Liquirizia e glabridina: cosa fanno sulle macchie
Glossario ingredienti

Liquirizia e glabridina: cosa fanno sulle macchie

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

5 min di lettura

Nelle formule per le macchie compare spesso un estratto di liquirizia, e quasi sempre viene raccontato come ingrediente lenitivo. È vero solo a metà: la parte interessante di questa radice, quando si parla di discromie, è una molecola liposolubile che si chiama glabridina.

La liquirizia fa due lavori diversi con due frazioni diverse. La glabridina, liposolubile, interferisce con la tirosinasi. L'acido glicirretico, idrosolubile, è la parte antinfiammatoria. Un estratto che non dichiara in cosa è titolato non permette di sapere quale delle due state comprando.

Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.

[INDICE:h2]

Che cos'è

Si ricava dalla radice di Glycyrrhiza glabra. Nell'INCI si legge come Glycyrrhiza Glabra Root Extract, oppure nelle forme purificate come Dipotassium Glycyrrhizate, che è il sale dell'acido glicirretico e serve tutt'altro scopo.

La glabridina è un isoflavano presente in quantità molto piccole, e si concentra nella frazione oleosa della radice. Da qui una conseguenza pratica: un estratto acquoso di liquirizia, per quanto buono, ne contiene poca o nessuna.

Perché interessa nelle discromie

La glabridina inibisce la tirosinasi, l'enzima che avvia la produzione di melanina. Rispetto ad altri inibitori ha un vantaggio riconosciuto in letteratura: lo fa senza la citotossicità verso i melanociti che caratterizza le molecole più aggressive. È un attivo che rallenta un processo, non che danneggia una cellula.

C'è poi una seconda ragione, meno citata e forse più importante. Molte macchie non nascono dal sole ma da un'infiammazione precedente: un brufolo, una ceretta, una scottatura, un trattamento estetico. In quei casi la componente antinfiammatoria della radice lavora sulla causa, mentre l'inibitore della tirosinasi lavora sull'effetto. È raro trovare le due cose nella stessa pianta.

Il limite: la titolazione

Qui sta il punto onesto. La quantità di glabridina in un estratto varia enormemente con l'origine della radice e con il metodo di estrazione, e l'etichetta non la riporta mai: l'INCI dichiara la pianta e la parte usata, non quanto principio attivo c'è dentro.

Significa che due prodotti con lo stesso ingrediente dichiarato possono comportarsi in modo completamente diverso. È un'informazione che si ottiene solo dal produttore, ed è la stessa ragione per cui, sugli estratti vegetali, diffido delle classifiche di ingredienti: la specie dice poco, la titolazione dice tutto.

Con cosa si combina

La logica del cluster delle macchie è sempre la stessa: si colpisce la catena in più punti. La liquirizia sta bene con l'acido kojico e con l'alfa-arbutina, che lavorano sullo stesso enzima per vie diverse, e con la niacinamide, che agisce più a valle.

Sul melasma, dove entra anche una componente vascolare, il ragionamento è diverso e l'ho sviluppato parlando dell'acido tranexamico.

Un cosmetico non tratta alcuna condizione clinica e non può dichiararlo, secondo il Regolamento CE 1223/2009 e il Regolamento UE 655/2013. Macchie che compaiono all'improvviso, che cambiano forma, colore o dimensione, o iperpigmentazioni estese vanno valutate dal medico.

Quando cercarla

  1. Su pelle reattiva, dove gli attivi più decisi non sono tollerati: è fra le opzioni più gentili della categoria.
  2. Sulle macchie post-infiammatorie, dove serve lavorare anche sull'infiammazione che le ha prodotte.
  3. In formule combinate, non da sola: l'effetto è reale ma modesto, e sommarlo ad altri meccanismi è l'unico modo per renderlo visibile.
  4. In autunno e in inverno, quando l'irraggiamento cala e un trattamento può arrivare in fondo alle sue otto-dodici settimane.

SPOT DEFENCE 50 SPF

SPOT DEFENCE 50 SPF Siero protezione solare viso SPF 50 anti-macchia Con vitamina C incapsulata, glicogeno vegetale e fermenti postbiotic... Scopri SPOT DEFENCE 50 SPF

Se non sapete di che tipo è la vostra macchia, i farmacisti partner LeLang possono guardarla con voi: dal tipo dipende tutto il resto.

Non sai da dove partire con le macchie?

Prenota una consulenza virtuale gratuita: valutiamo insieme la tua pelle e costruiamo un protocollo su misura.

Prenota la tua consulenza

Domande frequenti

Cos'è la glabridina?

La glabridina è un isoflavano presente in piccolissime quantità nella radice di liquirizia, Glycyrrhiza glabra, e si concentra nella sua frazione oleosa. È la parte della pianta che interessa quando si parla di macchie, perché interferisce con la tirosinasi, l'enzima che avvia la produzione di melanina. Per questo un estratto acquoso di liquirizia ne contiene poca o nessuna.

A cosa serve la liquirizia nei cosmetici?

Svolge due lavori con due frazioni diverse. La glabridina, liposolubile, rallenta la produzione di melanina agendo sulla tirosinasi, senza la citotossicità verso i melanociti tipica delle molecole più aggressive. L'acido glicirretico, idrosolubile, ha invece un'azione antinfiammatoria. In etichetta il suo sale compare come Dipotassium Glycyrrhizate, da non confondere con la glabridina.

Perché la liquirizia è indicata per le macchie dopo un brufolo?

Perché molte macchie nascono da un'infiammazione precedente, come un brufolo, una ceretta o una scottatura. In questi casi la componente antinfiammatoria della radice lavora sull'origine della macchia, mentre la glabridina lavora sulla produzione del pigmento. Trovare le due azioni nella stessa pianta è raro, ed è ciò che rende la liquirizia interessante sulle discromie post-infiammatorie.

Come si capisce quanta glabridina contiene un prodotto?

Dall'etichetta non si può: l'INCI dichiara la pianta e la parte usata, non la quantità di principio attivo. Il contenuto di glabridina varia molto con l'origine della radice e con il metodo di estrazione, quindi due prodotti con lo stesso ingrediente dichiarato possono comportarsi in modo diverso. Il dato sulla titolazione si ottiene solo dal produttore.

La liquirizia va bene per la pelle sensibile?

Sì, è fra le opzioni più delicate per chi ha macchie e una pelle reattiva che non tollera attivi più decisi. L'effetto sul pigmento è reale ma modesto, quindi rende di più in formule combinate con acido kojico, alfa-arbutina o niacinamide. Il periodo ideale è l'autunno e l'inverno, con una protezione solare quotidiana e un trattamento di otto-dodici settimane.

Le fonti di questo articolo

  1. Letteratura di rassegna sugli inibitori vegetali della tirosinasi: glabridina, attività enzimatica e profilo di citotossicità.
  2. Rivas S., Pandya A.G. (2013). "Treatment of melasma with topical agents, peels and lasers: an evidence-based review". American Journal of Clinical Dermatology, vol. 14, n. 5, pp. 359-376.
  3. Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici.
  4. Regolamento (UE) n. 655/2013 della Commissione, criteri comuni per la giustificazione delle dichiarazioni relative ai prodotti cosmetici.

Sul sito: Arbutina · Acido kojico · Discromie cutanee