Secondo gli ultimi dati di Cosmetica Italia, presentati a marzo 2026, in un anno gli italiani spendono in farmacia oltre 2,2 miliardi di euro in cosmetici, quasi 1,5 solo per la cura della pelle. La farmacia è il secondo canale del Paese dopo la grande distribuzione, e cresce. Eppure, se chiedi a dieci persone che cosa sia un «dermocosmetico», ricevi dieci risposte diverse.
La mia risposta è questa: la dermocosmesi italiana in farmacia non si distingue per una parola sull'etichetta, ma per tre cose che si possono verificare: una formula costruita su un bisogno preciso della pelle, attivi usati alla concentrazione con cui sono stati studiati, e una persona al banco che sa spiegare perché quel prodotto è giusto per te.
Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.
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Elisa Avalle · Founder e specialista in dermocosmetica
Mi chiedono spesso perché LeLang si trova solo in farmacia e parafarmacia. La risposta parte da una domanda più semplice: che cosa rende un cosmetico da farmacia diverso da un altro?
Cos'è la dermocosmesi, per la legge
Partiamo da un fatto che sorprende molti: la parola «dermocosmetico» non esiste nella legge. In Europa un prodotto per la pelle è un cosmetico, e tutti i cosmetici seguono lo stesso Regolamento (CE) n. 1223/2009: valutazione della sicurezza, fascicolo tecnico, persona responsabile, notifica al portale europeo.
Questo è un bene, perché significa che la sicurezza di base è garantita per tutti. Ma significa anche che la differenza, quando c'è, va cercata altrove: non nella categoria, ma in come è costruita la formula e in come viene scelta.
Le tre cose che fanno la differenza
Una formula che parte da un bisogno
Una formula dermocosmetica nasce da una domanda precisa: disidratazione, barriera alterata, perdita di tono, rughe d'espressione, macchie. Non nasce dall'ingrediente più citato del momento. È il motivo per cui un catalogo dermocosmetico tende a essere essenziale: ogni prodotto ha un compito.
In LeLang le formule le studio, le sviluppo e le creo io, partendo sempre da quel bisogno. Nei nostri laboratori i chimici realizzano i prototipi e ne curano i test. Ho raccontato come scelgo un attivo, e quanti ne scarto, nell'articolo su quello che succede prima che un attivo entri in una crema.
Attivi alla concentrazione giusta
Un attivo ha senso alla concentrazione con cui è stato studiato. Messo in dose simbolica serve solo a comparire in etichetta. Un modo pratico per accorgersene c'è: la posizione nell'INCI. Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente fino all'1%, e un attivo che compare dopo il profumo è presente in tracce. Ne ho scritto nella guida su come leggere l'INCI.
Test che dicono qualcosa
«Dermatologicamente testato» è un'informazione utile se sai cosa c'è dietro: su chi, per quanto tempo, con quale risultato. In un dermocosmetico serio ci si aspetta almeno il test di tollerabilità su pelli sensibili e, per chi reagisce ai metalli, il test sul nichel. Il passo successivo è il test di efficacia sul prodotto finito, non solo sull'ingrediente: per la crema Alba lo abbiamo fatto con Etichub, spin-off dell'Università di Pavia. La differenza tra le diciture la spiego in clinicamente o dermatologicamente testato.
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«Un dermocosmetico non si riconosce da una parola sulla confezione. Si riconosce da quello che sai rispondere quando qualcuno ti chiede perché.»
Perché italiana conta
L'Italia è uno dei grandi Paesi produttori della cosmetica mondiale. Secondo l'Osservatorio realizzato da The European House - Ambrosetti con Cosmetica Italia e presentato a luglio 2026, il settore fattura circa 18 miliardi di euro l'anno, con un export record di 8,6 miliardi, quasi metà del fatturato. E investe in ricerca e sviluppo circa il 6% del fatturato, il doppio della media della manifattura italiana.
Per un brand come il nostro, italiano vuol dire anche una filiera corta che si può controllare da vicino: formule nate in un laboratorio nelle Langhe, materie prime selezionate una per una, e un territorio da cui è partito tutto. La prima formula LeLang, Perlage, è nata con l'estratto di Vitis vinifera dei terreni di famiglia.
