Amamelide per la pelle: distillato o estratto, cosa cambia
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Amamelide per la pelle: distillato o estratto, cosa cambia

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

4 min di lettura

L'amamelide che si compra come "acqua" e quella che si trova in una formula dermocosmetica spesso non sono la stessa cosa. Un distillato porta con sé solo i componenti volatili della pianta, e i tannini — le molecole a cui si deve gran parte dell'attività — volatili non sono. Il nome sull'etichetta è identico; il contenuto no.

Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.

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Che pianta è l'amamelide

Hamamelis virginiana è un arbusto originario del Nord America, simile a un nocciolo, con foglie ovali e dentate ai bordi. In cosmetica si usano soprattutto gli estratti ottenuti dalle foglie, talvolta dalla corteccia.

In etichetta compare come Hamamelis Virginiana Leaf Extract, Hamamelis Virginiana Bark Extract oppure Hamamelis Virginiana Water. Le tre diciture non sono intercambiabili, ed è il punto centrale di questo articolo.

Cosa contiene davvero

L'analisi dell'estratto etanolico al 60% mostra tre famiglie di composti:

  • acido gallico;
  • quercetolo, un flavonolo;
  • tannini, fra cui l'hamamelitannino, caratteristico della pianta.

I tannini sono molecole grandi e non volatili. Questo significa che un processo di distillazione in corrente di vapore — quello che produce le "acque" — per sua natura non li porta nel prodotto finale. Restano nel residuo. Ciò che passa sono i composti volatili, in quantità modeste.

Non è un difetto del distillato: è come funziona la distillazione. Il problema nasce quando a un'acqua di amamelide si attribuiscono le proprietà documentate per l'estratto, che sono altra cosa.

Il secondo problema: l'alcol

Molti distillati di amamelide in commercio contengono alcol come conservante, spesso in percentuali non trascurabili. Su una pelle già reattiva l'effetto può essere opposto a quello cercato: sensazione di pizzicore, secchezza, arrossamento dopo l'applicazione. Se la pelle è sensibile, vale la pena leggere dove si trova Alcohol o Alcohol Denat. nella lista INCI.

La doppia azione dell'estratto

All'amamelide si riconosce un'azione duplice sul sistema venoso, dovuta a due gruppi diversi di molecole.

  1. Aumento del tono venoso, attribuito ai tannini catechici, composti da leucoantociani. È l'azione venotonica in senso stretto.
  2. Attività vitaminica P, dovuta ai flavonoidi: riduzione della permeabilità capillare e aumento della resistenza venosa. È la stessa famiglia di effetti di cui parliamo a proposito della rutina e dell'ippocastano.

Sulla pelle, in ambito cosmetico, questo si traduce in un effetto astringente e in un contributo al comfort delle zone che tendono ad arrossarsi.

Astringente non vuol dire seccante

"Astringente" è una delle parole più fraintese della cosmetica. Descrive una contrazione temporanea dei tessuti superficiali dovuta ai tannini, che precipitano le proteine di superficie. Non descrive una sottrazione di acqua o di lipidi.

La confusione nasce dal fatto che i tonici astringenti tradizionali erano quasi tutti alcolici, e l'alcol invece disidrata. L'effetto seccante che molti ricordano veniva da lì, non dai tannini. Un estratto di amamelide ben formulato, in un veicolo senza alcol, non deve lasciare la pelle tirata.

Se il tema è la pelle che si arrossa facilmente, conviene leggere anche pelle arrossata: cause, prevenzione e rimedi.

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Il limite

Nota regolatoria. All'amamelide sono riconosciuti impieghi tradizionali in ambito medico per varici, emorroidi, flebiti e insufficienza venosa. Sono indicazioni che appartengono al farmaco, non al cosmetico: un prodotto cosmetico non le tratta e non può dichiararle, secondo il Regolamento CE 1223/2009 e il Regolamento UE 655/2013. Per capillari dilatati stabili, gonfiore persistente o dolore, il riferimento è il medico.

C'è poi un limite meno noto. I tannini interagiscono con altre molecole: possono precipitare proteine e legare ioni metallici, il che significa che in una formula complessa la loro compatibilità va verificata. Non è un ingrediente che si aggiunge a cuor leggero a qualsiasi base.

Come sceglierla

Tre criteri pratici, in ordine di importanza:

  1. Guarda la dicitura INCI esatta. Leaf Extract o Bark Extract indicano un estratto; Water indica un distillato o una soluzione acquosa, con contenuto in tannini basso o nullo.
  2. Controlla la presenza di alcol e la sua posizione nella lista. Se è fra i primi ingredienti su un prodotto destinato a pelle sensibile, è una contraddizione.
  3. Valuta il contesto della formula. Un astringente ha senso dentro una routine che idrata e protegge, non da solo.

Se preferisci un parere su un prodotto specifico che hai già in casa, i farmacisti partner LeLang sono formati per leggere l'INCI con te e distinguere un estratto da un'acqua profumata.

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Le fonti di questo articolo

  1. Caballero Gobern F. (2023). Cosmetici per le gambe. Fundació IL3 - Universitat de Barcelona.
  2. Lintner K. (1998). "Purified plant extracts". Cosmetic & Toiletries, vol. 113, pp. 67-73.
  3. Nees S., Weiss D.R., Reichenbach-Klinke E. et al. (2003). "Protective effects of flavonoids contained in the red vine leaf on venular endothelium against the attack of activated blood components in vitro". Arzneimittel-Forschung / Drug Research, vol. 53, n. 5, pp. 330-341.
  4. Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici.
  5. Regolamento (UE) n. 655/2013 della Commissione, criteri comuni per la giustificazione delle dichiarazioni relative ai prodotti cosmetici.

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