Idrolati e acque floreali: cosa sono e a cosa servono
Glossario ingredienti

Idrolati e acque floreali: cosa sono e a cosa servono

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

6 min di lettura

Acqua di rose, acqua di fiori d'arancio, acqua di tiglio, acqua di amamelide. Nelle etichette compaiono come Rosa Damascena Flower Water o Tilia Cordata Flower Water, e vengono percepite come la versione dolce e naturale di un tonico. Sono una cosa precisa: il sottoprodotto acquoso della distillazione degli oli essenziali. Capire da dove arrivano spiega sia cosa possono fare sia cosa non possono.

In sintesi

  • Un idrolato è l'acqua che si separa dall'olio essenziale al termine della distillazione in corrente di vapore.
  • Contiene le molecole aromatiche solubili in acqua, in concentrazioni molto basse: è delicato per costruzione.
  • Non è un attivo potente e non sostituisce un siero: lavora sul comfort e sulla sensorialità.
  • Contiene comunque componenti profumate, quindi "naturale" non significa automaticamente adatto a chi è allergico.

Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.

[INDICE:h2]

Come nasce un idrolato

Nella distillazione in corrente di vapore, il vapore attraversa la pianta e trascina con sé i composti volatili. Quando ricondensa, si separa in due fasi: sopra l'olio essenziale, sotto l'acqua. Quell'acqua non è pura: ha sciolto le molecole aromatiche idrosolubili e una piccola quota di olio essenziale in dispersione.

Per molto tempo è stata considerata uno scarto. Oggi è un ingrediente a sé, usato come fase acquosa di tonici, maschere e creme al posto dell'acqua demineralizzata.

Idrolato, acqua floreale, acqua termale: tre cose diverse

Che cos'è Da dove viene Cosa porta
Idrolato o acqua floreale Distillazione di fiori, foglie o legno Molecole aromatiche idrosolubili, in tracce
Acqua termale Sorgente, non distillata Sali minerali e oligoelementi
Estratto acquoso Macerazione della pianta in acqua Composti idrosolubili non volatili, più concentrati

Sono spesso confusi, ma non fanno lo stesso lavoro. Il confronto con la sorgente è nella scheda sull'acqua termale, che agisce per via minerale e non aromatica.

Che cosa fanno davvero sulla pelle

La risposta onesta è: poco, e bene. Le concentrazioni in gioco sono molto basse, quindi non ci si può aspettare l'effetto di un attivo a percentuale nota. Quello che un idrolato fa è dare una sensazione immediata di freschezza e comfort, veicolare la fase acquosa di una formula e, in alcuni casi, portare una leggera azione astringente o lenitiva.

Alcuni idrolati sono tradizionalmente associati a un uso preciso: l'amamelide alle pelli con capillari evidenti, il tiglio e la camomilla alle pelli reattive, la rosa damascena alle pelli secche e spente. Sono usi consolidati, con un supporto sperimentale limitato: vale la pena saperlo e sceglierli per quello che danno.

La frase "sostituisci il tonico con l'acqua di rose" è ragionevole solo se il tonico che usi serve a rinfrescare. Se serve a riequilibrare il pH dopo la detersione o a portare attivi, l'idrolato non fa quel lavoro.

Naturale non vuol dire senza rischi

Un idrolato contiene le stesse famiglie di molecole dell'olio essenziale corrispondente, solo molto più diluite. Chi è sensibilizzato a un allergene del profumo, per esempio il linalolo o il geraniolo, può reagire anche a un'acqua floreale. Le regole d'uso degli estratti aromatici sono nella guida agli oli essenziali.

C'è poi un punto tecnico che riguarda la sicurezza: essendo acqua con sostanza organica dentro, un idrolato è un terreno favorevole ai microrganismi. Un prodotto che lo contiene ha bisogno di un sistema conservante, e le confezioni fai da te tenute in bagno per mesi sono una cattiva idea.

Come si legge in etichetta

  1. Se l'idrolato è la fase acquosa principale, compare in prima posizione al posto di Aqua.
  2. Se compare dopo molti altri ingredienti, è presente in percentuale bassa e ha soprattutto un valore comunicativo.
  3. La dicitura Flower Water indica la distillazione; Flower Extract indica un estratto, che è un'altra lavorazione.

