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Papaya e papaina, enzima esfoliante per la pelle
Glossario ingredienti

Papaina: come funziona il peeling enzimatico viso

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

5 min di lettura

La papaina è l'enzima su cui si basa quasi tutta la categoria dei peeling enzimatici, eppure è uno degli ingredienti meno spiegati della cosmetica. Chi la cerca online trova soprattutto prodotti da comprare, raramente qualcuno che dica come funziona — e soprattutto in cosa si distingue davvero da un acido esfoliante.

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Che cos'è la papaina

La papaina è un enzima proteolitico, cioè una proteina capace di tagliare altre proteine. Si estrae dal lattice del frutto acerbo di Carica papaya, incidendo la buccia e raccogliendo il liquido che ne fuoriesce, che viene poi essiccato e purificato.

Appartiene alla classe delle proteasi cisteiniche: nel sito attivo dell'enzima c'è un residuo di cisteina che partecipa direttamente alla rottura del legame peptidico. È lo stesso meccanismo per cui la papaya viene usata da secoli per intenerire la carne — la stessa reazione, applicata a un substrato diverso.

In INCI compare come Papain.

Come agisce la papaina sulla pelle

Le cellule morte dello strato corneo non se ne vanno da sole: restano ancorate da giunzioni proteiche chiamate desmosomi. Un'esfoliazione consiste sempre, in un modo o nell'altro, nell'indebolire quei legami.

La papaina lo fa tagliando direttamente le proteine che compongono quelle giunzioni. Non serve attrito meccanico come nello scrub, e non serve abbassare il pH della pelle come con gli acidi.

C'è una qualità che nessun altro metodo possiede: l'enzima lavora finché trova substrato, e quando le proteine disponibili sono terminate si ferma da solo. L'esfoliazione enzimatica è autolimitante per costruzione, e non può andare oltre il necessario nemmeno lasciandola in posa più a lungo.

Rispetto ad altri enzimi la papaina lavora inoltre su un intervallo di pH più ampio, il che la rende più semplice da stabilizzare all'interno di una formula.

Peeling enzimatico e peeling agli acidi: le vere differenze

Qui c'è un equivoco che circola parecchio, e vale la pena chiarirlo.

Enzimi Acidi (AHA e BHA)
Come agiscono Tagliano le proteine dei desmosomi Indeboliscono i legami abbassando il pH
pH della formula Vicino al fisiologico Acido, necessariamente
Profondità Superficiale Variabile secondo acido e concentrazione
Autolimitazione Sì, l'enzima si esaurisce No, dipende da tempo e concentrazione
Fotosensibilizzazione Non caratteristica Sì, protezione solare indispensabile

Attenzione però a una semplificazione diffusa: si legge spesso che « il peeling enzimatico non contiene acidi ». Non è automatico. Molte formule in commercio associano enzimi e acidi nello stesso prodotto, e in quel caso valgono le precauzioni degli acidi. L'unico modo per saperlo è leggere l'INCI.

Papaina e bromelina: due enzimi, non uno

Compaiono quasi sempre insieme e vengono trattati come sinonimi, ma non lo sono.

La papaina viene dalla papaya, la bromelina dal gambo dell'ananas. Entrambe sono proteasi, ma riconoscono sequenze proteiche diverse: ciascuna taglia in punti che l'altra non riconosce.

È la ragione per cui in una formula ben costruita si trovano insieme: coprono un ventaglio più ampio di legami e distribuiscono il lavoro invece di concentrarlo su un solo tipo di bersaglio.

A cosa serve la papaina nella skincare

La papaina è la scelta d'elezione per chi vuole esfoliare ma non tollera scrub e acidi: grana irregolare, colorito spento, pelle che sembra non assorbire più nulla.

Si usa una o due volte a settimana, la sera, rispettando i tempi di posa indicati. La pelle appare più luminosa e ricettiva già dalla prima applicazione: è uno dei pochi trattamenti in cui il risultato non chiede settimane di attesa.

Nelle formule LeLang la papaina lavora accanto all'acido mandelico, l'AHA dalla molecola più grande e dall'azione più graduale. È un'associazione che permette di ottenere l'effetto esfoliante distribuendo il lavoro su due meccanismi diversi, invece di affidarlo alla forza di un solo attivo.

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Come conservare un prodotto alla papaina

È l'informazione che manca quasi ovunque, e riguarda la natura stessa dell'ingrediente.

Gli enzimi sono proteine, e come tutte le proteine si denaturano: il calore, la luce e il tempo ne riducono progressivamente l'attività. Un peeling enzimatico dimenticato in bagno d'estate, o tenuto oltre i tempi indicati dopo l'apertura, perde efficacia senza che nulla cambi nell'aspetto del prodotto.

La regola pratica è semplice: tenerlo lontano da fonti di calore, chiuderlo bene dopo l'uso e rispettare il periodo indicato sul PAO, il simbolo del barattolo aperto.

Chi deve fare attenzione

La papaina si estrae dal lattice della papaya, e questo ha una conseguenza concreta: chi è allergico al lattice può presentare una reattività crociata con alcuni frutti, papaya inclusa. È il fenomeno noto come sindrome lattice-frutta.

Chi ha una allergia nota al lattice o alla papaya conviene quindi provi il prodotto su una piccola area prima dell'uso regolare, e ne parli con il medico in caso di reazioni pregresse importanti.

Domande frequenti sulla papaina

Il peeling enzimatico va bene per la pelle sensibile?

È la via di esfoliazione più indicata quando scrub e acidi non sono tollerati, perché non richiede attrito né un pH acido. Resta comunque un trattamento esfoliante: su una pelle molto reattiva conviene iniziare con una applicazione a settimana e tempi di posa brevi.

Se lascio il peeling enzimatico in posa più a lungo funziona di più?

No, ed è uno dei vantaggi di questa tecnologia. L'enzima si esaurisce quando ha terminato il substrato disponibile: prolungare la posa non aumenta l'esfoliazione, aumenta solo il tempo di contatto con gli altri ingredienti della formula.

Ogni quanto si usa un peeling alla papaina?

Una o due volte a settimana è la frequenza abituale. Come per ogni esfoliante vale la regola di non sovrapporre due trattamenti nella stessa routine: se si usa il peeling, quella sera si salta l'acido o il retinolo.

La papaina fotosensibilizza come gli acidi?

La fotosensibilizzazione è una caratteristica tipica degli alfa-idrossiacidi, non degli enzimi. Detto questo, qualsiasi pelle appena esfoliata è più esposta: la protezione solare nei giorni successivi resta la scelta sensata, e diventa indispensabile se la formula associa enzimi e acidi.

Posso usare la polpa di papaya sul viso al posto del peeling?

La papaina si concentra nel lattice del frutto acerbo, non nella polpa matura che si mangia, e in una preparazione casalinga non c'è modo di sapere quanta ce ne sia né di controllarne il pH. Il risultato è imprevedibile e, su una pelle già reattiva, non necessariamente delicato.

Papaina e bromelina insieme sono troppo aggressive?

No: riconoscono sequenze proteiche diverse, quindi insieme distribuiscono il lavoro invece di sommarlo sullo stesso bersaglio. È un'associazione che nasce proprio per rendere l'esfoliazione più uniforme e meno concentrata.

Nel nostro glossario ingredienti trovi la scheda della papaina, con l'INCI e i prodotti LeLang che la contengono.