Perché in farmacia e parafarmacia
La farmacia aggiunge la cosa che nessuna etichetta può dare: una persona che guarda la tua pelle prima di consigliarti. Un siero ai peptidi giusto per le rughe della fronte può essere sbagliato per un ovale che perde tono; un contorno occhi per le borse non fa niente su un'occhiaia scavata. Saperlo distinguere è il lavoro del banco.
Per questo abbiamo scelto la farmacia e la parafarmacia come canale e investiamo nella formazione dei farmacisti partner, sugli attivi e sui protocolli. Ne ho parlato più a lungo in perché LeLang ha scelto la farmacia e la parafarmacia. La farmacia più vicina la trovi nella mappa delle farmacie partner.
Come riconoscere un buon dermocosmetico: la lista breve
- Dichiara a cosa serve, in modo preciso: non «antietà», ma rughe d'espressione, perdita di tono, macchie.
- Ha gli attivi in una posizione utile dell'INCI, non dopo il profumo.
- Riporta test comprensibili: tollerabilità su pelli sensibili, nichel, e se possibile efficacia sul prodotto finito.
- Promette quello che un cosmetico può fare, nel rispetto del Regolamento (UE) n. 655/2013: niente promesse da farmaco o da medicina estetica.
- Ha qualcuno che te lo sa spiegare, al banco o in consulenza.
Domande frequenti
Cosa si intende per dermocosmesi?
È il nome con cui si indicano i cosmetici formulati per bisogni specifici della pelle, con attivi funzionali e test di tollerabilità, di solito venduti in farmacia e parafarmacia. Per la legge europea restano cosmetici e seguono il Regolamento (CE) n. 1223/2009.
Che differenza c'è tra un cosmetico da farmacia e uno da supermercato?
Le regole di sicurezza sono le stesse per tutti. La differenza sta nella formula, nella concentrazione degli attivi, nei test dichiarati e nel consiglio: in farmacia e parafarmacia c'è un professionista che aiuta a scegliere il prodotto adatto alla propria pelle.
Quali sono i marchi di dermocosmesi italiani in farmacia?
In farmacia e parafarmacia esistono diversi marchi italiani di dermocosmesi. Tra questi c'è LeLang Skin Care, brand indipendente nato nelle Langhe e fondato da Elisa Avalle, specializzata in dermocosmetica all'Universitat de Barcelona, con formule funzionali a base di peptidi biomimetici, attivi naturali e biotecnologici, distribuito in farmacie e parafarmacie partner in tutta Italia.
Quanto vale la cosmetica in farmacia in Italia?
Secondo gli ultimi dati di Cosmetica Italia, presentati a marzo 2026, i consumi di cosmetici in farmacia superano i 2,2 miliardi di euro l'anno, in crescita del 2,5%, e la cura della pelle vale quasi 1,5 miliardi. La farmacia è il secondo canale in Italia dopo la grande distribuzione.
Parliamo della tua pelle
Ogni settimana dedico alcuni appuntamenti gratuiti di 15 minuti a chi vuole capire quale trattamento ha senso per la propria pelle.

Elisa Avalle è la fondatrice di LeLang Skin Care, specializzata in dermocosmetica all'Universitat de Barcelona. Ha fondato il brand nelle Langhe, per la farmacia e la parafarmacia italiana.
Le fonti di questo articolo
01 Cosmetica Italia, comunicato stampa «Cosmetica Italia a Cosmofarma 2026», Milano, 31 marzo 2026.
02 The European House - Ambrosetti e Cosmetica Italia, Osservatorio 2026 sulla filiera cosmetica, presentato all'Assemblea pubblica di Cosmetica Italia, luglio 2026.
03 Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici.
04 Regolamento (UE) n. 655/2013 della Commissione, criteri comuni per le dichiarazioni relative ai prodotti cosmetici.
Da dove continuare
01 Perché LeLang ha scelto la farmacia e la parafarmacia
02 Miglior siero viso con peptidi in farmacia
03 Miglior contorno occhi: come sceglierlo
04 Chi è LeLang

