Scaglie bianche che cadono sulle spalle di una giacca scura. Oppure squame più grandi, giallastre, che restano attaccate ai capelli vicino alla radice. È sempre forfora, ma non è la stessa cosa, e usare lo shampoo sbagliato è il motivo più comune per cui non passa.
In sintesi
- La forfora è una desquamazione eccessiva del cuoio capelluto, senza infiammazione evidente. Riguarda moltissime persone ed è più frequente dall'adolescenza in poi.
- C'entra un lievito che vive su tutti i cuoi capelluti, la Malassezia: in alcune persone il cuoio capelluto reagisce alla sua presenza rinnovandosi troppo in fretta.
- Forfora secca: scaglie piccole e bianche che cadono. Forfora grassa: squame giallastre, untuose, che restano attaccate ai capelli.
- Lo shampoo antiforfora funziona se contiene gli attivi giusti, se resta in posa qualche minuto e se si usa con costanza.
Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.
[INDICE:h2]
Che cos'è la forfora
La pelle del cuoio capelluto si rinnova di continuo, come quella del resto del corpo: le cellule più superficiali si staccano in modo invisibile. Nella forfora questo ricambio accelera e le cellule si staccano in gruppi, abbastanza grandi da vedersi come scaglie.
La differenza con altre condizioni che desquamano sta nell'assenza di un'infiammazione evidente: il cuoio capelluto con la forfora non è arrossato e non presenta placche. Se il rossore c'è, si parla di dermatite seborroica, che è la stessa condizione in forma più intensa e riguarda spesso anche il viso. Ne parliamo nell'approfondimento sulla dermatite seborroica del viso.
Le cause della forfora
La causa non è una sola. La ricerca descrive tre fattori che agiscono insieme:
- La Malassezia, un lievito che vive normalmente sul cuoio capelluto di tutti e si nutre del sebo. Scompone i grassi del sebo e libera acidi grassi, come l'acido oleico, che su alcune persone risultano irritanti.
- Il sebo, che è il nutrimento della Malassezia. Per questo la forfora compare di più nelle zone ricche di ghiandole sebacee: fronte, tempie, dietro le orecchie, nuca.
- La sensibilità individuale: a parità di Malassezia, alcune persone reagiscono accelerando il ricambio della pelle, altre no. È il motivo per cui la forfora non è contagiosa e non dipende dalla scarsa igiene.
La peggiorano lo stress, i cambi di stagione, l'umidità e l'occlusione: capelli raccolti ancora bagnati, caschi e cappelli portati a lungo. Sull'equilibrio fra la pelle e i microrganismi che la abitano c'è l'approfondimento sul microbioma cutaneo.
Forfora secca e forfora grassa: come distinguerle
| Forfora secca | Forfora grassa | |
|---|---|---|
| Scaglie | Piccole, bianche o grigiastre, secche | Più grandi, giallastre, untuose |
| Dove si vedono | Cadono sulle spalle o restano in superficie | Restano attaccate ai capelli e alla radice |
| Cuoio capelluto | Opaco, ruvido, tira | Lucido, untuoso, a volte arrossato |
| Prurito | Assente o lieve | Più frequente |
| Chi colpisce di più | Più comune nelle donne | Più comune negli uomini e negli adolescenti |
Attenzione a non confondere la forfora secca con il cuoio capelluto secco. Se le scaglie sono sottilissime, il cuoio capelluto tira dopo lo shampoo e peggiora con il freddo, il problema può essere la secchezza, non la Malassezia. In quel caso lo shampoo antiforfora non serve: servono detergenti delicati e prodotti che nutrano la pelle.
Come scegliere lo shampoo antiforfora
Uno shampoo antiforfora efficace di solito combina più attivi con funzioni diverse. Quelli da cercare nell'INCI:
| Funzione | Attivi | Cosa fanno |
|---|---|---|
| Contro la Malassezia | Piroctone olamina, climbazolo, acido undecilenico e suoi derivati | Riducono la proliferazione del lievito |
| Rallentano il ricambio | Disolfuro di selenio | Frena la desquamazione, utile nelle forme ostinate |
| Staccano le squame | Acido salicilico, urea | Sciolgono le squame e aiutano gli altri attivi a raggiungere la pelle |
| Regolano il sebo (forfora grassa) | Zinco, zolfo, olio di scisto | Riducono l'untuosità |
| Calmano il prurito | Bisabololo, avena, calendula | Leniscono la pelle irritata |
Una nota utile: la piritione di zinco, per anni l'attivo antiforfora più diffuso, è vietata nei cosmetici in Europa dal 1° marzo 2022. Se la trovi in un vecchio flacone o in un prodotto acquistato fuori dall'Unione, sappi che non è più ammessa.
