Melanina: cos'è, come si forma e perché la pelle si abbronza e macchia
Consigli di beauty routine

Melanina: cos'è, come si forma e perché la pelle si abbronza e macchia

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

8 min di lettura

Una persona con la pelle molto chiara e una con la pelle molto scura hanno, a parità di zona del corpo, un numero simile di melanociti, le cellule che producono la melanina. La differenza di colore non sta in quante cellule ci sono, ma in quanta melanina producono, di che tipo e come la distribuiscono. È il punto di partenza per capire l'abbronzatura, le macchie e i limiti di qualsiasi cosmetico schiarente.

In sintesi

  • La melanina è il pigmento che dà colore a pelle, capelli e occhi, prodotto dai melanociti dello strato basale.
  • Esistono due forme principali: l'eumelanina, bruno-nera e più protettiva, e la feomelanina, rosso-gialla e meno protettiva.
  • Il colore della pelle dipende da quantità, tipo e distribuzione della melanina, non dal numero di melanociti.
  • L'abbronzatura è una risposta di difesa, ma protegge poco: non sostituisce la protezione solare.
  • Le macchie sono melanina prodotta o distribuita in modo irregolare; un cosmetico può intervenire su alcuni passaggi, non cancellarle da un giorno all'altro.

Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.

[INDICE:h2]

Dove nasce la melanina

I melanociti si trovano nello strato più profondo dell'epidermide, quello basale. Hanno prolungamenti simili a rami, i dendriti, con cui raggiungono le cellule vicine. Ogni melanocita è in contatto con alcune decine di cheratinociti: questo insieme viene chiamato unità epidermica melanica.

La melanina viene prodotta dentro piccoli organuli, i melanosomi, che maturano e vengono poi trasferiti ai cheratinociti. Una volta arrivati, si dispongono sopra il nucleo come un piccolo ombrello, a protezione del DNA dalla radiazione ultravioletta. La struttura degli strati della pelle è descritta in com'è fatta la pelle.

Come si forma: il ruolo della tirosinasi

Il punto di partenza è un aminoacido, la tirosina. Un enzima, la tirosinasi, la trasforma in passaggi successivi in DOPA e poi in dopachinone. Da qui la strada si divide:

  1. Eumelanina: si forma quando il dopachinone segue la via principale. È bruno-nera, assorbe bene la radiazione UV e neutralizza una parte dei radicali liberi.
  2. Feomelanina: si forma quando nella reazione entra la cisteina, un aminoacido che contiene zolfo. È rosso-gialla, prevale nelle pelli molto chiare e nei capelli rossi, e protegge meno. Sotto i raggi UV può anzi contribuire alla formazione di specie reattive dell'ossigeno.

La tirosinasi è il passaggio che limita la velocità di tutta la catena. Per questo molti ingredienti depigmentanti lavorano proprio su di lei, come si vede nel caso dell'idrochinone, vietato nei cosmetici, e dei suoi sostituti.

Perché le pelli hanno colori diversi

Bisogna distinguere: il numero di melanociti varia da una zona del corpo all'altra, ma è simile fra persone con pelle chiara e scura. Quello che cambia è:

  1. quanta melanina producono;
  2. il rapporto fra eumelanina e feomelanina;
  3. la dimensione e la distribuzione dei melanosomi: nelle pelli scure sono più grandi e sparsi uno a uno, nelle pelli chiare più piccoli e raggruppati.

Da queste differenze nasce la classificazione dei fototipi, che descrive come una pelle reagisce al sole.

L'abbronzatura: una difesa, non una protezione

Quando la pelle è esposta al sole, il colore cambia in due tempi.

La pigmentazione immediata

Compare in pochi minuti, soprattutto con gli UVA, e dura da qualche ora a qualche giorno. Non si forma nuova melanina: quella esistente si ossida e si ridistribuisce.

L'abbronzatura ritardata

Diventa visibile dopo alcuni giorni ed è legata soprattutto agli UVB. Qui i melanociti producono melanina nuova e la trasferiscono in quantità maggiore. È un segnale che la pelle ha registrato un danno e sta cercando di difendersi.

