Il peeling enzimatico è un'esfoliazione che non gratta e non acidifica: usa enzimi di origine vegetale che digeriscono le proteine che tengono attaccate le cellule morte in superficie. Quelle si staccano, il resto della pelle non viene toccato.
È la differenza che conta: uno scrub agisce per attrito, un peeling agli acidi agisce abbassando il pH, un peeling enzimatico agisce per selettività. Lavora solo su ciò che è già morto, e per questo è il tipo di esfoliazione che tollerano anche le pelli sensibili e couperosiche.
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Come funziona un peeling enzimatico
Gli enzimi usati in cosmetica sono proteasi, cioè enzimi che rompono i legami fra le proteine. I più comuni sono la papaina, che si ricava dalla papaya, e la bromelina, che viene dall'ananas.
Nello strato più superficiale della pelle le cellule ormai morte restano attaccate le une alle altre grazie a ponti proteici chiamati desmosomi. Un enzima proteolitico taglia quei ponti: le cellule si staccano da sole e vengono via al risciacquo. Le cellule vive sottostanti hanno una struttura diversa e non vengono intaccate.
È qui che sta il vantaggio pratico. Uno scrub non distingue: la sua azione dipende da quanto forte strofini, e su una pelle reattiva basta poco per creare micro-lesioni. Un acido esfoliante agisce abbassando il pH della superficie, ed è efficace ma può pizzicare e richiede più attenzione con il sole. Un enzima fa una cosa sola e la fa dove serve.
Peeling enzimatico, peeling chimico o scrub: quale scegliere
Sono tre gesti diversi che spesso vengono chiamati con lo stesso nome, e questo genera parecchia confusione.
Lo scrub è esfoliazione meccanica: microgranuli che rimuovono per attrito. Funziona sul corpo, dove la pelle è più spessa. Sul viso è il metodo più rischioso, perché la pressione la decidi tu e quasi sempre è troppa.
Il peeling agli acidi usa alfa e beta idrossiacidi — glicolico, mandelico, lattico, salicilico — che allentano la coesione fra i corneociti. È il più studiato e il più efficace sulle discromie, ma va dosato: se ne parla nella guida agli alfa idrossiacidi e nella scheda dell'acido mandelico, che è il più delicato della famiglia perché ha una molecola grande e penetra più lentamente.
Il peeling enzimatico è il più selettivo e il meno aggressivo dei tre. In cambio è anche il meno potente: se il tuo obiettivo sono macchie consolidate o cicatrici da acne, l'enzima da solo non basta.
Molte formule oggi combinano le due strade, un acido delicato più la componente enzimatica, per avere efficacia e tollerabilità insieme.
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A chi serve davvero
Il peeling enzimatico ha senso in quattro situazioni precise.
Pelle sensibile o reattiva. È il motivo principale per cui esiste. Chi non tollera gli acidi e si arrossa con lo scrub qui ha un'alternativa vera. Se non sai riconoscere una pelle sensibile da una pelle irritata, la differenza è spiegata nella guida alla pelle sensibile.
Pelle spenta e grana irregolare. L'accumulo di cellule morte fa riflettere la luce in modo disordinato: la pelle appare grigia anche quando è idratata. Rimuoverlo è il modo più rapido per recuperare luminosità.
Punti neri e pori che sembrano dilatati. Qui va detta una cosa: il diametro del poro è anatomico e non si riduce. Quello che cambia è quanto è pieno. Un poro libero riflette meno ombra e si vede meno.
Prima di un trattamento successivo. Una pelle liberata dallo strato di cellule morte assorbe meglio quello che applichi dopo. Ha senso usarlo la sera prima di un siero importante.
«Esfoliare non serve a togliere di più. Serve a smettere di accumulare.»
Ogni quanto fare un peeling enzimatico
La domanda più frequente, e quella su cui si sbaglia di più.
Pelle mista o grassa: una o due volte a settimana.
Pelle normale: una volta a settimana.
Pelle secca o sensibile: una volta ogni dieci-quindici giorni, e si parte sempre dalla frequenza più bassa per due settimane prima di aumentare.
Il rinnovamento cutaneo completo richiede circa ventotto giorni nei giovani adulti e rallenta con l'età. Esfoliare tutti i giorni non lo accelera: interferisce con un processo che ha i suoi tempi, e il risultato è una barriera cutanea indebolita, che si arrossa, tira e diventa più reattiva a tutto il resto.
I segnali che stai esagerando sono tre: la pelle brucia quando applichi prodotti che prima tolleravi, tira anche subito dopo l'idratante, oppure diventa lucida e opaca insieme. In quel caso si sospende per due settimane e si riparte più piano.
