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Consigli di beauty routine

Pelle spenta: perché succede e come ritrovare luminosità

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

6 min di lettura

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Quando una pelle viene descritta come spenta, quasi sempre si sta parlando di una cosa molto concreta: la superficie ha smesso di riflettere la luce in modo uniforme. Non è un giudizio estetico vago. Gli studi sulla percezione del viso mostrano che l'omogeneità del colorito pesa sulla stima dell'età e dello stato di salute quanto le rughe, a volte di più.

Il punto è che una pelle opaca non ha una sola causa. Ne ha quattro, che si sovrappongono e che richiedono interventi diversi. Trattarle tutte allo stesso modo, con un generico prodotto illuminante, è il motivo per cui molte routine non danno risultati.

La luminosità non è un attivo, è una condizione della superficie. Si perde per turnover rallentato, per disidratazione dello strato corneo, per glicazione delle proteine del derma o per stress ossidativo e microcircolo. I primi due si correggono in poche settimane, gli altri due sono un lavoro di mesi.

Che cosa vuol dire davvero "pelle spenta"

Una pelle che appare luminosa ha uno strato corneo compatto, idratato e regolare. La luce che lo colpisce viene riflessa in modo prevalentemente speculare, cioè coerente, e l'occhio la legge come luminosità.

Quando lo strato corneo è ispessito, disidratato o irregolare, la luce viene diffusa in tutte le direzioni. Il risultato visivo è un colorito grigiastro o giallastro, una grana meno liscia, un viso che nelle foto sembra sempre stanco anche quando non lo è. A questo si aggiunge, con gli anni, la componente cromatica: le discromie rompono l'uniformità del tono e accentuano la sensazione di opacità.

I quattro meccanismi dietro un colorito spento

1. Turnover cellulare rallentato

Il rinnovamento dell'epidermide impiega circa 28 giorni a vent'anni e si allunga progressivamente con l'età, fino a superare i 40-50 giorni dopo i cinquanta. I corneociti restano adesi più a lungo, si accumulano, e la superficie perde regolarità.

È il meccanismo che risponde più in fretta: un'esfoliazione fatta bene mostra risultati in una o due applicazioni. Ed è anche quello su cui si sbaglia di più, perché la tentazione è di insistere.

2. Disidratazione dello strato corneo

Uno strato corneo con poca acqua è uno strato corneo che si increspa. La differenza fra una pelle secca e una pelle disidratata è sostanziale e cambia la scelta del prodotto: ne ho parlato nel dettaglio nella guida su pelle secca e pelle disidratata.

Questo è il meccanismo più rapido di tutti. Una pelle disidratata recupera luminosità in pochi giorni, e per questo motivo l'idratazione è sempre il primo passo: se il colorito migliora subito, la causa principale era questa.

3. Glicazione

Gli zuccheri circolanti si legano in modo stabile alle proteine strutturali del derma, collagene ed elastina, formando prodotti finali di glicazione. Le fibre diventano più rigide e assumono una tonalità giallastra che si vede in superficie. È un processo lento, cumulativo e non reversibile: si può solo rallentare. L'ho spiegato nell'articolo dedicato alla glicazione della pelle.

4. Stress ossidativo e microcircolo

Raggi UV, inquinamento, fumo e privazione di sonno aumentano la produzione di specie reattive dell'ossigeno. Il danno ossidativo colpisce i lipidi di barriera e le proteine del derma, e in parallelo peggiora la funzionalità del microcircolo: meno ossigeno ai tessuti, colorito più grigio.

È il meccanismo su cui gli antiossidanti topici hanno senso, ma vanno usati per quello che sono: una difesa preventiva, non un correttore.

Come capire quale meccanismo riguarda te

  1. La pelle è opaca ma anche ruvida al tatto, e il fondotinta si aggrappa? Turnover rallentato.
  2. Applicando una crema idratante il colorito migliora entro un giorno, ma torna spento appena si salta un'applicazione? Disidratazione.
  3. Il tono è virato al giallo e la pelle appare più rigida, meno elastica, soprattutto dopo i quarant'anni? Componente di glicazione.
  4. Il colorito peggiora nettamente dopo notti corte, periodi di stress o in città? Ossidazione e microcircolo.

Nella maggior parte dei casi ce ne sono due insieme. L'ordine con cui si interviene conta più della quantità di prodotti.

