Rametti di rosmarino, olio essenziale in flacone ambrato ed estratto oleoso
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Rosmarino in cosmetica: olio essenziale o estratto?

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

2 min di lettura

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Il rosmarino è la pianta aromatica più studiata del bacino mediterraneo, e in cosmetica si presenta sotto due forme che non hanno nulla in comune se non l'origine botanica. Confonderle porta ad aspettative sbagliate.

Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.

Olio essenziale o estratto: due ingredienti diversi

L'olio essenziale (Rosmarinus Officinalis Leaf Oil) si ottiene per distillazione delle foglie ed è dominato da molecole volatili: cineolo, canfora, alfa-pinene. È la forma che porta l'odore, e va usata a concentrazioni bassissime.

L'estratto (Rosmarinus Officinalis Leaf Extract) è tutt'altro: contiene acido rosmarinico, acido carnosico e carnosolo, molecole non volatili e fortemente antiossidanti. Talmente antiossidanti che l'estratto di rosmarino viene usato nell'industria come conservante naturale per proteggere gli oli vegetali dall'irrancidimento.

Se in etichetta leggi Rosmarinus Officinalis Leaf Extract in fondo alla lista di un olio vegetale, molto probabilmente sta lì per proteggere la formula, non per agire sulla tua pelle. È un impiego legittimo e utile, ma diverso da quello di un attivo.

Cosa fa l'olio essenziale di rosmarino sulla pelle

Il suo campo è il corpo, non il viso. Il cineolo e la canfora danno una sensazione di calore e stimolo che accompagna il gesto del massaggio, e nella tradizione erboristica il rosmarino è associato ai trattamenti tonificanti proprio per questo.

Nelle nostre formule è nello scrub corpo e nell'olio da massaggio, insieme a menta, salvia e geranio. Sono prodotti in cui l'applicazione ha una durata e un movimento, e la componente aromatica è parte del risultato percepito.

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Le cautele: canfora e chemiotipi

Il rosmarino esiste in chemiotipi diversi — varianti della stessa specie con composizione chimica differente a seconda di dove cresce. Il chemiotipo a canfora è il più stimolante e anche il più delicato da gestire: la canfora ad alte dosi è neurotossica, e questo è il motivo per cui l'olio essenziale di rosmarino è sconsigliato in gravidanza, in allattamento, sui bambini piccoli e a chi ha una storia di epilessia.

Nelle concentrazioni cosmetiche il margine di sicurezza è ampio, ma la prudenza in quelle situazioni resta la scelta corretta. Le regole generali sono nella guida agli oli essenziali.

Domande frequenti sul rosmarino

Il rosmarino fa crescere i capelli?

È la domanda più frequente e merita una risposta precisa. Esistono studi che hanno confrontato l'olio di rosmarino con il minoxidil sull'alopecia androgenetica, con risultati incoraggianti ma su campioni limitati. Un cosmetico però non può vantare effetti terapeutici sulla caduta: se il problema è quello, il riferimento è il dermatologo.

Posso usare l'olio essenziale puro sul cuoio capelluto?

No. Va sempre diluito in un olio vettore, e in ogni caso le concentrazioni sicure sono basse.

Va bene sul viso?

L'olio essenziale meglio di no, per il potenziale irritante. L'estratto sì, ed è anzi un buon antiossidante.

Perché è sconsigliato in gravidanza?

Per il contenuto di canfora. È una precauzione, non un divieto assoluto: nei prodotti cosmetici finiti le concentrazioni sono minime.

L'infuso di rosmarino ha lo stesso effetto?

No. L'infuso estrae soprattutto la frazione idrosolubile, non l'olio essenziale, e in concentrazione molto bassa.