Come si usa, passo per passo
Si applica sempre su pelle pulita e asciutta, perché l'acqua diluisce il prodotto e riduce l'attività enzimatica. Se hai truccato o usato una protezione solare resistente all'acqua, serve una detersione doppia prima.
Si distribuisce uno strato uniforme evitando contorno occhi e labbra, si lascia in posa il tempo indicato dal produttore — di solito fra i cinque e i dieci minuti — e si risciacqua con acqua tiepida. Mai calda: il calore aumenta la vasodilatazione e su una pelle appena esfoliata si sente.
Non si strofina durante il risciacquo. Se lo fai, hai appena trasformato un peeling selettivo in uno scrub.
Dopo si applica solo idratazione, niente attivi forti: la sera del peeling non si usano retinoidi, vitamina C ad alta concentrazione o altri acidi. E la mattina dopo la protezione solare non è facoltativa, perché una pelle appena rinnovata è più esposta.
Dopo quanto si vedono i risultati
Luminosità e morbidezza si notano subito, dalla prima applicazione: hai tolto uno strato che opacizzava.
Grana più uniforme e pori meno evidenti richiedono tre o quattro settimane di uso regolare, cioè un ciclo completo di rinnovamento.
Sulle macchie il discorso è diverso e va detto con onestà: l'esfoliazione da sola le attenua poco. Serve un attivo che agisca sulla produzione di melanina, e serve la protezione solare quotidiana, altrimenti si rifanno. Il peeling è il passaggio che permette agli altri di funzionare meglio, non il protagonista.

La nota di Elisa
Quando qualcuno mi dice che il peeling non gli ha fatto niente, quasi sempre scopro che lo usava tre volte a settimana. Non è un prodotto che rende di più se lo usi di più: rende di più se lo usi con la frequenza giusta e poi lasci lavorare il resto della routine.
Peeling a casa e peeling dal professionista: dove sta il confine
È la distinzione più importante di tutto l'articolo, perché si chiamano allo stesso modo ma non sono la stessa cosa.
Un peeling cosmetico, quello che compri in farmacia e usi a casa, lavora sullo strato corneo, cioè la superficie. Migliora l'aspetto della pelle e la sua texture. È sicuro perché concentrazione e pH sono regolati dalla normativa cosmetica europea.
I peeling medi e profondi sono un'altra categoria: agiscono a profondità maggiore, prevedono un tempo di recupero e vanno eseguiti da un medico. Servono per problematiche che un cosmetico non affronta, e hanno rischi reali se fatti male o nel periodo sbagliato dell'anno.
Detto molto semplicemente: se un trattamento richiede di stare lontano dal sole per settimane, non è un cosmetico e non si fa a casa.
Sconsiglio anche il peeling fatto in casa con ingredienti da cucina. Il bicarbonato in particolare ha un pH intorno a 9, contro il 4,7-5,7 della superficie cutanea: usato sul viso altera la barriera invece di esfoliarla.
Domande frequenti sul peeling enzimatico
Si può usare sulla pelle con acne?
Sì, con cautela, e non sulle lesioni infiammate. Su una pelle a tendenza acneica sono in genere più utili gli attivi cheratolitici che entrano nel poro, come l'acido salicilico. Trovi il quadro completo nella guida sull'acne.
Si può fare in gravidanza?
Gli enzimi vegetali e gli acidi delicati come il mandelico sono in genere considerati compatibili, ma in gravidanza qualsiasi scelta cosmetica va condivisa con il ginecologo o con il dermatologo.
Serve anche agli uomini?
Sì, e spesso serve meno di quanto si pensi: la rasatura quotidiana è già una forma di esfoliazione meccanica. Chi si rade tutti i giorni può stare su una volta ogni dieci giorni.
Meglio la mattina o la sera?
La sera. Così la pelle recupera durante la notte e non si espone al sole nelle ore immediatamente successive.
Pizzica: è normale?
Un leggero formicolio che passa in pochi minuti può capitare. Bruciore, rossore persistente o sensazione di calore no: in quel caso si risciacqua subito e non si ripete.
Sostituisce la pulizia del viso dall'estetista?
No, sono cose diverse. Il peeling a casa mantiene il risultato nel tempo; l'estrazione dei comedoni è un gesto manuale che a casa non si improvvisa.
Le fonti di questo articolo
01 Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici
02 Letteratura sulla desquamazione e sul ruolo dei desmosomi nello strato corneo
03 Dati sul turnover cellulare cutaneo e sulla sua variazione con l'età
Sul sito: acido mandelico · alfa idrossiacidi · barriera cutanea