Il punto è che la protezione offerta da una pelle abbronzata è modesta, paragonabile a un filtro solare molto basso. Non basta a evitare scottature né fotoinvecchiamento, e per questo la protezione solare serve anche a chi si abbronza facilmente.

Non solo UV: luce visibile, ormoni, infiammazione

La melanina non risponde solo ai raggi ultravioletti. Nei fototipi più scuri anche la luce visibile può indurre una pigmentazione che dura a lungo; ne ho parlato nell'articolo sulla luce blu.

Gli ormoni, in particolare gli estrogeni, rendono i melanociti più reattivi: è il meccanismo alla base del melasma. E dopo un brufolo, un graffio o un'irritazione, l'infiammazione può lasciare una macchia scura che resta settimane o mesi.

Quando la melanina forma le macchie

Una macchia è melanina prodotta in eccesso o distribuita in modo irregolare in una zona precisa. Le forme più comuni sono le macchie solari, il melasma e le macchie che seguono un'infiammazione. Le differenze fra i vari tipi sono raccolte nella guida alle discromie cutanee e nell'articolo sull'iperpigmentazione.

Esiste anche il caso opposto: zone in cui la melanina manca, come nella vitiligine.

E nei capelli: perché diventano bianchi

Anche il colore dei capelli viene dalla melanina, prodotta dai melanociti che si trovano nel bulbo, alla base di ogni capello. Con una differenza rispetto alla pelle: il pigmento si forma solo nella prima parte della fase di crescita di ciascun capello, e si deposita soprattutto nella parte intermedia del fusto. La cuticola, lo strato esterno, resta trasparente.

Con gli anni i melanociti del follicolo si esauriscono e i capelli nuovi crescono senza pigmento: sono i capelli bianchi. L'effetto “grigio” è in genere il risultato di capelli bianchi mescolati a capelli ancora colorati. L'età in cui compaiono dipende soprattutto dalla genetica. Un ingrigimento molto precoce può associarsi a carenze, per esempio di vitamina B12, o a problemi della tiroide, e in quel caso va valutato dal medico.

Ad oggi nessun cosmetico riporta il colore in un capello già bianco: le colorazioni lo coprono, non lo ripristinano.

Un cosmetico agisce sugli strati superficiali della pelle e non tratta alcuna condizione clinica, secondo il Regolamento CE 1223/2009. Una macchia che cambia forma, colore o dimensione, che sanguina o che è comparsa da poco va sempre mostrata al dermatologo.

Dove può intervenire un cosmetico

La catena della melanina ha diversi anelli, e gli ingredienti cosmetici lavorano su punti diversi:

  1. Prevenire lo stimolo: la protezione solare quotidiana è la mossa più efficace.
  2. Rallentare la produzione: ingredienti che interferiscono con la tirosinasi.
  3. Ridurre il trasferimento dei melanosomi ai cheratinociti: è il meccanismo studiato per la niacinamide.
  4. Accelerare l'eliminazione della melanina già presente con un'esfoliazione delicata.
  5. Limitare lo stress ossidativo con antiossidanti come la vitamina C.

Servono costanza e tempo: il ricambio dell'epidermide richiede settimane, e i risultati si valutano sull'arco di mesi.

SPOT DEFENCE 50 SPF

SPOT DEFENCE 50 SPF Siero protezione solare viso SPF 50 anti-macchia Con vitamina C incapsulata, glicogeno vegetale e fermenti postbiotic... Scopri SPOT DEFENCE 50 SPF

Solare Viso SPF 50 Tascabile, Travel Size (5 pz)

Solare Viso SPF 50 Tascabile, Travel Size (5 pz) Solare viso SPF 50 tascabile in monodose Il problema non è mettere il solare. È riapplicarlo. Più piccolo di una cart... Scopri Solare Viso SPF 50 Tascabile, Travel Size (5 pz)

Domande frequenti

Cos'è la melanina?

