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La skincare non è solo l'uso di attivi come acido ialuronico, vitamina C o retinolo. È anche prendersi cura del pH della pelle e del suo microbioma: due elementi invisibili che decidono se la pelle apparirà luminosa ed elastica oppure sarà soggetta a imperfezioni e infiammazioni frequenti.
Che cos'è il pH della pelle
Il pH misura l'acidità o l'alcalinità su una scala da 0 a 14, dove 7 è il valore neutro. La pelle non ha un pH neutro: il suo valore fisiologico è leggermente acido e oscilla mediamente tra 4,5 e 5,5.
Questa acidità dipende dal film idrolipidico composto da sebo, amminoacidi e sudore, la pellicola che ricopre lo strato più superficiale dell'epidermide. Il cosiddetto mantello acido svolge tre funzioni:
- Barriera protettiva: il pH acido ostacola la proliferazione dei batteri patogeni.
- Equilibrio del microbioma: i microrganismi benefici prosperano in ambiente acido.
- Integrità strutturale: l'acidità regola gli enzimi che governano la desquamazione fisiologica.
Come capire qual è il pH della tua pelle
Non esiste un modo per conoscerlo con precisione a casa, ma ci sono tre livelli di approssimazione.
Le cartine indicatrici
Si trovano in farmacia e si applicano sulla pelle pulita e leggermente umida, almeno due ore dopo l'ultimo prodotto applicato. Danno un'indicazione di massima, non un valore attendibile: la lettura risente di sudore, residui di cosmetici e temperatura ambientale.
Il pHmetro cutaneo
È lo strumento usato in ambito professionale e dermatologico, con un elettrodo piatto appoggiato sulla cute. È il metodo accurato, ma è uno strumento da studio, non da bagno di casa.
I segnali che la pelle manda
Nella pratica quotidiana i sintomi dicono più di un numero. Se dopo la detersione la pelle tira per più di qualche minuto, il detergente è probabilmente troppo alcalino. Se compaiono ruvidità, prurito o desquamazione fine, il mantello acido è indebolito. Se invece la pelle brucia o si arrossa dopo peeling ripetuti, il pH può essersi spostato troppo verso l'acido.
Il pH cambia con il tipo di pelle
Il valore non è identico per tutti e varia anche in base alla zona del corpo.
- La pelle grassa tende a un pH più basso nelle zone seborroiche, per la maggiore presenza di acidi grassi liberi del sebo. Non significa però che tolleri detergenti alcalini: al contrario, la reazione compensatoria è più marcata.
- La pelle secca ha spesso un pH più alto, verso la neutralità, perché il film idrolipidico è più povero. È la condizione in cui i saponi alcalini fanno più danni.
- Con l'età il pH tende ad aumentare, e questo contribuisce alla maggiore fragilità della pelle matura.
- Nel neonato il pH è vicino alla neutralità e si acidifica nei primi mesi di vita.
Come il pH dei cosmetici influenza la pelle
Ogni prodotto applicato altera temporaneamente il pH cutaneo. Una pelle sana torna al valore ottimale in poche ore, ma l'uso ripetuto di prodotti inadeguati può sopraffare questa capacità di recupero.
- I detergenti dovrebbero avere un pH tra 4,5 e 5,5.
- I tonici nascono per riequilibrare il pH dopo la detersione. Sono una categoria diversa dai sieri, che veicolano attivi.
- Gli esfolianti AHA e BHA acidificano temporaneamente: un uso controllato sostiene il rinnovamento, ma vanno abbinati ad attivi lenitivi.
Una precisazione che vale la pena fare, perché in etichetta si legge spesso il contrario: il pH giusto non basta da solo a rendere delicato un detergente. Uno studio clinico pubblicato sull'International Journal of Cosmetic Science ha confrontato sistemi detergenti a pH cutaneo con sistemi a pH neutro e ha concluso che la delicatezza dipende dagli ingredienti e da come interagiscono con lo strato corneo a quel pH. Il valore è una condizione necessaria, non una garanzia.
