Siero al resveratrolo con capsule di Petri e microscopio in laboratorio
Glossario ingredienti

Resveratrolo per la pelle: cosa fa e come si usa

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

8 min di lettura

Il resveratrolo è una delle molecole più studiate della ricerca degli ultimi trent'anni, e una delle poche che attraversa campi diversi: nutrizione, medicina, cosmetica. Nella cura della pelle occupa un posto preciso, quello degli antiossidanti ad alta potenza, e ha una particolarità che nessun altro condivide: nasce come sistema di difesa di una pianta.

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Che cos'è il resveratrolo

Il resveratrolo è un polifenolo della classe degli stilbeni, presente nella buccia dell'uva, nelle foglie della vite, nei frutti di bosco e nelle arachidi. In natura non è un nutriente: è una fitoalessina, cioè una molecola che la pianta sintetizza quando deve fronteggiare un'aggressione — un fungo, un raggio ultravioletto troppo intenso, uno stress idrico.

Questa origine spiega perché funzioni così bene sulla pelle. Il resveratrolo non è stato scoperto e poi adattato a un uso cosmetico: è nato per proteggere un tessuto vivo dallo stress ossidativo, che è esattamente il compito che gli chiediamo quando lo applichiamo sul viso.

La vite ne produce di più quando cresce in condizioni difficili: altitudine, escursioni termiche, terreni poveri. È il motivo per cui le uve delle colline ne sono più ricche di quelle di pianura.

Trans-resveratrolo: perché la forma conta

È il dettaglio che quasi nessuno spiega, ed è quello che separa una formula efficace da una che lo è solo sull'etichetta.

Il resveratrolo esiste in due forme isomeriche, trans e cis. Quella biologicamente attiva, e quella su cui è costruita praticamente tutta la letteratura scientifica, è il trans-resveratrolo. Il problema è che la luce ultravioletta ne favorisce la conversione nella forma cis, molto meno interessante.

Da qui discendono due conseguenze pratiche. La prima riguarda il packaging: un prodotto al resveratrolo in flacone trasparente esposto alla luce è una contraddizione. La seconda riguarda la formulazione, perché stabilizzare la molecola richiede accorgimenti che non tutti adottano.

Quando leggi “resveratrolo” in un INCI, la domanda utile non è quanto ce n'è, ma se è stato messo nelle condizioni di restare nella forma attiva fino all'ultima applicazione.

Da dove viene il resveratrolo dei cosmetici

Qui c'è un equivoco diffuso. Tutti associano il resveratrolo all'uva, ma il resveratrolo isolato usato nei cosmetici spesso non viene dalla vite: la fonte industriale più comune è il Polygonum cuspidatum, il poligono del Giappone, che ne contiene molto di più e ne rende l'estrazione economicamente sostenibile. Diversi marchi lo dichiarano apertamente.

Non è un difetto: la molecola è la stessa, e la resa maggiore significa meno materia prima impiegata. Ma cambia il modo di leggere le cose.

Chi lavora con la vite non porta soltanto il resveratrolo isolato: porta il fitocomplesso, cioè l'insieme dei polifenoli che accompagnano la molecola nella pianta d'origine. Sono due approcci diversi — la precisione della molecola singola e l'ampiezza dell'estratto — ed è il motivo per cui nelle formule migliori convivono.

Come agisce il resveratrolo sulla pelle

Il meccanismo principale è la neutralizzazione dei radicali liberi. Ogni volta che la pelle viene esposta a raggi UV, smog o fumo si generano molecole instabili che sottraggono elettroni alle strutture circostanti: membrane cellulari, fibre di sostegno, DNA. Il resveratrolo cede un elettrone senza diventare a sua volta reattivo, interrompendo la reazione a catena.

C'è poi un secondo livello, meno immediato ma altrettanto interessante. Il resveratrolo contribuisce a preservare le fibre di sostegno del derma dall'azione degli enzimi che le degradano. Non stimola la produzione di nuovo collagene come fanno i peptidi segnale: lavora sull'altro lato dell'equazione, rallentando la perdita di quello esistente.

