Il tonico è il prodotto della routine su cui circolano più idee contraddittorie: per qualcuno è indispensabile, per altri è acqua profumata da saltare. Hanno ragione e torto entrambi, perché con lo stesso nome oggi si vendono prodotti che fanno cose completamente diverse.
In sintesi
- Il tonico è nato per correggere i residui dei saponi alcalini e del calcare. Con un detergente delicato quella funzione pesa molto meno.
- Oggi esistono tre famiglie: tonici esfolianti, idratanti e lenitivi. Chiedersi "serve il tonico?" ha senso solo dopo aver scelto quale.
- I tonici astringenti ricchi di alcol sono quelli da evitare su pelli secche, sensibili o che si arrossano.
- Se il tuo detergente lascia la pelle che tira, il tonico non risolve il problema: lo copre.
Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.
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A cosa serviva il tonico, e perché oggi è cambiato
La superficie della pelle è leggermente acida, con un pH che negli adulti sani si colloca sotto 5. I saponi tradizionali sono invece alcalini, e dopo il lavaggio lasciano la cute a un pH più alto di quello fisiologico per un certo tempo. A questo si aggiunge l'acqua del rubinetto: dove è dura, il calcare lascia sulla pelle residui che si legano ai tensioattivi e rendono la barriera più vulnerabile.
Il tonico tradizionale serviva a questo: togliere l'ultimo residuo e riportare la superficie verso la sua acidità naturale. Il meccanismo è spiegato nell'articolo sul pH della pelle.
Il punto è che oggi quasi nessuno si lava il viso con il sapone da bucato. Un buon detergente viso è già formulato a pH compatibile con la pelle, e la funzione "riequilibrante" del tonico si è ridotta molto. Per questo il tonico si è trasformato: da passaggio correttivo è diventato un veicolo per attivi specifici.
Le tre famiglie di tonico
Tonici esfolianti
Contengono acidi: glicolico, lattico, mandelico, salicilico o i poliidrossiacidi. Lavorano sul distacco delle cellule superficiali e sono, di fatto, un trattamento. Vanno trattati come tali: non tutti i giorni all'inizio, mai insieme a un altro esfoliante nella stessa sera, e sempre con la protezione solare al mattino. Come scegliere l'acido giusto è spiegato nella guida agli acidi in skincare.
Tonici idratanti
Sono soluzioni acquose con umettanti come glicerina, acido ialuronico o pantenolo. Servono a dare alla pelle un primo strato d'acqua su cui il siero si distribuisce meglio. Sono utili su pelli disidratate e in inverno, meno necessari se il siero che segue ha già una base idratante ricca.
Tonici lenitivi
Acque aromatiche, acque termali, estratti calmanti. Qui ci sono prodotti molto diversi fra loro: l'acqua di rosa damascena e l'amamelide sono i classici, ma nel caso dell'amamelide conta molto la forma, perché distillato ed estratto non contengono le stesse sostanze.
Il tonico da evitare
È quello astringente a base alcolica, venduto spesso per le pelli grasse. La sensazione di fresco e di pelle "sgrassata" è immediata, ed è esattamente il problema: l'alcol denaturato ad alta concentrazione porta via lipidi di superficie, e una barriera cutanea privata dei suoi lipidi tende a reagire con più rossore e, nelle pelli grasse, con più sebo.
Non ogni alcol in un INCI è un problema: gli alcoli grassi, come il cetilico, sono emollienti e non hanno nulla a che vedere con l'alcol denaturato. Quello da guardare è l'Alcohol Denat. nelle prime posizioni della lista.
Come si applica
Dopo la detersione e prima del siero. Il modo di stenderlo dipende dalla famiglia.
- Tonici idratanti e lenitivi: con le mani, tamponando. Il dischetto di cotone ne assorbe una parte e aggiunge uno sfregamento che non serve.
- Tonici esfolianti: il dischetto ha senso, perché permette di dosare e distribuire l'acido in modo uniforme. Va passato con leggerezza, senza insistere sulle zone già sensibili.
- Spray: vaporizzati a una ventina di centimetri, poi lasciati asciugare pochi secondi o tamponati, prima di proseguire.
L'ordine del resto della routine è quello descritto in prima il siero o la crema: dal prodotto più fluido a quello più ricco.
Chi può farne a meno
Chi usa un detergente delicato, ha una pelle in equilibrio e un siero che fa già il lavoro idratante: in questo caso il tonico non aggiunge molto, e togliere un passaggio non è una rinuncia. Chi invece vive in una zona con acqua molto calcarea, ha la pelle disidratata o vuole introdurre un acido in modo graduale può trovarci un vantaggio concreto.
Un'alternativa pratica, soprattutto fuori casa, è un'acqua termale spray: fa il lavoro del tonico lenitivo e si usa anche durante la giornata, come spiegato in acqua termale spray.
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Domande frequenti
Il tonico chiude i pori?
No. I pori non hanno muscoli che si aprono e si chiudono, come spiegato in i pori si aprono e si chiudono davvero?. La sensazione di pelle più compatta dopo un tonico freddo o astringente è temporanea e superficiale.
Si può usare il tonico al posto del detergente?
No. Il tonico non contiene tensioattivi sufficienti a rimuovere sebo, filtri solari e trucco. Arriva dopo la detersione, non al suo posto.
Un tonico esfoliante si può usare ogni giorno?
Dipende dall'acido e dalla concentrazione. Si parte con due o tre sere a settimana e si aumenta solo se la pelle lo tollera, senza sommarlo ad altri esfolianti.
Tonico e acqua micellare sono la stessa cosa?
No. L'acqua micellare contiene tensioattivi e serve a rimuovere; il tonico arriva dopo, su pelle già pulita.
Il passaggio successivo
Prima di aggiungere un tonico conviene guardare il detergente: è lì che si decide in che stato arriva la pelle a tutto il resto. Se hai dubbi su quale dei due cambiare, nelle farmacie e parafarmacie partner LeLang puoi valutarlo con qualcuno che guarda la tua pelle, non solo l'etichetta.
Le fonti di questo articolo
- Lambers H., Piessens S., Bloem A., Pronk H., Finkel P. (2006). "Natural skin surface pH is on average below 5, which is beneficial for its resident flora". International Journal of Cosmetic Science, vol. 28, n. 5, pp. 359-370.
- Danby S.G. et al. (2018). "The effect of water hardness on surfactant deposition after washing and subsequent skin irritation in atopic dermatitis patients and healthy control subjects". Journal of Investigative Dermatology, vol. 138, n. 1, pp. 68-77.
- Draelos Z.D. (2018). "The science behind skin care: Cleansers". Journal of Cosmetic Dermatology, vol. 17, n. 1, pp. 8-14.
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