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Donna che legge la lista degli ingredienti sul retro di un tubo di crema
La voce della Founder

Come leggere l'INCI: cosa dice davvero e cosa non dice

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

5 min di lettura

«Ho controllato, ha lo stesso INCI, quindi è uguale.» Me lo sento dire spesso, e in un certo senso è un bel segnale: vuol dire che hai smesso di fidarti del packaging e hai imparato a girare il flacone.

Il problema è che quella conclusione non regge. Due prodotti possono avere un elenco ingredienti quasi identico ed essere due formulazioni completamente diverse, con comportamenti diversi sulla pelle.

Non c'è nessun inganno dietro. L'INCI nasce per uno scopo preciso, e quello scopo non è raccontarti la formula: è permetterti di riconoscere una sostanza a cui sei già sensibilizzata. Serve a identificare, non a quantificare. Tutti gli equivoci nascono da qui.

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Elisa Avalle, fondatrice e CEO di LeLang Skin Care

Elisa Avalle · Founder e specialista in dermocosmetica

Saper leggere un'etichetta non ti rende meno capace di scegliere. Ti rende più difficile da convincere, che nel nostro settore è un ottimo punto di partenza.

Langhe, 13 settembre 2026

Che cos'è l'INCI

INCI sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients. È la nomenclatura che permette di indicare ogni ingrediente sempre con lo stesso nome, in qualunque paese il prodotto venga venduto. Serve a rendere l'informazione confrontabile e, soprattutto, a far riconoscere una sostanza a chi deve evitarla.

Le tre cose che l'INCI ti dice con certezza

  • Quali sostanze sono presenti nel prodotto, con il loro nome internazionale.
  • L'ordine decrescente di concentrazione, ma soltanto fino all'1%.
  • Gli allergeni delle fragranze soggetti a dichiarazione individuale, quando superano le soglie previste.

Quel dettaglio dell'1% è il più importante e il meno conosciuto. Gli ingredienti sopra l'1% vanno elencati dal più abbondante al meno abbondante. Sotto quella soglia l'ordine è libero: chi compila l'etichetta può disporli come preferisce.

Tradotto in pratica: un attivo che compare a metà lista potrebbe essere allo 0,9% oppure allo 0,05%. Dall'INCI non lo distingui, e non lo distingue con certezza nemmeno chi formula per mestiere.

«Sotto l'1% l'ordine è libero. È la riga di regolamento che spiega metà delle delusioni cosmetiche.»

Le quattro cose che l'INCI non dice

Le percentuali

Nessuna concentrazione viene dichiarata. Un prodotto può contenere un attivo alla dose indicata dalla scheda tecnica oppure a una frazione di quella dose, sufficiente solo per poterlo nominare. In entrambi i casi in etichetta leggi la stessa identica riga.

Quale versione dell'ingrediente

Sotto lo stesso nome INCI possono esserci materie prime molto diverse fra loro. Cambiano il peso molecolare, il grado di purezza, il metodo di estrazione, la forma libera o incapsulata, la stabilizzazione. Sono differenze che incidono sul comportamento sulla pelle e che possono far variare il costo della materia prima anche di dieci volte.

L'acido ialuronico è l'esempio più chiaro: alto e basso peso molecolare hanno lo stesso nome in etichetta e fanno due cose diverse.

Il processo produttivo

Nell'INCI non compare niente di come il prodotto è stato fatto. Ordine di aggiunta, temperature, tempi, omogeneizzazione, sistema emulsionante: sono questi a determinare stabilità, rilascio degli attivi e sensorialità. Due formule con gli stessi ingredienti, lavorate in modo diverso, danno due prodotti diversi — ed è anche il motivo per cui una crema pilla e un'altra no.

Il contesto

Un attivo non lavora mai da solo. Lavora dentro un sistema che può favorirne la penetrazione o ostacolarla, proteggerlo dall'ossidazione o lasciarlo degradare.

Il caso da manuale è la vitamina C, instabile per natura: affiancata da acido ferulico e vitamina E regge molto meglio. In etichetta vedi tre nomi. Quello che non vedi è che il terzo esiste per far funzionare il primo.

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Dupe e originali: perché non basta copiare la lista

Il ragionamento vale in pieno per i dupe, i prodotti pensati per assomigliare a un originale a un prezzo inferiore. Non sto dicendo che siano peggiori: a volte sono prodotti onesti a un prezzo giusto, e va benissimo così. Sto dicendo che «stesso INCI» è una somiglianza di etichetta, non una prova di equivalenza.

E la difficoltà di avvicinarsi a un originale non è uguale ovunque.

  1. Nei sieri avvicinarsi è più fattibile: sono sistemi spesso acquosi e relativamente semplici, con meno variabili in gioco.
  2. Nelle creme è molto più complicato, perché l'emulsione è il prodotto. La texture nasce dal processo, non solo dagli ingredienti.
  3. Nei profumi è complicatissimo, e chiunque abbia annusato un dupe accanto all'originale lo sa già.

Il prezzo non è una garanzia, in nessuna delle due direzioni

C'è un'ultima cosa che nell'INCI non si vede: quanto costano le materie prime. Un attivo dosato come si deve ha un costo incomprimibile, e questo fissa un pavimento — sotto una certa soglia di prezzo, certe formule non possono esistere.

Ma è un pavimento, non un soffitto. Mi capita di leggere etichette di cosmetici molto costosi e non trovarci quasi niente di significativo. Il prezzo alto non dimostra nulla: è solo un prezzo. Di come si decide se un attivo entra o no in una formula, e a quale costo, ho scritto nel pezzo su cosa succede prima che un attivo entri in una crema.

Come uso l'INCI io

Non lo uso per decidere se un cosmetico funziona, perché non può dirmelo. Lo uso per farmi tre domande.

  • Gli ingredienti che il prodotto promette stanno in una posizione compatibile con la promessa, o compaiono in fondo, dopo i conservanti?
  • La formula ha senso per il tipo di pelle a cui è destinata, o è costruita per fare bella figura in etichetta?
  • Il brand dichiara qualcosa di verificabile su concentrazioni e test, o si limita a nominare l'attivo?

Il resto va chiesto a chi il prodotto lo ha formulato, o a chi te lo consiglia. Ed è anche per questo che abbiamo scelto la farmacia: nelle farmacie che distribuiscono LeLang puoi portare anche i prodotti che già usi e farti leggere l'etichetta insieme a qualcuno. L'INCI ti dice cosa c'è dentro, non se quel prodotto ha senso per te — e quella seconda domanda è l'unica che conta davvero.

Se vuoi muoverti da sola fra le molecole, il punto di partenza è la guida agli ingredienti cosmetici.

Cosa penso davvero

Che l'INCI sia uno strumento prezioso, a patto di usarlo per quello che è. Ti dice quali materie prime sono state impiegate. Non ti dice quante, in che forma, lavorate come, né dentro quale sistema.

La conseguenza pratica è una sola: un elenco ingredienti non basta per decidere, e chi te lo presenta come una prova sta semplificando. Vale per chi vende un dupe dicendo che è identico, e vale anche per chi vende un prodotto costoso mostrandoti tre nomi altisonanti in copertina.

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Elisa Avalle, fondatrice e CEO di LeLang Skin Care

Elisa Avalle è la fondatrice di LeLang Skin Care, specializzata in dermocosmetica all'Universitat de Barcelona. Formula dalle Langhe per la farmacia italiana.

Da dove continuare

01 Cosa succede prima che un attivo entri in una crema
02 Guida agli ingredienti cosmetici
03 Acido ialuronico: alto o basso peso molecolare
04 Perché la crema pilla o lascia la pelle unta