Sul viso ci sono fino a diverse centinaia di ghiandole sebacee per centimetro quadrato, sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi nessuna. Questa sola differenza spiega perché la fronte lucida a metà mattina e le mani si screpolano d'inverno. Il sebo non è un difetto da eliminare: è una delle difese della pelle, e diventa un problema solo quando la quantità o la qualità cambiano.
In sintesi
- Il sebo è una miscela di grassi prodotta dalle ghiandole sebacee, concentrate su viso, cuoio capelluto, petto e schiena.
- Protegge la pelle, contribuisce al film idrolipidico e porta la vitamina E in superficie.
- La produzione dipende soprattutto dagli ormoni androgeni, dall'età e dalla temperatura.
- Lavare più spesso non riduce il sebo: una detersione aggressiva peggiora la pelle senza spegnere le ghiandole.
- Un cosmetico non cambia quanto sebo si produce in modo radicale: può assorbirlo, rimuoverlo con delicatezza e limitare lucidità e impurità.
Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.
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Cos'è il sebo e dove si produce
Il sebo è prodotto dalle ghiandole sebacee, che nella maggior parte dei casi sboccano nel follicolo del pelo. Il loro modo di secernere è particolare: le cellule della ghiandola si riempiono di lipidi e poi si disgregano, liberando tutto il contenuto. Il sebo risale lungo il follicolo e si distribuisce sulla superficie.
Le ghiandole sono più fitte su viso, cuoio capelluto, petto e parte alta della schiena, cioè la cosiddetta zona seborroica. Mancano del tutto sui palmi e sulle piante. La struttura della pelle e dei suoi annessi è spiegata in com'è fatta la pelle.
Una nota sul nome: il sebo della pelle non va confuso con il sego, il grasso animale di cui ho scritto parlando del beef tallow sul viso.
Di cosa è fatto
Il sebo umano ha una composizione che non si trova in nessun altro tessuto del corpo. In proporzioni indicative contiene:
- Trigliceridi e acidi grassi liberi, la parte più abbondante, oltre la metà.
- Cere, circa un quarto.
- Squalene, intorno al 12%: è un lipide tipico del sebo umano.
- Colesterolo e suoi esteri, in piccola quantità.
Lo squalene è prezioso ma delicato: esposto ai raggi UV e all'inquinamento si ossida, e lo squalene ossidato è uno dei fattori che rendono il sebo più irritante e più favorevole alla formazione dei comedoni.
A cosa serve
Il sebo si mescola al sudore e ai lipidi dello strato corneo e forma il film idrolipidico, che rallenta la perdita d'acqua e mantiene la superficie morbida. Alcuni acidi grassi del sebo hanno anche un'azione contro diversi microrganismi, e contribuiscono all'equilibrio del pH cutaneo.
C'è poi una funzione meno nota: il sebo è una delle vie principali con cui la vitamina E arriva sulla superficie della pelle, dove agisce come antiossidante. Per questo le zone ricche di ghiandole sebacee ne contengono di più.
Da cosa dipende la quantità
Ormoni
Il regolatore principale sono gli androgeni. Le ghiandole sono attive alla nascita per effetto degli ormoni materni, poi rimangono quasi a riposo durante l'infanzia e si riaccendono con la pubertà. Negli uomini la produzione resta più alta e cala lentamente; nelle donne diminuisce in modo più netto dopo la menopausa. Anche il ciclo mestruale può modificare la lucidità del viso nel corso del mese.
Temperatura e stagione
Con il caldo il sebo è più fluido e si distribuisce di più sulla superficie: d'estate la pelle sembra più grassa anche quando le ghiandole non hanno cambiato ritmo. D'inverno succede il contrario.
Età e tipo di pelle
Una pelle grassa ha ghiandole più grandi e più attive; una pelle mista le ha concentrate nella zona centrale del viso. Le differenze sono spiegate negli articoli sulla pelle mista e sulla pelle grassa maschile.
Quando il sebo diventa un problema
Bisogna distinguere tre situazioni diverse, che spesso vengono confuse.
- Lucidità. È solo un fatto di quantità: la pelle riflette la luce, il trucco dura meno, ma non c'è infiammazione.
- Pori ostruiti e punti neri. Qui conta anche la qualità del sebo e il ricambio delle cellule nel follicolo. Come si formano i comedoni è spiegato in punti neri, e il quadro completo in capire l'acne.
- Desquamazione grassa e arrossamento nelle pieghe del viso e ai lati del naso. Può essere dermatite seborroica, che va valutata dal medico.
E sul cuoio capelluto
Il cuoio capelluto è una delle zone con più ghiandole sebacee: ogni capello nasce da un follicolo a cui ne è collegata almeno una. Qui il sebo lubrifica il capello e protegge la pelle, ma quando è troppo scende lungo il fusto e i capelli si appesantiscono in poche ore. È anche il nutrimento della Malassezia, il lievito che vive su tutti i cuoi capelluti ed è coinvolto nella forfora: per questo la forfora grassa compare dove il sebo abbonda.
Vale la stessa regola del viso. Lavare i capelli spesso, con uno shampoo delicato, non fa produrre più sebo; uno shampoo aggressivo irrita il cuoio capelluto senza ridurlo. E se i capelli sembrano bagnati più che unti, può trattarsi di sudore e non di sebo.
Un cosmetico agisce sugli strati superficiali della pelle e non tratta l'acne né altre condizioni cliniche, secondo il Regolamento CE 1223/2009. Se l'eccesso di sebo si accompagna a brufoli infiammati, cicatrici, desquamazione o a cambiamenti improvvisi, la strada è il dermatologo.
Il mito del lavaggio che fa produrre più sebo
Molte persone con la pelle grassa si lavano il viso tre o quattro volte al giorno con detergenti forti. Il risultato non è meno sebo. Le ghiandole rispondono agli ormoni, non a quanto è pulita la superficie; quello che si ottiene è una barriera irritata, una pelle che tira e spesso più arrossata.
In realtà il sebo rimosso si ridistribuisce in superficie nel giro di qualche ora, e la sensazione di "pelle che si ingrassa subito dopo" nasce da qui. La soluzione è una detersione delicata due volte al giorno, non più frequente.
Cosa può fare un cosmetico
- Detergere senza aggredire, con tensioattivi delicati e un pH vicino a quello cutaneo.
- Assorbire l'eccesso: argille e polveri riducono la lucidità per qualche ora.
- Lavorare sulla qualità della superficie con attivi come lo zinco PCA o la niacinamide, che in alcuni studi ha ridotto la lucidità del viso.
- Scegliere texture leggere e formule pensate per non appesantire, senza per questo rinunciare all'idratazione: anche una pelle grassa può essere disidratata.
- Proteggere dal sole, che ossida lo squalene del sebo.
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Il passaggio successivo
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Le fonti di questo articolo
- Thiboutot D. (2004). "Regulation of human sebaceous glands". Journal of Investigative Dermatology, vol. 123, n. 1, pp. 1-12.
- Picardo M. et al. (2009). "Sebaceous gland lipids". Dermato-Endocrinology, vol. 1, n. 2, pp. 68-71.
- Thiele J.J. et al. (1999). "Sebaceous gland secretion is a major physiologic route of vitamin E delivery to skin". Journal of Investigative Dermatology, vol. 113, n. 6, pp. 1006-1010.
- Draelos Z.D. et al. (2006). "The effect of 2% niacinamide on facial sebum production". Journal of Cosmetic and Laser Therapy, vol. 8, n. 2, pp. 96-101.
- Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici.
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