni. Prima di sostituirla, conviene guardare cosa è cambiato intorno.

La pelle secca invecchia prima?

La secchezza in sé non accelera i processi biologici dell'invecchiamento, ma rende le rughe più visibili: una pelle povera di acqua riflette peggio la luce e le linee sottili risultano più marcate. Ricostituire barriera e idratazione migliora l'aspetto della grana cutanea in tempi brevi, ed è il motivo per cui una pelle ben idratata appare più distesa.

In conclusione

Distinguere tra pelle secca e disidratata è il primo passo per una routine che funzioni. La secchezza richiede un apporto mirato di lipidi; la disidratazione, molecole capaci di trattenere acqua nei tessuti. E quando i due quadri convivono — il caso più frequente d'inverno — non serve scegliere: serve rispettare l'ordine.

Il resto lo fa la costanza, insieme all'abitudine di adattare la routine alla stagione: ne parliamo nell'articolo su come preparare la pelle per l'inverno.

Le fonti di questo articolo

01 Park E.H., Jo D.J., Jeon H.W., Na S.J., Effects of winter indoor environment on the skin: Unveiling skin condition changes in Korea, Skin Research and Technology, 2023; 29(6): e13397.
02 Sato J., Denda M., Chang S., Elias P.M., Feingold K.R., Abrupt decreases in environmental humidity induce abnormalities in permeability barrier homeostasis, Journal of Investigative Dermatology, 2002; 119(4): 900-904.
03 Tsukahara K., Hotta M., Fujimura T., Haketa K., Kitahara T., Effect of room humidity on the formation of fine wrinkles in the facial skin of Japanese, Skin Research and Technology, 2007; 13(2): 184-188.
04 Rawlings A.V., Harding C.R., Moisturization and skin barrier function, Dermatologic Therapy, 2004; 17(Suppl 1): 43-48.
05 Verdier-Sévrain S., Bônté F., Skin hydration: a review on its molecular mechanisms, Journal of Cosmetic Dermatology, 2007; 6(2): 75-82.

Consulenza gratuita di 15 minuti con la fondatrice

Non riesci a capire se la tua pelle sia secca, disidratata o entrambe? Prenota una consulenza skincare virtuale gratuita con Elisa Avalle, fondatrice di LeLang: la valutiamo insieme e costruiamo la routine nell'ordine giusto.

Prenota la tua consulenza gratuita

Sul sito: barriera cutanea · urea e idratazione biomimetica · esfoliare la pelle · trattamenti idratanti viso