La sua struttura molecolare gli permette di agire a concentrazioni molto contenute, il che lo rende adatto anche a formule per pelli che non tollerano attivi aggressivi.

A cosa serve il resveratrolo in cosmetica

Il resveratrolo si usa principalmente in tre situazioni.

Sul fotoinvecchiamento, cioè l'insieme dei segni che l'esposizione solare accumula negli anni: perdita di compattezza, colorito irregolare, texture ruvida. Sulle pelli mature, dove lo stress ossidativo si somma alla naturale riduzione dei meccanismi di riparazione. E sul contorno occhi, dove la pelle è più sottile e i segni dell'ossidazione compaiono per primi.

Nelle formule LeLang il resveratrolo si trova nel trattamento specifico per la zona perioculare, dove lavora insieme ai peptidi.

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Nella scheda ingrediente del resveratrolo trovi l'elenco completo delle formule LeLang che lo contengono.

Cosa dice la ricerca sul resveratrolo

La letteratura sul resveratrolo applicato sulla pelle è ampia, ma va letta con una premessa: gran parte degli studi riguarda formulazioni che lo associano ad altri antiossidanti, non la molecola isolata.

Lo studio clinico più citato è quello di Farris e collaboratori, pubblicato sul Journal of Drugs in Dermatology, che ha valutato per dodici settimane un trattamento notturno contenente 1% di resveratrolo, 0,5% di baicalina e 1% di vitamina E su pelli con fotodanneggiamento da lieve a moderato. I risultati hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo su linee sottili, compattezza, elasticità, iperpigmentazione, luminosità e ruvidità della grana. Le misurazioni a ultrasuoni nell'area perioculare hanno rilevato un miglioramento medio del 18,9% dello spessore dermico.

Il dato riguarda l'associazione dei tre attivi, non il resveratrolo da solo. È una precisazione importante: nelle formule cosmetiche gli antiossidanti lavorano quasi sempre in sistema, e attribuire l'intero risultato a una sola molecola sarebbe scorretto.

Una revisione sistematica pubblicata sull'International Wound Journal nel 2022 da Hecker e collaboratori ha esaminato la letteratura sul resveratrolo in ambito cutaneo, selezionando 41 studi fra gli 826 individuati. Le conclusioni indicano risultati promettenti sul fotoinvecchiamento, insieme alla necessità di studi clinici più ampi.

Sul fronte del meccanismo, la revisione di Ratz-Łyko e Arct dedicata all'uso cosmetico e dermatologico del resveratrolo documenta la capacità della molecola di attraversare la barriera cutanea e la sua azione sui fattori coinvolti nella risposta allo stress ossidativo.

Resveratrolo e vite: dalla buccia dell'uva al viso

La vite è la fonte più nota di resveratrolo, e non a caso è anche la pianta da cui provengono diversi altri attivi cosmetici. Vale la pena distinguerli, perché vengono da parti diverse e fanno cose diverse.

Ingrediente Da dove viene Cosa fa
Resveratrolo Buccia dell'uva, foglie Antiossidante puro, protegge le fibre
Olio di vinaccioli Semi degli acini Nutre e protegge, texture leggera
Colture cellulari di vite Cellule meristematiche Polifenoli concentrati e costanti
Estratto di Vitis vinifera Frutto intero Polifenoli e acidi della frutta

Il resveratrolo è la molecola isolata: presente a concentrazione nota e costante, senza la variabilità di un estratto. Gli altri portano un fitocomplesso, cioè un insieme più ampio ma meno concentrato su un singolo bersaglio.

Come usare il resveratrolo nella routine

Il resveratrolo si applica mattina e sera, prima della crema. Al mattino lavora in prevenzione, nelle ore in cui la pelle riceve la maggior parte dello stress ossidativo della giornata; la sera accompagna i processi di riparazione notturni.

Come tutti gli antiossidanti, non produce un effetto immediato allo specchio. I cambiamenti sulla luminosità e sull'uniformità del colorito diventano apprezzabili dopo sei-otto settimane di uso costante. È un attivo che ripaga la continuità, non l'intensità.

