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Il geranio usato in cosmetica non è il geranio che tieni sul balcone. È il Pelargonium graveolens, e la distinzione non è pignoleria botanica: sono due generi diversi, e solo uno dei due produce un olio essenziale di interesse cosmetico.
Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.
Pelargonium, non Geranium
Le piante che chiamiamo comunemente gerani appartengono al genere Pelargonium. Il genere Geranium raccoglie invece specie spontanee dall'aspetto molto diverso. La confusione risale al Settecento e si è fossilizzata nel linguaggio comune, ma in etichetta la dicitura è corretta: Pelargonium Graveolens Flower Oil.
L'olio si ottiene per distillazione delle parti aeree. La sua composizione è dominata da citronellolo e geraniolo, due alcoli terpenici che gli danno una nota floreale con un fondo verde e leggermente rosato — il motivo per cui in profumeria viene usato come sostituto più accessibile della rosa.
Cosa fa sulla pelle
La tradizione erboristica attribuisce al geranio un ruolo riequilibrante, e in cosmetica compare tipicamente nelle formule pensate per pelli miste e nei trattamenti corpo.
Vale però la stessa onestà che applichiamo a tutti gli oli essenziali: il loro contributo documentato sulla funzione cutanea è limitato, e il peso maggiore lo hanno sul piano dell'esperienza d'uso. Un trattamento corpo che profuma bene viene applicato con costanza, e la costanza è ciò che produce il risultato. È anche il terreno della neurocosmetica, dove la via olfattiva è parte del meccanismo, non un accessorio.
Nelle nostre formule il geranio è nell'olio da massaggio corpo e nello scrub, dove fa parte del blend con menta, salvia e rosmarino.
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Le cautele da conoscere
Il geraniolo e il citronellolo rientrano fra gli allergeni del profumo che la normativa europea impone di dichiarare in etichetta oltre certe soglie. È il motivo per cui li trovi elencati per nome negli INCI dei prodotti che contengono geranio.
La dichiarazione obbligatoria non è un allarme: è uno strumento. Serve a chi ha già avuto reazioni per riconoscere ciò che deve evitare. Per tutti gli altri, alle concentrazioni cosmetiche, il margine è ampio.
Come per ogni olio essenziale, non va applicato puro e le concentrazioni d'uso sono frazioni di punto percentuale. Le regole generali sono nella guida agli oli essenziali.
Domande frequenti sul geranio
Il geranio del balcone si può usare per farsi un olio in casa?
Le specie ornamentali non sono quelle da distillazione, e una macerazione casalingo non produce un olio essenziale. Il risultato è un macerato oleoso con concentrazione imprevedibile e nessuna conservazione.
È fototossico?
No. A differenza degli oli di agrumi spremuti a freddo, non contiene furocumarine e non pone problemi di esposizione al sole.
Va bene sul viso?
Nei prodotti formulati sì, alle concentrazioni previste. Su pelli molto reattive o con storia di dermatite da contatto ai profumi conviene evitarlo.
Serve contro le zanzare?
Il citronellolo ha una certa attività repellente, ma un cosmetico non è un insetto-repellente: quelli sono prodotti con una normativa diversa e un'efficacia testata.
Geranio e rosa sono intercambiabili?
In profumeria il geranio viene usato per richiamare la rosa a un costo molto inferiore. Sul piano cosmetico funzionale sono ingredienti diversi.

