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Fiori e foglie di malva per gli estratti lenitivi
Glossario ingredienti

Malva per la pelle: cosa fa e per chi è indicata

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

4 min di lettura

Conosci quella sensazione di pelle che tira appena finisci di lavarti il viso? Quel momento in cui corri a mettere la crema non perché sia il passaggio successivo, ma perché la pelle te lo sta chiedendo. È esattamente il problema su cui la malva lavora — e il modo in cui lo fa è più interessante di quanto la sua reputazione da tisana lasci immaginare.

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Che cos'è la malva in cosmetica

La malva usata nei cosmetici è la Malva sylvestris, pianta della famiglia delle Malvaceae che cresce spontanea in tutta Europa. In INCI compare come Malva Sylvestris Extract o Malva Sylvestris Flower/Leaf Extract, a seconda della parte impiegata.

Quasi tutto quello che si legge sulla malva riguarda l'infuso: gola, stomaco, vie respiratorie. È un impiego legittimo ma diverso, e sulla pelle la pianta lavora con una logica sua.

Come agiscono le mucillagini della malva

Le mucillagini sono la componente che conta, e non sono semplici zuccheri: si tratta di polisaccaridi complessi — ramnosio, arabinosio, galattosio, glucosio e acido galatturonico — capaci di assorbire grandi quantità d'acqua e trasformarsi in gel.

Sulla pelle quel gel si distende in un film colloidale sottilissimo, e qui sta il punto che rende la malva diversa da un idratante qualsiasi: il film non si limita a trattenere acqua, la cede lentamente allo strato corneo nel corso delle ore. Non un'idratazione che si esaurisce in trenta minuti, ma un rilascio graduale.

È lo stesso principio per cui la malva viene usata sulle mucose: riveste, protegge e restituisce acqua poco per volta. Sulla pelle del viso l'effetto è una superficie che smette di tirare e resta confortevole a lungo.

Accanto alle mucillagini lavorano gli antociani — malvina e malvidina, i pigmenti che danno ai fiori il colore viola — con un contributo antiossidante contro i radicali liberi.

Malva o altea: quale differenza c'è davvero

Se leggi gli INCI con attenzione le trovi spesso vicine, e nessuno spiega perché. Sono entrambe Malvaceae ricche di mucillagini, ma non sono intercambiabili.

Malva Altea
Parte usata Foglie e fiori Radice
Componenti in più Antociani antiossidanti Mucillagini a concentrazione più alta
Dove rende meglio Creme e formule leave-on Detergenti e prodotti a risciacquo

In una formula pensata bene possono convivere: l'altea modera l'aggressività dei tensioattivi, la malva accompagna la pelle nelle ore successive.

Per chi è indicata la malva

La malva è l'ingrediente giusto se ti riconosci in almeno una di queste situazioni.

La tua pelle tira dopo la detersione e hai la sensazione che qualsiasi detergente sia troppo. La senti reattiva, si arrossa con il freddo, il vento o un prodotto nuovo. Oppure hai la pelle secca e ti accorgi che le creme ricche danno sollievo per un'ora e poi la sensazione torna.

In tutti e tre i casi il problema non è la mancanza di nutrimento: è una superficie che perde acqua troppo in fretta. Ed è esattamente ciò su cui il film colloidale della malva interviene.

La malva nelle formule LeLang

Nella nostra crema per pelli sensibili la malva lavora insieme ad altri lenitivi vegetali, ciascuno su un meccanismo diverso: mentre il bisabololo della camomilla agisce sui mediatori della reattività, la malva si occupa della superficie e del comfort che dura.

È il tipo di associazione che si costruisce in laboratorio quando l'obiettivo non è elencare ingredienti in etichetta, ma coprire tutti i fronti di una pelle che reagisce.

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Se non sei sicura che sia il prodotto adatto alla tua pelle, puoi parlarne direttamente con me in una consulenza di quindici minuti: spesso bastano due domande per capire se il problema è secchezza, disidratazione o una barriera da ricostruire, e sono tre percorsi diversi.

Come usare la malva nella routine

La malva non richiede tempi di posa né frequenze particolari: agisce all'interno del prodotto in cui è formulata, mattina e sera, tutti i giorni.

Il momento in cui rende di più è subito dopo la detersione, sulla pelle ancora leggermente umida: il film colloidale ha più acqua da trattenere e la cede più a lungo. È un dettaglio che cambia la resa di qualsiasi formula a base di mucillagini.

Domande frequenti sulla malva

La malva va bene per la pelle grassa?

Sì, e spesso è proprio la scelta giusta. Una pelle grassa può essere disidratata, e in quel caso il problema non sono i lipidi in eccesso ma l'acqua che manca. Le mucillagini idratano senza apportare grassi, quindi non appesantiscono.

Malva o acido ialuronico: quale idrata di più?

Lavorano in modo diverso e insieme rendono meglio. L'acido ialuronico richiama acqua negli strati superficiali, le mucillagini della malva formano il film che la trattiene. Uno porta, l'altro conserva.

La malva può dare allergia?

È fra gli ingredienti vegetali meglio tollerati e non appartiene alle Asteraceae, la famiglia responsabile della maggior parte delle allergie crociate in cosmetica. Come per ogni prodotto nuovo, su una pelle molto reattiva vale sempre la prova su una piccola area.

La malva colora la pelle?

No. Gli antociani dei fiori sono presenti in quantità minime e negli estratti cosmetici non hanno potere colorante sulla pelle.

Posso fare un impacco di malva in casa?

Un infuso raffreddato dà una sensazione di freschezza, ma è una preparazione acquosa senza conservanti: va usata subito e non conservata. La concentrazione di mucillagini, inoltre, non è controllabile. In una formula cosmetica l'estratto è titolato e stabilizzato, e il film che forma è prevedibile.

La malva si può usare sul contorno occhi?

Sì, è fra gli ingredienti più delicati e la zona perioculare lo tollera bene. Conviene comunque usare un prodotto formulato per il contorno occhi, che tiene conto della diversa sottigliezza della pelle.

Nel nostro glossario ingredienti trovi la scheda della malva, con l'INCI e i prodotti LeLang che la contengono.