«Ho la forfora, mi dà uno shampoo?» È una delle richieste più frequenti al banco in autunno e in inverno, e una delle più facili da sbagliare. Sotto la stessa parola il cliente porta almeno quattro situazioni diverse, e per una di queste lo shampoo antiforfora peggiora le cose.
In sintesi
- Due domande bastano per orientarsi: com'è la squama e com'è il cuoio capelluto.
- Forfora secca e forfora grassa rispondono a shampoo con attivi diversi. Il cuoio capelluto disidratato non risponde allo shampoo antiforfora.
- La formula conta: associazioni di attivi e concentrazioni adeguate fanno la differenza con i prodotti della grande distribuzione.
- Rossore marcato, placche, lesioni sul viso o assenza di risposta dopo quattro-sei settimane: invio al medico.
Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.
[INDICE:h2]
Le due domande che orientano
Prima di proporre un prodotto chiediamo al cliente di descrivere, o se possibile di mostrare, due cose:
- La squama: piccola e bianca che cade sulle spalle, oppure grande, giallastra e attaccata ai capelli? Oppure una desquamazione sottilissima, quasi una polvere?
- Il cuoio capelluto: secco e opaco, che tira dopo lo shampoo, oppure untuoso e lucido? C'è rossore? C'è prurito, e quanto?
Aggiungiamo due domande di contesto: da quanto tempo e cosa ha già provato. Chi usa uno shampoo antiforfora da mesi senza risultati, o lo usa una volta ogni tanto e lo risciacqua subito, ci sta già dando un'informazione utile.
Caso 1: forfora secca
Come si presenta: scaglie piccole, bianche o grigiastre, che cadono sulle spalle. Cuoio capelluto opaco, prurito assente o lieve. È più frequente nelle donne.
Cosa proponiamo: uno shampoo che associ un attivo contro la Malassezia (piroctone olamina, climbazolo), un cheratolitico (acido salicilico, urea) e sostanze idratanti come glicerina e pantenolo. Nelle forme ostinate, un prodotto con disolfuro di selenio.
Caso 2: forfora grassa
Come si presenta: squame più grandi, giallastre, che non cadono ma restano attaccate ai capelli e al cuoio capelluto. Cuoio capelluto untuoso, a volte leggermente arrossato, prurito più frequente. È tipica degli uomini e degli adolescenti.
Cosa proponiamo: shampoo con attivo contro la Malassezia, cheratolitico e un regolatore del sebo (zinco, zolfo e derivati, olio di scisto), più un lenitivo come il bisabololo. Se c'è molto prurito, una lozione da lasciare in posa dopo il lavaggio. Sconsigliamo gli shampoo 2 in 1 e i prodotti di styling grassi alla radice.
Se il cliente descrive capelli che sembrano sempre bagnati più che unti, può trattarsi di sudorazione e non di sebo. Un foglio di carta sottile premuto sul cuoio capelluto aiuta a distinguere: la macchia di sudore si asciuga in pochi minuti, quella di sebo resta lucida.
Caso 3: cuoio capelluto disidratato
Come si presenta: desquamazione finissima, cuoio capelluto che tira e prude dopo lo shampoo, peggioramento con il freddo, il riscaldamento, i lavaggi frequenti, le colorazioni e le decolorazioni ripetute. Spesso il cliente ha già provato uno shampoo antiforfora e ci dice che la situazione è peggiorata.
Cosa proponiamo: nessun antiforfora. Uno shampoo delicato, senza solfati aggressivi, in una sola insaponata, e un balsamo o una maschera applicati anche sul cuoio capelluto, con attivi idratanti, nutrienti e lenitivi: glicerina, urea a bassa concentrazione, pantenolo, ceramidi, oli vegetali, bisabololo. Consigliamo di diradare i lavaggi e di tenere il phon lontano dalla pelle.
È il caso che distingue il consiglio professionale da quello di scaffale. Proporre un antiforfora a un cuoio capelluto disidratato significa aggiungere un prodotto che secca ancora di più, e perdere la fiducia del cliente.