Come li usiamo

Nella maschera purificante all'argilla verde la fase acquosa è costruita con acqua di tiglio biologica, insieme agli estratti di salvia e menta: serve a rendere la posa più confortevole su una pelle mista o impura, che l'argilla da sola tenderebbe a lasciare tirata.

SKINPURE REBALANCE

SKINPURE REBALANCE Maschera viso all’argilla purificante per pelle grassa e impura Con Potassium Azeloyl Diglycinate, Zinc PCA, argille ... Scopri SKINPURE REBALANCE

Domande frequenti

Cos'è un idrolato?

Un idrolato è l'acqua che si separa dall'olio essenziale al termine della distillazione in corrente di vapore. Il vapore attraversa la pianta, trascina con sé i composti volatili e, quando ricondensa, si divide in due fasi. L'acqua che resta contiene le molecole aromatiche solubili in acqua e una piccola quota di olio essenziale in dispersione. Oggi si usa come fase acquosa di tonici, maschere e creme.

Acqua floreale e acqua termale sono la stessa cosa?

No, sono ingredienti diversi. L'acqua floreale è un idrolato: nasce dalla distillazione di fiori, foglie o legno e porta molecole aromatiche in tracce. L'acqua termale arriva da una sorgente, non è distillata e porta sali minerali e oligoelementi. L'estratto acquoso, infine, si ottiene macerando la pianta in acqua e contiene composti non volatili più concentrati. Ognuno svolge un lavoro diverso sulla pelle.

A cosa serve l'acqua di rose sul viso?

Come gli altri idrolati, dà una sensazione immediata di freschezza e comfort e in alcuni casi una leggera azione astringente o lenitiva. La rosa damascena è tradizionalmente associata alle pelli secche e spente, il tiglio e la camomilla a quelle reattive, l'amamelide alle pelli con capillari evidenti. Sono usi consolidati, con un supporto sperimentale limitato, e vanno scelti per il comfort che offrono.

Un idrolato può sostituire il tonico?

Dipende da cosa si chiede al tonico. Se serve a rinfrescare la pelle dopo la detersione, un idrolato fa bene questo lavoro. Se invece il tonico serve a riequilibrare il pH o a portare attivi specifici, l'idrolato non lo sostituisce, perché le sue concentrazioni sono molto basse. Per risultati su macchie, rughe o impurità, gli attivi vanno cercati in altri prodotti della routine.

Gli idrolati vanno bene per chi è sensibile ai profumi?

Non sempre. Un idrolato contiene le stesse famiglie di molecole dell'olio essenziale corrispondente, solo molto più diluite, quindi chi è sensibilizzato a un allergene del profumo come il linalolo o il geraniolo può reagire anche a un'acqua floreale. Inoltre, essendo acqua con sostanza organica, un idrolato ha bisogno di un sistema conservante: meglio evitare preparazioni fai da te tenute a lungo in bagno.

Il passaggio successivo

Se cerchi un gesto rinfrescante, un idrolato è perfetto. Se cerchi un risultato su macchie, rughe o impurità, l'attivo sta da un'altra parte. Nelle farmacie e parafarmacie partner LeLang puoi farti spiegare quale dei due ti serve davvero.

Non sai se ti serve un tonico o un idrolato?

Prenota una consulenza virtuale gratuita: partiamo dalla tua pelle e non dal prodotto di tendenza.

Prenota la tua consulenza

Le fonti di questo articolo

  1. Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici: nomenclatura INCI e obbligo di indicare in etichetta gli allergeni del profumo oltre le soglie previste.
  2. ISO 9235, materie prime aromatiche naturali: definizioni di distillazione in corrente di vapore e dei prodotti che ne derivano.
  3. ISO 11930, valutazione della protezione antimicrobica: il razionale per cui una fase acquosa vegetale richiede un sistema conservante.
  4. Letteratura sugli estratti vegetali in cosmetica: l'uso tradizionale degli idrolati è ampiamente documentato, gli studi clinici controllati sul singolo idrolato sono pochi.

Da dove continuare: Acqua termale · Acqua di rosa damascena · Oli e burri vegetali

Scopri i prodotti: Pelle mista · Pelle sensibile