L'ordine della skincare: cosa viene prima e cosa può aspettare
Consigli di beauty routine

L'ordine della skincare: cosa viene prima e cosa può aspettare

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

4 min di lettura

Le domande che ricevo più spesso riguardano quasi sempre l'ultimo gradino: quale siero, quale retinolo, quale vitamina C. Quasi mai il primo, che è il detergente. Ed è il motivo per cui molte routine costose danno risultati modesti.

La cura della pelle ha una gerarchia, non un elenco. In dermatologia cosmetica viene rappresentata come una piramide: alla base le cose che valgono per tutti, in cima quelle che valgono per qualcuno. Ogni gradino regge quello sopra, e saltare la base non si compensa spendendo di più sul vertice. Qui trovate l'ordine; i passaggi pratici mattina e sera sono nell'articolo sulla routine giorno e notte.

Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.

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Primo gradino: la detersione

È il passaggio che tutti fanno e quasi nessuno sceglie. Eppure è l'unico che, se sbagliato, peggiora la pelle invece di lasciarla com'era: un detergente troppo aggressivo toglie insieme allo sporco anche i lipidi che tengono insieme lo strato corneo.

Il criterio è semplice. Dopo aver deterso, la pelle non deve tirare. Quella sensazione di pulito che stringe non è pulizia riuscita, è barriera intaccata, e va avanti per ore.

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Se usate trucco resistente o protezione solare alta, la doppia detersione serve alla sera, non al mattino.

Secondo gradino: idratazione e barriera

Sopra la detersione viene il mantenimento: trattenere acqua, reintegrare i lipidi, lasciare la superficie in condizioni di lavorare. È la parte meno appariscente e quella che cambia di più l'aspetto immediato della pelle, perché una superficie ben idratata riflette la luce in modo diverso.

Qui rientra anche la scelta della texture, che non è una questione di gusto ma di stagione e di tipo di pelle. Le differenze fra i formati le ho spiegate parlando di siero e crema.

Terzo gradino: la fotoprotezione

È il gradino su cui non tratto. Tutto quello che sta sopra lavora sui segni; la protezione solare lavora sulla causa, ed è il singolo gesto con il rapporto più alto fra sforzo e risultato di tutta la piramide.

Vale tutto l'anno, non solo d'estate, e vale anche in città. Il quadro completo dei fattori esterni che agiscono sulla pelle è nell'articolo sull'esposoma cutaneo; la scelta pratica del prodotto è nella guida alla protezione solare.

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Quarto gradino: gli attivi mirati

Retinoidi, vitamina C, acidi esfolianti, peptidi, depigmentanti. Qui si concentra il 90% delle conversazioni e delle spese, e nella gerarchia stanno al quarto posto.

Non perché non funzionino. Perché funzionano a condizione che i tre gradini sotto siano a posto: un acido su una barriera già compromessa da una detersione sbagliata non dà un risultato migliore, dà irritazione. E un attivo antimacchia senza fotoprotezione è lavoro fatto e disfatto ogni giorno.

Regola pratica: un attivo nuovo per volta, e il tempo di capire come risponde la pelle prima di aggiungerne un altro.

Quinto gradino: la correzione cosmetica

Fondotinta, correttori, prodotti coprenti. Non curano niente e non pretendono di farlo, ma stanno nella piramide a pieno titolo perché risolvono subito quello che i gradini sotto risolvono in mesi.

Il problema nasce quando diventano il primo gradino invece dell'ultimo, cioè quando si copre una pelle che andrebbe rimessa in ordine.

Perché l'ordine conta più dei prodotti

Gradino Per chi Se lo salti
Detersione Tutti, ogni giorno Comprometti tutto il resto
Idratazione e barriera Tutti, con texture diverse Pelle reattiva e tolleranza bassa agli attivi
Fotoprotezione Tutti, tutto l'anno Lavori sui segni mentre la causa continua
Attivi mirati Chi ha un problema specifico Nessun danno: rallenti soltanto
Correzione cosmetica Chi vuole un risultato immediato Nessuna conseguenza sulla pelle

Letta così, la piramide dice anche dove ha senso spendere. I primi tre gradini sono pochi prodotti usati tutti i giorni per anni: lì la qualità si sente. Il quarto è dove si compra di più e si usa di meno.

Un cosmetico non tratta alcuna condizione clinica e non può dichiararlo, secondo il Regolamento CE 1223/2009 e il Regolamento UE 655/2013. Acne, rosacea, dermatiti e ogni lesione che cambia aspetto vanno valutate dal medico.

Come si costruisce una routine partendo dal basso

  1. Sistemate la detersione. Un solo prodotto, adatto alla vostra pelle, per due settimane.
  2. Aggiungete l'idratazione giusta per la stagione, e valutate dopo dieci giorni.
  3. Rendete quotidiana la protezione solare. È il passaggio che dà più risultato e costa meno fatica.
  4. Solo ora scegliete l'attivo, uno, sul problema che vi interessa davvero.

Se non sapete a che gradino siete, i farmacisti partner LeLang guardano la pelle e lo capiscono in due minuti: è il tipo di valutazione che non si fa leggendo un'etichetta.

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Le fonti di questo articolo

  1. Draelos Z.D. (a cura di). Cosmetic Dermatology: Products and Procedures, Wiley-Blackwell: impostazione gerarchica della cura cosmetica della pelle.
  2. Letteratura sulla funzione barriera dello strato corneo e sugli effetti dei tensioattivi sui lipidi cutanei.
  3. Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici.
  4. Regolamento (UE) n. 655/2013 della Commissione, criteri comuni per la giustificazione delle dichiarazioni relative ai prodotti cosmetici.

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