Per la forfora secca conviene aggiungere agli attivi anche sostanze idratanti, come glicerina e pantenolo. Per quella grassa sono utili i regolatori del sebo, e vanno evitati gli shampoo 2 in 1, che aggiungono sostanze condizionanti alla radice. Chi ha i capelli colorati sappia che alcuni attivi a base di zolfo possono schiarire leggermente il colore.
Sugli attivi citati ci sono gli approfondimenti del glossario: acido salicilico, urea, bisabololo.
Come usarlo perché funzioni
- Sul cuoio capelluto, non sulle lunghezze: è lì che serve. Massaggia con i polpastrelli, mai con le unghie.
- Lascialo in posa due-tre minuti prima di risciacquare. Uno shampoo tolto subito lascia agli attivi pochi secondi di contatto.
- Acqua tiepida: l'acqua calda irrita un cuoio capelluto già reattivo.
- All'inizio usalo a ogni lavaggio, di solito due o tre volte a settimana. Quando la forfora migliora, alternalo con uno shampoo delicato.
- Non sospenderlo di colpo: diradare l'uso poco per volta riduce il rischio che la forfora torni.
Nelle forme più marcate si possono aggiungere una lozione da lasciare sul cuoio capelluto, che resta a contatto più a lungo dello shampoo, e una maschera esfoliante una volta a settimana.
Le abitudini che aiutano
- Non raccogliere i capelli né andare a dormire con i capelli bagnati: umidità e occlusione favoriscono la Malassezia.
- Asciugare bene la nuca e la zona dietro le orecchie, tenendo il phon a una certa distanza.
- Lavare spesso l'interno di cappelli, cuffie e caschi, e non scambiarli.
Quando serve il medico
La forfora è una condizione cosmetica e di solito risponde bene a uno shampoo adatto. È il caso di sentire il medico o il dermatologo se:
- dopo quattro-sei settimane di uso corretto non c'è miglioramento;
- il cuoio capelluto è arrossato, brucia o prude molto;
- compaiono placche spesse, argentee o ben delimitate, oppure squame sul viso, sulle sopracciglia o ai lati del naso;
- ci sono croste, perdita di capelli a chiazze o dolore.
Dermatite seborroica, psoriasi, eczemi e infezioni possono somigliare alla forfora e vanno riconosciuti dal medico.
Domande frequenti
La forfora dipende da poca igiene?
No. La Malassezia vive su tutti i cuoi capelluti e la forfora dipende da come la pelle reagisce alla sua presenza. Lavarsi più spesso con uno shampoo qualunque non la risolve e a volte la peggiora.
La forfora è contagiosa?
No. Il lievito coinvolto è già presente su tutti. Non scambiare cappelli e spazzole è una buona regola di igiene, ma non si “prende” la forfora da qualcuno.
Perché la forfora torna?
Perché la predisposizione resta. Lo shampoo tiene sotto controllo la Malassezia e la desquamazione, ma non cambia il modo in cui la pelle reagisce. È per questo che conviene continuare con un uso di mantenimento, alternato a uno shampoo delicato.
Lo shampoo antiforfora va bene anche per il cuoio capelluto secco?
No. Sul cuoio capelluto secco, senza Malassezia in eccesso, uno shampoo antiforfora può seccare ancora di più. Prima di sceglierlo conviene capire di che desquamazione si tratta.
Il passaggio successivo
Se non sei sicura di che forfora si tratti, osserva le scaglie per qualche giorno: colore, dimensione, se cadono o restano attaccate. Il farmacista delle farmacie e parafarmacie partner LeLang può aiutarti a riconoscerla e a scegliere lo shampoo adatto.
Le fonti di questo articolo
- DeAngelis Y.M. et al. (2005). "Three etiologic facets of dandruff and seborrheic dermatitis: Malassezia fungi, sebaceous lipids, and individual sensitivity". Journal of Investigative Dermatology Symposium Proceedings, vol. 10, n. 3, pp. 295-297.
- Borda L.J., Wikramanayake T.C. (2015). "Seborrheic dermatitis and dandruff: a comprehensive review". Journal of Clinical and Investigative Dermatology, vol. 3, n. 2.
- Ranganathan S., Mukhopadhyay T. (2010). "Dandruff: the most commercially exploited skin disease". Indian Journal of Dermatology, vol. 55, n. 2, pp. 130-134.
- Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici e successive modifiche, in particolare il Regolamento (UE) 2021/1902 sulle sostanze CMR.
Da dove continuare: Dermatite seborroica del viso · Caduta dei capelli in autunno · Microbioma cutaneo

