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Zincidone (Zinc PCA): come agisce sulla pelle grassa

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

6 min di lettura

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Chi convive con la pelle grassa conosce il circolo vizioso: si deterge di più per togliere l'unto, la pelle reagisce producendone ancora. Lo Zincidone® nasce per intervenire prima, sulla produzione stessa del sebo, invece che rincorrerla.

Che cos'è lo Zincidone

Lo Zincidone® è un complesso biominerale di origine 100% naturale che unisce zinco e L-PCA (acido L-pirrolidon carbossilico). In INCI si legge come Zinc PCA. Lo zinco porta l'azione seboregolatrice, l'L-PCA — una molecola fisiologica già presente nella pelle — ne migliora la penetrazione e sostiene l'idratazione. È sviluppato dai laboratori Solabia e certificato COSMOS.

L'L-PCA si ottiene per ciclizzazione dell'acido L-glutammico, un amminoacido di origine vegetale. La combinazione con lo zinco non è casuale: lo zinco da solo penetra poco, legato all'L-PCA diventa molto più disponibile. Il risultato è un attivo che lavora sull'eccesso di sebo senza il rovescio della medaglia tipico dei seboregolatori aggressivi, cioè la disidratazione.

La dose d'uso raccomandata dal produttore va dallo 0,1% all'1%, con stabilità a pH compreso tra 4 e 6.

Come agisce lo Zincidone sulla pelle grassa

Il meccanismo documentato è l'inibizione della 5-alfa-reduttasi, l'enzima che converte il testosterone in diidrotestosterone, l'ormone che stimola le ghiandole sebacee a lavorare di più. Meno attività di quell'enzima significa una produzione di sebo più misurata.

Accanto a questo, l'L-PCA sostiene la funzione della barriera cutanea, mantenendo la pelle idratata mentre si riduce l'oleosità. È la differenza tra opacizzare e seccare: nel primo caso la pelle resta confortevole, nel secondo reagisce producendo altro sebo.

I dati di efficacia

I dati che seguono provengono dal dossier di efficacia di Solabia, il produttore dell'attivo. Indichiamo sempre la fonte e le condizioni sperimentali dei numeri che riportiamo: distinguere un test in vitro da uno studio sulla pelle fa parte di una lettura corretta.

Inibizione della 5-alfa-reduttasi (studio in vitro)

Su fibroblasti umani pre-incubati con Zincidone®, l'attività anti 5-alfa-reduttasi è risultata superiore del 65% rispetto al controllo non trattato. Nello stesso test l'effetto è risultato maggiore di quello del cloruro di zinco a pari concentrazione: un elemento sperimentale che attribuisce all'L-PCA il merito della migliore penetrazione cutanea.

Attività seboregolatrice (studio in vivo)

Due gruppi da 16 volontarie tra i 19 e i 25 anni con pelle grassa hanno applicato per 28 giorni, due volte al giorno, su metà fronte, una crema placebo oppure una crema contenente l'1% di Zincidone®, confrontando ogni volta con la zona non trattata. La misurazione con sebumetro a 28 giorni ha rilevato una riduzione del sebo cutaneo di 22 µg/cm² nella zona trattata, mentre il placebo non ha prodotto effetti significativi.

Attenzione a un equivoco diffuso: quel 22 non è una percentuale, è una variazione assoluta espressa in microgrammi per centimetro quadrato. Lo precisiamo perché il dato circola spesso come "riduzione del sebo del 22%", che è un'altra cosa.

Riduzione della proliferazione batterica (studio in tubo)

Su Cutibacterium acnes inoculato in provetta con diluizioni crescenti di Zincidone®, la concentrazione minima inibente è risultata compresa tra lo 0,1% e lo 0,25%. Un secondo studio ha rilevato attività antimicrobica anche su altri microrganismi.

È un dato che merita una lettura precisa: si tratta di prove in provetta sulla materia prima, non di una misurazione sulla pelle. Descrivono il comportamento dell'ingrediente in laboratorio e spiegano perché Solabia lo classifichi come regolatore del sebo ad azione antibatterica; non equivalgono a un'azione rivendicabile dal prodotto finito sulla flora cutanea di chi lo usa.

A chi è utile

  • Pelle grassa: lucidità diffusa, pori visibili, trucco che scivola nel corso della giornata.
  • Pelle mista: zona T oleosa e guance normali o secche, dove serve un attivo che opacizzi senza disidratare il resto.
  • Pelle a tendenza acneica: come supporto cosmetico a una routine dedicata, anche in età adulta. Se le imperfezioni sono comparse dopo i trent'anni il quadro è diverso, e lo trovi nell'articolo sull'acne tardiva.
  • Cuoio capelluto e radici grasse: lo stesso principio vale sopra la fronte, dove il sebo in eccesso appesantisce i capelli.

