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Curcuma in polvere e radice fresca usate in cosmetica per la pelle
Glossario ingredienti

Curcuma per la pelle: come agisce e come si usa

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

7 min di lettura

La curcuma è una delle piante più studiate al mondo, con migliaia di pubblicazioni scientifiche alle spalle. Ma quasi tutto quello che si legge riguarda l'assunzione per bocca, e questo genera un equivoco: il modo in cui la curcuma lavora sulla pelle è un capitolo a sé, con una molecola diversa da quella che tutti conoscono.

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Che cos'è la curcuma in cosmetica

La curcuma si ricava dal rizoma della Curcuma longa, pianta della famiglia delle Zingiberaceae originaria del sud-est asiatico. È la stessa spezia che colora il curry, e in cosmetica appartiene alla famiglia degli antiossidanti vegetali, nel gruppo dei curcuminoidi.

I curcuminoidi sono tre — curcumina, demetossicurcumina e bisdemetossicurcumina — e la più abbondante è la prima. È la curcumina a dare al rizoma il colore giallo-arancio intenso, ed è anche la ragione per cui la curcuma tal quale è difficile da usare in una crema per il viso.

Perché una crema alla curcuma non è gialla

Qui sta il punto che quasi nessuno spiega. La curcumina pura ha un potere colorante talmente forte da macchiare pelle, tessuti e la formula stessa. In cucina è un pregio; su un viso o su un asciugamano bianco molto meno.

Per questo in dermocosmesi si impiegano forme purificate o il derivato principale della curcumina, la tetraidrocurcumina: un composto incolore e più polare, che conserva il profilo antiossidante della molecola d'origine senza portarne il pigmento. È la ragione tecnica per cui una crema alla curcuma ben formulata ha il colore di una crema qualsiasi.

Se leggi “curcuma” in un INCI e il prodotto è giallo acceso, non è necessariamente un pregio: può significare semplicemente che la materia prima non è stata purificata.

Come agisce la curcuma sulla pelle

I curcuminoidi lavorano su due fronti che si sovrappongono.

Il primo è quello antiossidante: neutralizzano i radicali liberi generati da raggi UV, smog e fumo, limitando l'ossidazione dei lipidi che compongono la barriera cutanea.

Il secondo riguarda la reattività cutanea: i curcuminoidi attenuano la risposta della pelle agli stimoli irritanti, quella catena di eventi che si traduce in rossore, calore e sensazione di fastidio. È il motivo per cui la curcuma compare nelle formule pensate per le pelli che si accendono facilmente.

Maschera alla curcuma fai da te: cosa succede davvero

È la ricetta più diffusa della cosmesi casalinga: curcuma in polvere, miele, yogurt o latte, venti minuti di posa. Vale la pena capire cosa succede sulla pelle, perché la differenza con un cosmetico formulato non è una questione di marketing.

La macchia è il problema più concreto. La curcumina si lega alle proteine dello strato corneo, e su una carnagione chiara può lasciare un alone giallo-arancio che non va via con un risciacquo: può restare visibile per uno o due giorni, ed è il motivo per cui questa maschera non si fa mai la sera prima di un impegno. Sui tessuti è anche peggio, perché su asciugamani e federe la macchia è spesso definitiva.

La concentrazione è sconosciuta. La polvere alimentare non è titolata: non c'è modo di sapere quanti curcuminoidi contenga quel cucchiaino, né quanti ne arrivino effettivamente sulla pelle.

Non c'è conservazione. Un impasto di yogurt, miele o latte a temperatura ambiente è un ottimo terreno di coltura. Va preparato e usato subito, mai conservato per l'applicazione successiva.

E il pH non è controllato. Su una pelle già reattiva — che è spesso la condizione in cui la maschera viene tentata — un impasto a pH casuale lavora contro l'obiettivo.

Va segnalato anche che la curcuma può dare dermatite da contatto in soggetti predisposti. È un evento poco frequente, ma il rischio cresce con la polvere non purificata applicata pura e in posa lunga.

A cosa serve la curcuma nella skincare

Nelle formule cosmetiche la curcuma trova posto in due situazioni.

Sulle pelli reattive, dove affianca altri lenitivi contribuendo ad attenuare l'aspetto arrossato. E sulle pelli che hanno perso uniformità di colorito, dove l'azione antiossidante lavora sul fotoinvecchiamento.

Agisce all'interno del prodotto in cui è formulata, mattina e sera, senza frequenze o tempi di posa particolari.

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Cosa dice la ricerca sulla curcuma applicata sulla pelle

La letteratura sulla curcuma è vastissima, ma va letta con due avvertenze.

La prima è che la maggior parte degli studi riguarda l'assunzione orale. Una revisione dedicata specificamente agli studi clinici sulla curcuma topica, pubblicata su Skin Pharmacology and Physiology, lo dice esplicitamente: gli studi sull'applicazione locale sono pochi rispetto a quelli sull'uso per bocca.

