index
Peeling viso per attenuare le macchie cutanee
Consigli di beauty routine

Peeling per le macchie del viso: quale scegliere e come usarlo

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

8 min di lettura

Un peeling non schiarisce una macchia. Rimuove più in fretta le cellule superficiali che contengono già il pigmento, e questo rende la macchia meno visibile. Ma non tocca il meccanismo che quel pigmento continua a produrlo.

La differenza è tutta qui: il peeling è un acceleratore, non un trattamento antimacchia. Da solo attenua poco e per poco tempo. Dentro un protocollo che comprende un attivo sulla melanina e una protezione solare quotidiana, invece, fa la differenza fra un risultato in tre mesi e nessun risultato.

[INDICE:h2]

Perché il peeling agisce sulle macchie, e fin dove arriva

Una macchia è melanina depositata dentro i cheratinociti, le cellule che formano gli strati superiori della pelle. Quelle cellule risalgono verso la superficie e si desquamano seguendo il ciclo di rinnovamento cutaneo, che nei giovani adulti dura circa trenta giorni — di cui quattordici nel solo strato corneo — e si allunga progressivamente con l'età.

Esfoliare significa accorciare quel percorso. Le cellule pigmentate vengono via prima, e la concentrazione di pigmento in superficie cala. Il colore si attenua perché ne resta meno da vedere, non perché ne sia stato prodotto meno.

Sotto, il melanocita continua a lavorare esattamente come prima. Se lo stimolo che lo attiva resta attivo, e nella maggior parte dei casi lo stimolo è il sole, la macchia si ricostituisce nel giro di poche settimane. È il motivo per cui tante persone raccontano che il peeling ha funzionato per un mese e poi tutto è tornato come prima: non ha smesso di funzionare, semplicemente non ha mai fatto quel lavoro.

C'è un dato che rende la cosa ancora più chiara: ogni melanocita rifornisce di pigmento una trentina di cheratinociti. Toglierne un po' dalla superficie non riduce di nulla la capacità della cellula che li produce. Il quadro completo di come nasce una macchia è nella guida sull'iperpigmentazione del viso.

Quale peeling per quale macchia

Non tutte le macchie rispondono allo stesso gesto, e questa è la prima selezione da fare.

Macchie solari e lentigo. Sono le più superficiali e le più sensibili all'esfoliazione. Rispondono bene agli alfa idrossiacidi, in particolare all'acido mandelico, che ha una molecola grande, penetra lentamente e per questo è il più tollerato della famiglia — la scheda tecnica ne riporta il dettaglio. Sono l'argomento delle macchie solari sul viso.

Macchie post-infiammatorie. Quelle che restano dopo un brufolo o una lesione. Qui l'esfoliazione aiuta molto, ma va scelta in base a cosa ha causato l'infiammazione: su una pelle a tendenza acneica ha più senso un beta idrossiacido come l'acido salicilico, che entra nel poro, rispetto a un acido che lavora solo in superficie.

Melasma. È il caso in cui il peeling va usato con la massima cautela, perché il melasma è una condizione che si riacutizza con l'infiammazione e con il calore. Un'esfoliazione troppo aggressiva può peggiorarlo invece di attenuarlo. Se ne parla in modo specifico nell'articolo sul melasma, ed è una valutazione da fare con il dermatologo.

Se non sai a quale categoria appartiene quello che hai sul viso, il punto di partenza è la panoramica sulle discromie cutanee. È anche una distinzione che a occhio nudo resta incerta: nelle farmacie partner LeLang c'è un farmacista che può guardarla con te prima che tu scelga un prodotto.

Acido, enzima o entrambi

La scelta della tecnologia dipende da quanto la pelle tollera, non da quanto la macchia è scura.

  • Alfa idrossiacidi (glicolico, mandelico, lattico): i più studiati sulle discromie. Agiscono allentando la coesione fra le cellule superficiali. Il glicolico è il più penetrante e anche il più irritante; il mandelico il più gestibile a casa. Il quadro è nella guida agli alfa idrossiacidi.
  • Beta idrossiacidi (salicilico): liposolubili, entrano nel sebo. Prima scelta quando le macchie sono l'esito di imperfezioni. La scheda dell'acido salicilico riporta concentrazioni e limiti d'uso.
  • Enzimi vegetali (papaina, bromelina): i più selettivi e i meno aggressivi, ma anche i meno incisivi sul pigmento. Come funzionano è spiegato nel peeling enzimatico viso.