La melanina è il pigmento che dà colore a pelle, capelli e occhi. È prodotta dai melanociti, cellule dello strato più profondo dell'epidermide, all'interno di piccoli organuli chiamati melanosomi. Questi vengono poi trasferiti alle cellule vicine, i cheratinociti, dove si dispongono sopra il nucleo come un piccolo ombrello e proteggono il DNA dalla radiazione ultravioletta.

Che differenza c'è fra eumelanina e feomelanina?

Sono le due forme principali di melanina. L'eumelanina è bruno-nera, assorbe bene i raggi UV e neutralizza una parte dei radicali liberi. La feomelanina si forma quando nella reazione entra la cisteina, ha un colore rosso-giallo e prevale nelle pelli molto chiare e nei capelli rossi. Protegge meno e sotto i raggi UV può contribuire alla formazione di specie reattive dell'ossigeno.

Perché le persone hanno colori di pelle diversi?

Non dipende dal numero di melanociti, che è simile fra pelli chiare e scure. Cambiano invece la quantità di melanina prodotta, il rapporto fra eumelanina e feomelanina e la dimensione e distribuzione dei melanosomi: nelle pelli scure sono più grandi e sparsi uno a uno, in quelle chiare più piccoli e raggruppati. Da queste differenze nasce la classificazione dei fototipi.

L'abbronzatura protegge dal sole?

Protegge poco. L'abbronzatura è una risposta di difesa in due tempi: una pigmentazione immediata, dovuta soprattutto agli UVA, in cui la melanina esistente si ossida, e un'abbronzatura ritardata, legata agli UVB, in cui si produce melanina nuova. La protezione che ne deriva è paragonabile a un filtro solare molto basso, quindi la protezione solare serve anche a chi si abbronza facilmente.

Perché si formano le macchie scure sulla pelle?

Una macchia è melanina prodotta in eccesso o distribuita in modo irregolare in una zona precisa. A stimolarla possono essere i raggi UV, la luce visibile nei fototipi più scuri, gli ormoni, come nel melasma, e l'infiammazione che segue un brufolo o un graffio. Una macchia che cambia forma, colore o dimensione, che sanguina o che è comparsa da poco va mostrata al dermatologo.

Il passaggio successivo

Se hai una macchia e non sai di che tipo sia, il primo passo è capirlo. Il farmacista delle farmacie e parafarmacie partner LeLang può aiutarti a impostare una routine e dirti quando è il caso di sentire il dermatologo.

Vuoi capire da dove partire?

Prenota una consulenza virtuale gratuita: valutiamo insieme la tua pelle e costruiamo un protocollo su misura.

Prenota la tua consulenza

Le fonti di questo articolo

  1. Costin G.E., Hearing V.J. (2007). "Human skin pigmentation: melanocytes modulate skin color in response to stress". The FASEB Journal, vol. 21, n. 4, pp. 976-994.
  2. Brenner M., Hearing V.J. (2008). "The protective role of melanin against UV damage in human skin". Photochemistry and Photobiology, vol. 84, n. 3, pp. 539-549.
  3. Thong H.Y. et al. (2003). "The patterns of melanosome distribution in keratinocytes of human skin as one determining factor of skin colour". British Journal of Dermatology, vol. 149, n. 3, pp. 498-505.
  4. Mahmoud B.H. et al. (2010). "Impact of long-wavelength UVA and visible light on melanocompetent skin". Journal of Investigative Dermatology, vol. 130, n. 8, pp. 2092-2097.
  5. Hakozaki T. et al. (2002). "The effect of niacinamide on reducing cutaneous pigmentation and suppression of melanosome transfer". British Journal of Dermatology, vol. 147, n. 1, pp. 20-31.
  6. Tobin D.J. (2009). "Aging of the hair follicle pigmentation system". International Journal of Trichology, vol. 1, n. 2, pp. 83-93.
  7. Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici.

Da dove continuare: Fototipi · Macchie solari · Discromie cutanee

Scopri i prodotti: Discromie e macchie · Fotoinvecchiamento