Il pericolo dei detergenti alcalini
La detersione è il momento più critico. Molti saponi tradizionali hanno un pH marcatamente alcalino — spesso intorno a 9-10 — e possono compromettere il mantello acido, alterare il microbioma e lasciare la pelle senza difese.
Il ragionamento vale allo stesso modo per il corpo, dove però quasi nessuno ci pensa: il bagnoschiuma tocca una superficie enormemente più estesa del detergente viso, tutti i giorni. Su cosa distingue davvero un detergente corpo dall'altro — base lavante, pH ed emollienti — c'è l'articolo su shower gel, bagnoschiuma e docciaschiuma.
È il motivo per cui l'acne spesso peggiora quando si usano saponi aggressivi nel tentativo di "sgrassare": alzando il pH si indebolisce proprio la difesa che ostacolerebbe la proliferazione batterica. Più si aggredisce, più il problema si radica.
Come ripristinare l'equilibrio
Il primo passo è eliminare i saponi aggressivi, sostituendoli con detergenti oleosi o in crema a pH bilanciato.
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Cleansing Gentle Oil deterge per affinità senza alterare il pH fisiologico, grazie a oli leggeri come l'olio di vinaccioli e l'olio di nocciola.
Il secondo è sostenere la barriera con creme ricche di ceramidi e acidi grassi.
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Infine, un tonico riequilibrante applicato subito dopo la detersione aiuta a riportare il pH ai valori ottimali.
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Quanto ci vuole? Su una pelle sana il recupero dopo un lavaggio richiede da poche ore a mezza giornata. Se la barriera è già compromessa servono settimane di detersione corretta perché il mantello acido si ricostruisca stabilmente.
Domande frequenti
Qual è il pH migliore per la pelle?
Il pH fisiologico della pelle sana è leggermente acido, tra 4,5 e 5,5. I cosmetici che restano in questo intervallo, in particolare i detergenti, rispettano il mantello acido e non compromettono la barriera.
Come capire il pH della propria pelle?
Con cartine indicatrici da applicare su pelle pulita e umida, almeno due ore dopo l'ultimo prodotto: danno un'indicazione di massima. La misurazione accurata richiede un pHmetro cutaneo professionale. Nella pratica quotidiana contano di più i segnali: pelle che tira dopo il lavaggio, ruvidità o desquamazione indicano un pH alterato.
Come si ristabilisce il pH della pelle?
Sostituendo i saponi alcalini con detergenti a pH bilanciato, usando un tonico leggermente acido dopo la detersione e sostenendo la barriera con ceramidi e acidi grassi. Su una pelle già compromessa servono alcune settimane di costanza.
Il pH cambia se la pelle è grassa o secca?
Sì. La pelle grassa tende a valori più bassi nelle zone seborroiche, la pelle secca a valori più vicini alla neutralità. Il pH aumenta anche con l'età, ed è una delle ragioni della maggiore fragilità della pelle matura.
In conclusione
Il pH non è un numero da laboratorio: è la condizione che rende possibile una barriera cutanea forte e un microbioma attivo. Scegliere cosmetici che lo rispettano significa permettere alla pelle di difendersi da sola.
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Le fonti di questo articolo
01 Lambers H., Piessens S., Bloem A., Pronk H., Finkel P., « Natural skin surface pH is on average below 5, which is beneficial for its resident flora », International Journal of Cosmetic Science, 28(5), 2006, pp. 359-370 — studio multicentrico su 330 soggetti, pH dell'avambraccio sceso da 5,12 a 4,93 dopo 24 ore senza doccia e senza cosmetici
02 « Role of pH in skin cleansing », International Journal of Cosmetic Science, 2021 — studio clinico con protocollo Forearm Controlled Application Test, confronto fra sistemi detergenti a pH cutaneo e a pH neutro
Sul sito: il microbioma cutaneo · la barriera cutanea · guida ad AHA, BHA e PHA · shower gel, bagnoschiuma e docciaschiuma