Le formule miste, un acido delicato più la componente enzimatica, sono il compromesso più sensato per l'uso domiciliare: abbastanza efficaci da contare, abbastanza tollerabili da poter essere usate con continuità. E la continuità, su una macchia, conta più della potenza del singolo trattamento.

MANDELIC ENZIMATIC SOFT PEEL

MANDELIC ENZIMATIC SOFT PEEL Esfoliante viso delicato ad alta tollerabilità, stimola il turnover cellulare Stimolazione turnover cellulare Azione... Scopri MANDELIC ENZIMATIC SOFT PEEL

Il protocollo che funziona: tre gesti, non uno

Su questo punto vale la pena essere netti, perché è il motivo per cui la maggior parte dei tentativi fallisce.

  1. Esfoliare per rimuovere il pigmento già depositato e per permettere agli attivi successivi di arrivare dove devono.
  2. Applicare un attivo che agisce sulla produzione di melanina: niacinamide, vitamina C e derivati stabili, acido azelaico. Sono loro a lavorare sulla causa. La niacinamide e l'acido azelaico hanno il vantaggio di essere ben tollerati anche in associazione con l'esfoliazione.
  3. Proteggere ogni giorno, anche in inverno e anche in città. Senza questo passaggio i primi due sono tempo perso: la radiazione ultravioletta è lo stimolo principale che riattiva il melanocita.

Il terzo punto è quello che viene saltato più spesso, ed è l'unico non negoziabile. Una pelle appena esfoliata ha uno strato corneo più sottile e risponde alla luce con più facilità: se esfolii senza proteggere, stai lavorando contro te stessa.

SPOT DEFENCE 50 SPF

SPOT DEFENCE 50 SPF Siero solare viso SPF 50 anti-macchia con vitamina C incapsulata e fermenti probiotici per pelli con discromie EFFETT... Scopri SPOT DEFENCE 50 SPF

«Un peeling senza protezione solare non attenua una macchia. La rende più facile da rifare.»

Ogni quanto, e per quanto tempo

La frequenza va calibrata sulla tolleranza, non sull'urgenza. La regola pratica è partire dal minimo e salire solo se la pelle resta tranquilla per due settimane consecutive.

Pelle mista o grassa: una o due volte a settimana.
Pelle normale: una volta a settimana.
Pelle secca o sensibile: una volta ogni dieci-quindici giorni.

Sui tempi serve realismo. Le prime differenze di luminosità si vedono in due o tre settimane, ma sono dovute all'esfoliazione, non alla macchia. Un'attenuazione reale del pigmento richiede almeno dodici settimane di protocollo completo e costante, perché è il tempo che serve al ricambio dei cheratinociti pigmentati più profondi.

Chi si aspetta un risultato in un mese smette proprio quando il lavoro sta iniziando a rendere.

Quando il peeling è controproducente

Ci sono situazioni in cui esfoliare peggiora le cose, e riconoscerle evita mesi di danni.

Nei giorni di esposizione diretta. Non è un divieto assoluto sull'estate, è un divieto sulla settimana al mare. Se sai che nei giorni successivi starai al sole, il peeling si rimanda.

Su una pelle già infiammata. Rossore diffuso, bruciore, desquamazione in atto: sono segnali di barriera cutanea compromessa. Esfoliare in quella condizione produce nuova infiammazione, e l'infiammazione è essa stessa uno stimolo pigmentante.

Sui fototipi più scuri, senza gradualità. Una pelle che pigmenta con facilità risponde all'aggressione producendo altro pigmento. C'è anche una ragione biologica: nei fototipi scuri i granuli di melanina sono più grandi e restano intatti fino agli strati più superficiali, invece di essere progressivamente degradati durante la risalita. Il rischio non è non ottenere risultati: è ottenere una macchia nuova dove prima non c'era.