Una nota sulla conservazione: essendo sensibile alla luce, le formule che lo contengono vanno tenute lontano da fonti di calore e con il tappo ben chiuso.

Con quali attivi si abbina il resveratrolo

Il resveratrolo dà il meglio dentro un sistema antiossidante, non da solo. La ragione è che gli antiossidanti coprono terreni diversi: alcuni lavorano nella fase acquosa, altri in quella lipidica, e nessuno arriva ovunque.

Si abbina bene alla vitamina C, che è idrosolubile e agisce dove il resveratrolo non arriva; alla vitamina E, che protegge i lipidi di membrana; e al Coenzima Q10, che rigenera la vitamina E dopo che ha ceduto il proprio elettrone.

Funziona bene anche accanto ai peptidi, con cui condivide la vocazione per i trattamenti che lavorano sulla struttura nel tempo: mentre i peptidi stimolano la costruzione, il resveratrolo rallenta la degradazione.

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Domande frequenti sul resveratrolo

Il resveratrolo cosmetico è lo stesso degli integratori?

È la stessa molecola, ma l'impiego è completamente diverso. Gli studi sull'assunzione orale riguardano effetti sistemici, con dosaggi e problemi di biodisponibilità che non si trasferiscono all'applicazione sulla pelle. Quando si legge di resveratrolo conviene sempre verificare di quale dei due usi si stia parlando.

Bere vino rosso fa bene alla pelle per via del resveratrolo?

No. La quantità di resveratrolo presente nel vino è molto bassa, e l'alcol ha sulla pelle effetti che vanno nella direzione opposta: disidratazione e vasodilatazione. Il resveratrolo utile alla pelle è quello applicato in formula.

Quale percentuale di resveratrolo serve?

Nei cosmetici in commercio si trovano concentrazioni che vanno indicativamente dall'1% al 3%. Ma con questa molecola la percentuale dice meno del solito: contano di più la forma trans stabilizzata, il packaging che la protegge dalla luce e gli antiossidanti che l'accompagnano. Un 3% mal formulato rende meno di un 1% protetto bene.

Resveratrolo e retinolo si possono usare insieme?

Sì, e sono complementari: il retinolo lavora sul rinnovamento cellulare, il resveratrolo sulla protezione dallo stress ossidativo. Su una pelle che sta iniziando con il retinolo conviene però introdurre un attivo per volta, per capire come reagisce.

A che età si può iniziare a usare il resveratrolo?

Non c'è un'età minima, perché è un attivo di prevenzione: agisce sul danno ossidativo, che comincia ad accumularsi molto prima che i segni siano visibili. Ha senso inserirlo quando si costruisce una routine con obiettivo anti-età, in genere dai trent'anni in avanti.

Il resveratrolo può irritare la pelle sensibile?

È fra gli antiossidanti meglio tollerati e si usa a concentrazioni contenute. Come per ogni nuovo attivo, su una pelle molto reattiva conviene introdurlo gradualmente, iniziando a giorni alterni.

Serve la protezione solare se uso il resveratrolo?

Sì, e le due cose lavorano insieme. Il filtro riduce i radicali liberi che si formano, l'antiossidante neutralizza quelli che si formano comunque. Sono due difese in momenti diversi dello stesso processo.

Le fonti di questo articolo

  • Farris P., Yatskayer M., Chen N., Krol Y., Oresajo C., Evaluation of efficacy and tolerance of a nighttime topical antioxidant containing resveratrol, baicalin, and vitamin E for treatment of mild to moderately photodamaged skin, Journal of Drugs in Dermatology, vol. 13, n. 12, 2014.
  • Hecker A. et al., The impact of resveratrol on skin wound healing, scarring, and aging, International Wound Journal, 2022 (revisione sistematica: 41 studi selezionati su 826 individuati).
  • Ratz-Łyko A., Arct J., Resveratrol as an active ingredient for cosmetic and dermatological applications, Journal of Cosmetic and Laser Therapy, 2019.

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