Cosa fare, nell'ordine giusto

Primo: reidratare

Prima di qualsiasi altra cosa. È il gesto che dà il risultato più veloce e che permette di capire quanto pesava davvero la disidratazione. Due settimane di idratazione costante, poi si valuta il resto.

Secondo: esfoliare, ma con misura

Una o due volte a settimana, non di più. Gli alfa-idrossiacidi a basso peso molecolare e gli enzimi lavorano sull'adesione fra i corneociti senza aggredire la barriera; ho messo a confronto le diverse famiglie nella guida agli acidi esfolianti e nell'articolo su come esfoliare la pelle.

Se dopo l'esfoliazione la pelle pizzica, tira o si arrossa, la frequenza è già troppo alta. Una barriera danneggiata rende il viso più opaco, non più luminoso: è l'errore che vedo più spesso.

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Terzo: antiossidanti al mattino, sempre con la protezione solare

Gli antiossidanti topici hanno senso al mattino, perché lavorano in prevenzione sul carico ossidativo della giornata. L'acido ferulico è interessante soprattutto per la sua capacità di stabilizzare altri antiossidanti, mentre il licopene agisce come carotenoide con affinità per la componente lipidica della pelle.

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Senza una protezione solare quotidiana, però, questa parte della routine rende molto poco: gli UV sono contemporaneamente la principale fonte di ossidazione e la causa delle discromie che spezzano l'uniformità del colorito.

Quarto: un trattamento intensivo quando serve un risultato subito

Le maschere non cambiano la struttura della pelle, ma possono migliorare in modo netto e immediato l'idratazione superficiale e quindi la riflessione della luce. Sono utili prima di un'occasione, non come sostituto della routine.

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Situazioni particolari

  • Dopo l'estate: il quadro è dominato da barriera indebolita e disidratazione. Il protocollo specifico è nell'articolo su come rigenerare la pelle spenta a settembre.
  • Periodi di stress prolungato: entra in gioco la componente ormonale, con effetti su barriera e microcircolo. Ne ho scritto in pelle stanca e spenta da stress.
  • Pelle maschile: più spessa, con turnover e produzione sebacea diversi, e spesso trattata solo dopo la rasatura. Il percorso è in pelle spenta uomo.
  • Chi punta all'effetto vetro: la logica coreana lavora quasi tutta su idratazione e regolarità della superficie, ed è coerente con quanto descritto qui. La guida è in glass skin.
  • Effetto immediato con il make-up: legittimo, ma è un'altra cosa. La differenza fra luminosità cosmetica e luminosità della pelle è spiegata nell'articolo sull'illuminante viso.

Domande frequenti

In quanto tempo si vede un miglioramento?

Sulla componente di idratazione, pochi giorni. Sul turnover, due o tre settimane. Sulla glicazione e sul danno ossidativo accumulato si ragiona in mesi, e l'obiettivo realistico è rallentare, non annullare.

Serve un prodotto specifico "illuminante"?

Non necessariamente. Nella maggior parte dei casi la luminosità torna correggendo idratazione ed esfoliazione, cioè con prodotti che non si chiamano illuminanti. Un siero antiossidante ha senso come strato successivo, non come primo intervento.

L'alimentazione incide?

Sulla glicazione sì, in modo documentato: picchi glicemici frequenti accelerano la formazione dei prodotti finali di glicazione. Non è una dieta miracolosa per la pelle, è un fattore fra gli altri.

Perché la pelle sembra più spenta d'inverno?

Aria secca, riscaldamento e sbalzi termici aumentano la perdita d'acqua transepidermica. È disidratazione dello strato corneo, non un peggioramento strutturale.

Le fonti di questo articolo

  1. Matts PJ, Fink B. Chronic sun damage and the perception of age, health and attractiveness. Photochemical & Photobiological Sciences, 2010.
  2. Gkogkolou P, Böhm M. Advanced glycation end products: key players in skin aging? Dermato-Endocrinology, 2012.
  3. Rinnerthaler M, Bischof J, Streubel MK et al. Oxidative stress in aging human skin. Biomolecules, 2015.
  4. Rawlings AV, Harding CR. Moisturization and skin barrier function. Dermatologic Therapy, 2004.
  5. Proksch E, Brandner JM, Jensen JM. The skin: an indispensable barrier. Experimental Dermatology, 2008.

Sul sito: trattamenti illuminanti viso · trattamenti idratanti viso

Elisa Avalle è la fondatrice di LeLang Skin Care, specializzata in dermocosmetica all'Universitat de Barcelona