In associazione con altri esfolianti nello stesso momento. Retinoidi, acidi in siero, spazzole meccaniche e peeling sommati fanno danno, non sinergia.

Elisa Avalle, fondatrice e CEO di LeLang Skin Care

La nota di Elisa

Settembre è il mese in cui ricevo più domande sulle macchie, perché è il momento in cui si vedono. La tentazione è partire forte per recuperare il tempo perso in estate. È l'errore più costoso: su una pelle che ha appena preso sole, un'esfoliazione aggressiva rimette in moto proprio il meccanismo che si vuole fermare. Meglio due mesi di lavoro paziente che due settimane di accanimento.

Gli errori più comuni

  • Usarlo più spesso di quanto indicato pensando di accelerare. Il risultato è una barriera indebolita e una pelle che si arrossa a tutto.
  • Applicarlo su pelle bagnata. L'acqua diluisce il prodotto e ne riduce l'attività. Si applica sempre su pelle pulita e asciutta.
  • Strofinare durante il risciacquo. Trasforma un peeling selettivo in uno scrub, con tutti gli svantaggi e nessun vantaggio.
  • Trattare solo la macchia. L'esfoliazione va fatta su tutto il viso, altrimenti si crea una differenza di texture visibile.
  • Cambiare prodotto ogni tre settimane. Nessun protocollo antimacchia dà risultati in tre settimane, quindi ogni cambio azzera il conto e riparte da zero.

Sul gesto dell'esfoliazione in generale, tempi e strumenti, c'è la guida dedicata a come esfoliare la pelle. Gli altri trattamenti dedicati alle discromie sono raccolti nella collezione creme e sieri antimacchie viso.

Domande frequenti

Il peeling da solo può far sparire una macchia?

No. Può attenuarla temporaneamente rimuovendo le cellule pigmentate superficiali, ma senza un attivo che agisca sulla melanina e senza protezione solare la macchia si ricostituisce.

Meglio il peeling casalingo o quello dall'estetista?

Sono complementari. Il trattamento professionale lavora più in profondità e in modo più intenso; quello domiciliare mantiene il risultato fra una seduta e l'altra. Fare solo l'uno o solo l'altro rende meno di entrambi.

Si può usare insieme al retinolo?

Non nella stessa sera. Si alternano: peeling una sera, retinoide un'altra, con almeno due giorni di distanza se la pelle è reattiva.

Quanto deve essere concentrato l'acido per funzionare?

Nei cosmetici concentrazione e pH sono regolati dalla normativa europea, e all'interno di quei limiti l'efficacia dipende più dalla costanza che dalla percentuale. Concentrazioni superiori appartengono all'ambito medico.

Va bene anche per le macchie sulle mani?

Sì, e le mani sono spesso trascurate proprio dove il fotodanno è più evidente. Vale lo stesso protocollo, protezione solare compresa.

Dopo il peeling la pelle si desquama: è normale?

Una leggera desquamazione nelle ventiquattro ore può capitare. Sfaldamento marcato, bruciore o rossore persistente no: significa che il prodotto è troppo aggressivo o usato troppo spesso.

Le fonti di questo articolo

01   Jackson S.M., Williams M.L., Feingold K.R., Elias P.M., Pathobiology of the stratum corneum, Western Journal of Medicine, 158, marzo 1993, pp. 279-285
02   Jimbow K., Fitzpatrick T.B., Wick M.M., Biochemistry and Physiology of Melanin Pigmentation, in Physiology, Biochemistry and Molecular Biology of the Skin, 2ª ed., New York, 1991, pp. 873-909
03   Hakozaki T. et al., The effect of niacinamide on reducing cutaneous pigmentation and suppression of melanosome transfer, British Journal of Dermatology, 147(1), 2002, pp. 20-31
04   Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici
05   Regolamento (UE) n. 655/2013 sui criteri comuni per le dichiarazioni relative ai prodotti cosmetici

Sul sito: iperpigmentazione del viso · macchie solari sul viso · peeling enzimatico viso · acido mandelico · creme e sieri antimacchie viso