Nel 1985 un medico britannico, Douglas Model, scrisse sul British Medical Journal una cosa che molti colleghi pensavano ma nessuno aveva messo nero su bianco: un fumatore si riconosce dalla faccia. Chiamò quell'insieme di segni smoker's face. Da allora quell'impressione clinica è stata verificata con studi su gemelli identici, biopsie cutanee e ricerche sui meccanismi molecolari.
In sintesi
- Il fumo è, insieme al sole, uno dei due fattori esterni con l'effetto più documentato sull'invecchiamento della pelle.
- Agisce su tre fronti: meno ossigeno ai tessuti, più enzimi che demoliscono il collagene, meno collagene nuovo.
- I segni tipici sono le rughe attorno a bocca e occhi, il colorito spento e una pelle meno elastica.
- Fumo e sole non si sommano soltanto: insieme peggiorano l'uno l'effetto dell'altro.
- Nessuna crema compensa il fumo. La skincare lavora sui danni, non sulla causa.
Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.
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Come si riconosce il viso di un fumatore
La descrizione di Model era precisa: linee sottili che si irradiano dalle labbra e dagli angoli degli occhi, tratti più scavati, un colorito grigiastro, una pelle che sembra più spessa e meno luminosa. Non una ruga in particolare, ma un quadro.
La conferma più convincente è arrivata dai gemelli identici. Stesso DNA, stessa età: se uno dei due fuma e l'altro no, le differenze sul viso si possono attribuire con buona approssimazione al fumo. In uno studio su decine di coppie di gemelli, i valutatori hanno trovato nel gemello fumatore più pelle in eccesso sulla palpebra superiore, borse più marcate sotto gli occhi, solchi naso-labiali più profondi e più rughe sulle labbra. Gli autori hanno osservato differenze visibili anche fra gemelli che avevano fumato entrambi, ma con una durata diversa di cinque anni.
Cosa succede dentro la pelle
Arriva meno ossigeno
La nicotina restringe i piccoli vasi sanguigni e il monossido di carbonio del fumo si lega all'emoglobina al posto dell'ossigeno. Il risultato è una pelle che riceve meno ossigeno e meno nutrienti. È il motivo del colorito spento, ed è anche il motivo per cui nei fumatori le ferite cutanee guariscono più lentamente.
Aumentano gli enzimi che demoliscono il collagene
Le metalloproteinasi della matrice sono enzimi che degradano collagene ed elastina. Un lavoro pubblicato su The Lancet ha misurato nei fumatori livelli più alti di metalloproteinasi-1 in una zona di pelle mai esposta al sole. Il dettaglio conta: significa che l'effetto non dipende dal sole, ma dal fumo stesso, che arriva alla pelle attraverso il sangue.
Si produce meno collagene nuovo
Gli studi di laboratorio mostrano che i componenti del fumo riducono la sintesi di nuovo collagene da parte dei fibroblasti e aumentano lo stress ossidativo. Il bilancio si sposta: si distrugge di più e si ricostruisce di meno. Sul ruolo dei radicali liberi nell'invecchiamento della pelle c'è un approfondimento dedicato.
Fumo e sole insieme
Già nel 1991 uno studio sugli Annals of Internal Medicine aveva osservato che i forti fumatori avevano un rischio di rughe premature molto più alto dei non fumatori, e che la combinazione con una forte esposizione solare lo aumentava ancora. Per questo nell'esposoma cutaneo, l'insieme dei fattori esterni che invecchiano la pelle, sole e fumo stanno insieme al primo livello.
Perché le rughe compaiono proprio attorno alla bocca
Ai meccanismi biologici si aggiunge un fattore meccanico. Chi fuma stringe le labbra attorno al filtro a ogni boccata e socchiude gli occhi per ripararli dal fumo. Con un pacchetto al giorno e una decina di boccate a sigaretta, si parla di centinaia di contrazioni al giorno e di decine di migliaia all'anno, sempre sugli stessi muscoli.
