La maggior parte delle persone sceglie lo shampoo guardando le lunghezze: capelli secchi, colorati, fini, crespi. In realtà lo shampoo lavora soprattutto sul cuoio capelluto, che è pelle a tutti gli effetti, con le sue ghiandole sebacee, il suo sudore e il suo pH. Le lunghezze le cura il balsamo.
Questo articolo spiega come è fatto uno shampoo, cosa distingue i diversi tipi e come scegliere partendo dalla pelle della testa.
Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.
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A cosa serve davvero uno shampoo
Lo sporco del cuoio capelluto viene in gran parte dalla pelle stessa: sebo, sudore, cellule che si staccano, residui di sebo ossidato. A questo si aggiungono polvere, smog e i residui dei prodotti di styling.
Il compito dello shampoo è togliere l'eccesso di grasso senza sgrassare troppo. Se lava in modo troppo energico porta via anche il sottile film lipidico che protegge il capello: le lunghezze diventano opache, ruvide, si annodano e si caricano di elettricità statica. Il cuoio capelluto, dal canto suo, può reagire con secchezza, prurito o un effetto rimbalzo di sebo.
Lo shampoo giusto è quello che pulisce abbastanza senza pulire troppo. Per questo non esiste lo shampoo migliore in assoluto: esiste quello adatto a un cuoio capelluto preciso.
Come è fatto uno shampoo
La base di ogni shampoo sono i tensioattivi, le sostanze che fanno schiuma e staccano il grasso. In genere ce n'è uno principale, che fa la maggior parte del lavoro, e uno o più secondari, che rendono la formula più delicata e la schiuma più cremosa.
- Tensioattivi principali: i più diffusi sono i solfati, come il sodium laureth sulfate. Lavano bene e costano poco, ma sono i più sgrassanti.
- Tensioattivi secondari: betaine e anfoacetati, più delicati, abbassano il potenziale irritante della formula.
- Condizionanti: siliconi, polimeri cationici come i polyquaternium, proteine idrolizzate, pantenolo. Limitano l'effetto sgrassante e rendono i capelli più facili da pettinare.
- Correttori di pH: di solito acido citrico o lattico, che portano lo shampoo a un pH fra 5,5 e 6,5, vicino a quello del cuoio capelluto, che è leggermente acido.
- Conservanti: uno shampoo è fatto soprattutto di acqua, e senza conservanti diventerebbe terreno per batteri e muffe.
I principali tipi di shampoo
Shampoo delicato o per uso frequente
Usa tensioattivi più dolci al posto dei solfati: glucosidi, betaine, isetionati, sarcosinati. Rispetta di più il film lipidico ed è la scelta di base per chi lava i capelli spesso, anche ogni giorno.
Shampoo 2 in 1
Aggiunge al detergente una parte condizionante, di solito un tensioattivo cationico e siliconi. È comodo, ma è un compromesso: poco adatto se il cuoio capelluto è grasso, perché lascia un velo in più, e spesso insufficiente se i capelli sono molto secchi.
Shampoo specifici per il cuoio capelluto
Contengono attivi mirati a una condizione precisa: sebo in eccesso, forfora, sensibilità. Qui lo shampoo diventa parte di un trattamento, e va scelto in base a cosa succede sulla pelle. Sulla forfora c'è un approfondimento su come riconoscere la forfora secca e quella grassa.
Shampoo ristrutturante e per capelli colorati
Il ristrutturante contiene proteine e aminoacidi che si depositano sulla fibra danneggiata da decolorazioni, tinture e calore. Quello per capelli colorati ha una base lavante ancora più delicata, per trascinare via meno pigmento, e un pH leggermente più acido, che aiuta a tenere chiuse le squame della cuticola.
Shampoo secco
Non lava: assorbe. È una polvere che trattiene il sebo e rende le radici più presentabili fra un lavaggio e l'altro. Utile in viaggio o quando non ci si può bagnare i capelli, ma non sostituisce il lavaggio.
Senza solfati e senza siliconi: cosa cambia
La tendenza degli ultimi anni è togliere i solfati più sgrassanti e sostituirli con tensioattivi più delicati. Per un cuoio capelluto sensibile o secco è un vantaggio concreto; per un cuoio capelluto molto grasso, al contrario, uno shampoo troppo delicato può non bastare.
I siliconi hanno un ruolo diverso: non lavano, rivestono. Rendono i capelli lisci e lucidi, ma quelli insolubili in acqua possono accumularsi con i lavaggi e appesantire, soprattutto sui capelli fini. Non fanno male al cuoio capelluto: è una questione di resa, non di sicurezza.
«Senza solfati» e «senza siliconi» non significano automaticamente «migliore». Significano diverso, e vanno scelti in base al cuoio capelluto e al tipo di capello.
Come scegliere: parti dal cuoio capelluto
- Cuoio capelluto grasso, che si sporca in uno o due giorni: shampoo delicato o sebonormalizzante, da usare anche ogni giorno. Meglio evitare i 2 in 1 e i prodotti molto ricchi alle radici.
- Cuoio capelluto secco o che tira: shampoo delicato, senza solfati aggressivi, e lavaggi non troppo caldi.
- Cuoio capelluto sensibile o che prude: formula semplice, poco profumata, con tensioattivi dolci. Se il prurito è frequente, conviene capirne la causa prima di cambiare prodotto.
- Cuoio capelluto normale e lunghezze secche o trattate: shampoo delicato alle radici e un balsamo o una maschera sulle lunghezze.
Come si lava bene la testa
- Bagna a fondo i capelli con acqua tiepida, non calda.
- Diluisci lo shampoo nelle mani e distribuiscilo sul cuoio capelluto, non sulle punte.
- Massaggia con i polpastrelli, mai con le unghie, per un minuto.
- Risciacqua molto bene: la schiuma che scende basta a pulire le lunghezze.
- Una seconda passata serve solo se i capelli sono molto sporchi o se usi molti prodotti di styling.
Domande frequenti
Lavare i capelli ogni giorno fa male?
No, se lo shampoo è delicato. La frequenza giusta è quella di cui ha bisogno il cuoio capelluto: chi produce molto sebo può lavarli ogni giorno senza problemi, chi ha la pelle secca può distanziare i lavaggi.
Lo shampoo fa cadere i capelli?
No. Durante il lavaggio si staccano i capelli che erano già a fine ciclo e che sarebbero caduti comunque. Ne parliamo nell'articolo sulla caduta dei capelli in autunno.
Bisogna cambiare shampoo ogni tanto perché i capelli si abituano?
No, i capelli non si abituano. Ha senso cambiare quando cambia il cuoio capelluto, per esempio con la stagione, o quando si accumulano residui di prodotti.
Lo shampoo per bambini è più delicato anche per gli adulti?
È formulato per non irritare gli occhi, con tensioattivi molto dolci e un pH vicino al neutro. Può andare bene su un cuoio capelluto delicato, ma spesso non basta a pulire un cuoio capelluto grasso.
Le fonti di questo articolo
Gavazzoni Dias M.F.R. «Hair cosmetics: an overview», International Journal of Trichology, 2015. Gavazzoni Dias M.F.R. et al. «The shampoo pH can affect the hair: myth or reality?», International Journal of Trichology, 2014. Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici.
Sul sito: la caduta dei capelli in autunno · forfora secca o grassa · la cura dei capelli in stile spa