Caso 4: quando non è forfora
Inviamo al medico o al dermatologo quando:
- il cuoio capelluto è chiaramente arrossato, brucia o il prurito disturba il sonno;
- ci sono squame anche su sopracciglia, ai lati del naso, dietro le orecchie: può trattarsi di dermatite seborroica;
- compaiono placche spesse, argentee, dai bordi netti, che possono superare l'attaccatura dei capelli: il quadro può far pensare a psoriasi;
- ci sono croste, essudazione, dolore, perdita di capelli a chiazze;
- dopo quattro-sei settimane di uso corretto dello shampoo adatto non c'è miglioramento.
Il cosmetico può accompagnare la gestione di questi quadri, ma la diagnosi e l'eventuale terapia spettano al medico.
Formule e concentrazioni: cosa guardiamo
L'efficacia di un prodotto antiforfora dipende molto dall'associazione di attivi con funzioni diverse e dalla loro concentrazione. Qualche riferimento utile al banco:
| Attivo | Riferimento normativo UE |
|---|---|
| Piroctone olamina | Fino all'1% nei prodotti da risciacquo, 0,5% negli altri. È più efficace nella parte alta dell'intervallo. |
| Climbazolo | Come antiforfora fino al 2% negli shampoo da risciacquo (Reg. UE 2019/698). |
| Disolfuro di selenio | Fino all'1% negli shampoo antiforfora, con avvertenze in etichetta. |
| Acido salicilico | Fino al 3% nei prodotti per capelli da risciacquo. |
| Piritione di zinco | Vietata nei cosmetici dal 1° marzo 2022 (Reg. UE 2021/1902). Utile controllare che non ci siano rimanenze a scaffale. |
Sulla dermocosmesi, rispetto alla grande distribuzione, il vantaggio sta proprio qui: formule con più attivi associati e concentrazioni adeguate, e un consiglio che le abbina al quadro giusto.
Come spiegare l'uso
Molti insuccessi dipendono dall'uso, non dal prodotto. Tre indicazioni da dare sempre:
- posa di due-tre minuti sul cuoio capelluto prima del risciacquo;
- costanza: all'inizio a ogni lavaggio, poi in alternanza con uno shampoo delicato quando la situazione è sotto controllo, senza sospendere di colpo;
- quando serve, shampoo e lozione insieme: la lozione resta a contatto più a lungo e completa l'azione dello shampoo. A chi teme che la lozione sporchi i capelli si può suggerire di applicarla la sera prima del lavaggio.
Un'ultima avvertenza per le clienti con capelli colorati: gli attivi a base di zolfo possono schiarire il colore.
Domande frequenti
Dopo quanto tempo il cliente deve vedere un risultato?
Con lo shampoo adatto e usato correttamente, in genere entro due-quattro settimane. Oltre le quattro-sei settimane senza miglioramento, il quadro va rivalutato dal medico.
Si può proporre lo stesso shampoo a tutta la famiglia?
No. La forfora non è contagiosa e non tutti hanno lo stesso cuoio capelluto. Per i bambini piccoli con squame sul cuoio capelluto il riferimento resta il pediatra.
Come si gestisce la forfora che torna ogni inverno?
Con un mantenimento: lo shampoo antiforfora una volta a settimana in alternanza con uno delicato, da intensificare ai primi segni. Spiegarlo al cliente evita che lo consideri un prodotto che “non funziona più”.
Il canale
La forfora è un problema che il cliente porta al banco senza ricetta e che spesso ha già affrontato da solo al supermercato. Distinguere i quattro casi è il modo più semplice per dimostrare il valore del consiglio in farmacia e parafarmacia.
Per il consumatore abbiamo scritto una guida dedicata: forfora secca o grassa, come riconoscerla e cosa usare.
Le fonti di questo articolo
- Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, allegati III e V, e Regolamenti (UE) 2019/698 e 2021/1902.
- Borda L.J., Wikramanayake T.C. (2015). "Seborrheic dermatitis and dandruff: a comprehensive review". Journal of Clinical and Investigative Dermatology, vol. 3, n. 2.
- Turner G.A. et al. (2012). "Stratum corneum dysfunction in dandruff". International Journal of Cosmetic Science, vol. 34, n. 4, pp. 298-306.
- Schmidt-Rose T. et al. (2011). "Efficacy of a piroctone olamine/climbazol shampoo in comparison with a zinc pyrithione shampoo in subjects with moderate to severe dandruff". International Journal of Cosmetic Science, vol. 33, n. 3, pp. 276-282.