Un chiarimento necessario: l'acne è una condizione dermatologica, non un semplice inestetismo. Un cosmetico ben formulato può accompagnare il percorso e migliorare l'aspetto della pelle, ma nelle forme infiammatorie, nodulari o persistenti il riferimento resta il dermatologo.

Con quali altri attivi funziona

Lo Zincidone® dà il meglio in associazione, perché ognuno degli attivi tipici della pelle impura lavora su un anello diverso della catena.

Attivo Su cosa lavora
Acido salicilico Entra nel poro e ne scioglie il contenuto: agisce sull'ostruzione già formata.
Azeloglicina® Derivato idrosolubile dell'acido azelaico: sebo e uniformità dell'incarnato.
Niacinamide Attenua i rossori e rinforza la barriera, compensando la secchezza.
Zincidone® Interviene a monte, sulla produzione del sebo.

Il contesto in cui questi attivi convivono, e il ruolo del microbioma cutaneo, sono approfonditi nell'articolo dedicato.

Lo Zincidone nelle formule LeLang

Acnerebal Serum unisce Zincidone®, acido salicilico e niacinamide: è il trattamento quotidiano per la pelle mista e grassa a tendenza impura.

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Acnerebal Cream completa il protocollo con una texture iperfluida e l'Azeloglicina®, per idratare senza appesantire.

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SkinPure Rebalance è la maschera purificante settimanale, dove lo Zincidone® lavora insieme all'argilla verde: l'argilla assorbe il sebo presente, lo Zincidone ne modera la produzione successiva.

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La sequenza completa per la pelle grassa è descritta nella routine per pelle grassa e pori dilatati.

Domande frequenti sullo Zincidone

Che cos'è lo Zincidone in INCI?

In etichetta si legge Zinc PCA. Zincidone® è il nome commerciale del complesso sviluppato da Solabia, mentre Zinc PCA è la denominazione ufficiale della molecola: il sale di zinco dell'acido pirrolidon carbossilico.

In quanto tempo si vedono i risultati?

Nello studio del produttore la misurazione è stata fatta a 28 giorni di applicazione due volte al giorno. È una tempistica coerente con il ciclo di rinnovamento cutaneo: prima di quattro settimane è difficile valutare un seboregolatore, e sospendere dopo dieci giorni è l'errore più comune.

Lo Zincidone secca la pelle?

È proprio la caratteristica che lo distingue: l'L-PCA è una molecola fisiologica della pelle con funzione idratante, quindi mentre lo zinco lavora sul sebo la componente PCA mantiene il comfort e sostiene la barriera. Resta comunque buona norma affiancare una crema leggera, anche sulla pelle grassa.

Lo Zincidone è di origine naturale?

Sì. Il produttore lo dichiara di origine 100% naturale secondo lo standard ISO 16128, con certificazione COSMOS. L'L-PCA deriva dall'acido L-glutammico, un amminoacido di origine vegetale.

Si può usare in gravidanza?

Lo Zinc PCA è un ingrediente cosmetico di uso comune, ma in gravidanza e allattamento la regola vale per qualsiasi routine: conviene sottoporre i prodotti al proprio ginecologo o dermatologo, soprattutto se nella stessa formula sono presenti altri attivi.

Zincidone o acido salicilico: quale scegliere?

Non sono alternativi, sono complementari. L'acido salicilico agisce sul poro già ostruito, lo Zincidone® sulla quantità di sebo prodotta. Se la pelle ha molti punti neri il salicilico è il primo passo; se il problema è la lucidità che torna poche ore dopo la detersione, lo Zincidone lavora sulla causa. Nelle formule ben costruite ci sono entrambi.

Va bene anche per i capelli grassi?

Sì, lo stesso principio si applica al cuoio capelluto, dove le ghiandole sebacee sono numerose. Si trova infatti in shampoo riequilibranti pensati per radici che si appesantiscono in fretta.

Fonti

  • Solabia Group, scheda tecnica e dossier di efficacia Zincidone®, ottobre 2020: studio in vitro su fibroblasti umani (5-alfa-reduttasi), studio in vivo su due gruppi di 16 volontarie per 28 giorni (sebumetria), studio in tubo per la determinazione della MIC su Cutibacterium acnes.
  • Denominazione INCI: Zinc PCA, database CosIng della Commissione Europea.

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