Su una pelle che ha già meno collagene e meno elasticità, quei movimenti ripetuti lasciano il segno prima. Le cause e le possibilità di intervento sulle rughe intorno alla bocca sono spiegate in un articolo a parte.
E la sigaretta elettronica?
La domanda è legittima e la risposta onesta è che i dati sulla pelle sono ancora pochi. Mancano studi a lungo termine paragonabili a quelli sul tabacco, anche perché questi dispositivi sono diffusi da troppo poco tempo.
Due punti però si possono fissare. Se il liquido contiene nicotina, l'effetto sui vasi sanguigni resta. E il gesto di stringere le labbra sul boccaglio è lo stesso. Chi è passato alla sigaretta elettronica non deve considerarla neutra per la pelle: è una questione aperta, non risolta.
Cosa si recupera smettendo
Le rughe già formate non spariscono. Quello che migliora è la parte funzionale: la circolazione nei piccoli vasi riprende, l'ossigenazione dei tessuti torna a livelli più normali e la pelle ripara meglio i danni quotidiani.
Uno studio pilota condotto a Milano su persone che avevano smesso di fumare ha rilevato, a distanza di mesi, un miglioramento di alcuni parametri misurati sulla pelle. È un lavoro piccolo e va letto come un'indicazione, non come una prova definitiva. La direzione però è coerente con tutto il resto: prima si smette, più pelle si salva.
Un cosmetico agisce sugli strati superficiali della pelle e non tratta alcuna dipendenza né condizione clinica, secondo il Regolamento CE 1223/2009. Per smettere di fumare la strada è il medico di famiglia o un centro antifumo. Il Telefono Verde contro il Fumo dell'Istituto Superiore di Sanità, 800 554 088, dà informazioni sui servizi disponibili nella propria zona.
Cosa può fare la skincare, a valle
Bisogna distinguere: sul fumo come causa una crema non può niente. Sui danni che lascia, alcune scelte hanno senso.
- Protezione solare ogni giorno. Dato che fumo e sole si rinforzano a vicenda, togliere il sole dall'equazione è la mossa più utile che una persona che fuma, o che ha fumato, può fare per la propria pelle. Sulla scelta del prodotto c'è la guida alla protezione solare viso.
- Un antiossidante al mattino. Vitamina C, acido ferulico e vitamina E lavorano insieme sullo stress ossidativo, che nel fumatore è più alto.
- Una barriera ben nutrita. Una pelle meno irrorata è spesso più secca e più spenta: detersione delicata e una crema adatta al proprio tipo di pelle.
- Attenzione mirata al contorno labbra, la zona che per prima mostra i segni.
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Il passaggio successivo
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Le fonti di questo articolo
- Model D. (1985). "Smoker's face: an underrated clinical sign?". British Medical Journal, vol. 291, pp. 1760-1762.
- Kadunce D.P. et al. (1991). "Cigarette smoking: risk factor for premature facial wrinkling". Annals of Internal Medicine, vol. 114, n. 10, pp. 840-844.
- Lahmann C. et al. (2001). "Matrix metalloproteinase-1 and skin ageing in smokers". The Lancet, vol. 357, n. 9260, pp. 935-936.
- Morita A. (2007). "Tobacco smoke causes premature skin aging". Journal of Dermatological Science, vol. 48, n. 3, pp. 169-175.
- Okada H.C. et al. (2013). "Facial changes caused by smoking: a comparison between smoking and nonsmoking identical twins". Plastic and Reconstructive Surgery, vol. 132, n. 5, pp. 1085-1092.
- Serri R. et al. (2010). "Quitting smoking rejuvenates the skin: results of a pilot project on smoking cessation conducted in Milan, Italy". Skinmed, vol. 8, n. 1, pp. 23-29.
- Krutmann J. et al. (2017). "The skin aging exposome". Journal of Dermatological Science, vol. 85, n. 3, pp. 152-161.
- Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici.
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