La seconda è che gli studi disponibili riguardano quasi sempre condizioni dermatologiche — psoriasi, dermatite da radiazioni, lichen planus — cioè un ambito medico, diverso da quello cosmetico. Una revisione sistematica pubblicata su Archives of Dermatological Research nel 2023 ha analizzato diciotto studi randomizzati controllati sull'uso della curcuma in dermatologia, con un dato che vale anche per noi: la curcumina ha mostrato un profilo di sicurezza eccellente in tutti gli studi clinici analizzati. Gli stessi autori precisano che servono ulteriori ricerche per definire dosaggi e parametri di trattamento ottimali.

Questo significa che la curcuma è un ingrediente ben tollerato e documentato, non che un cosmetico alla curcuma tratti una patologia. Sono due piani distinti, e confonderli sarebbe scorretto.

Curcuma per bocca e curcuma sulla pelle: due cose diverse

È la confusione più frequente, e vale la pena scioglierla con chiarezza.

Curcuma per bocca Curcuma sulla pelle
Molecola Curcumina, spesso con piperina Curcuminoidi purificati o tetraidrocurcumina
Problema principale Bassa biodisponibilità intestinale Potere colorante da neutralizzare
Dosaggi Centinaia di milligrammi Frazioni di punto percentuale
Effetto atteso Sistemico Locale, sull'aspetto della pelle

Quello che si legge sugli integratori non si trasferisce alla crema, e viceversa. Sono due impieghi della stessa pianta con logiche completamente diverse.

Con quali attivi si abbina la curcuma

La curcuma dà il meglio accanto agli altri lenitivi vegetali, perché sulla reattività cutanea nessun singolo attivo copre tutti i meccanismi.

Si abbina bene al bisabololo, che agisce sui mediatori della risposta cutanea, e agli estratti ricchi di mucillagini, che lavorano in superficie riducendo l'attrito. Sul fronte antiossidante si completa con la vitamina E, che protegge i lipidi di membrana dove i polifenoli arrivano meno.

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Domande frequenti sulla curcuma in cosmetica

La curcuma macchia la pelle?

La curcumina pura sì: si lega alle proteine dello strato corneo e può lasciare un alone giallo-arancio che resta visibile anche uno o due giorni, soprattutto sulle carnagioni chiare. È il motivo per cui in cosmetica si usano forme purificate o la tetraidrocurcumina, che è incolore: un prodotto ben formulato non lascia alcun residuo.

Come si toglie la macchia gialla della curcuma dalla pelle?

Con pazienza e detersione delicata ripetuta: l'alone se ne va da solo con il naturale ricambio dello strato corneo, in genere in un paio di giorni. Sconsigliato ricorrere a scrub aggressivi o solventi per accelerare, perché il rischio è sommare un'irritazione alla macchia.

Posso usare la curcuma in polvere sul viso come maschera fai da te?

Si può, ma conviene sapere cosa aspettarsi: polvere non purificata, concentrazione ignota, nessun sistema conservante e un potere colorante reale. Su una pelle già reattiva il bilancio raramente è favorevole.

La curcuma schiarisce le macchie?

Lavora sull'uniformità del colorito attraverso l'azione antiossidante, che contrasta uno dei fattori all'origine delle discromie. Per un'azione mirata sulle macchie già formate servono attivi specifici, con cui la curcuma può convivere nella stessa routine.

È vero che la curcuma riduce i peli superflui?

È una credenza che circola nelle ricette tradizionali, ma non trova riscontro: la curcuma non agisce sul follicolo pilifero. L'impressione nasce probabilmente dal fatto che l'alone giallo rende i peli chiari meno visibili per contrasto.

Chi è allergico allo zenzero può usare la curcuma?

Curcuma e zenzero appartengono alla stessa famiglia botanica, le Zingiberaceae. Chi ha avuto reazioni allo zenzero conviene provi il prodotto su una piccola area prima dell'uso regolare.

Si può usare la curcuma in gravidanza?

L'uso cosmetico topico a concentrazioni cosmetiche non presenta criticità note. Il discorso è diverso per gli integratori orali ad alto dosaggio, su cui il riferimento è il medico.

Nel nostro glossario ingredienti trovi la scheda della curcuma, con l'INCI e i prodotti LeLang che la contengono.

Le fonti di questo articolo

01 Evaluation of curcumin for dermatologic conditions: a systematic review, Archives of Dermatological Research, 2023: revisione sistematica di diciotto studi randomizzati controllati sull'uso di curcuma e curcumina in dermatologia
02 Clinical Studies on Topical Curcumin, Skin Pharmacology and Physiology, volume 36, fascicolo 5, 2023
03 Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici
04 Nomenclatura INCI: Curcuma Longa Root Extract, Tetrahydrocurcuminoids

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