Glossario ingredienti

Integratori per capelli: biotina, zinco, ferro e cosa dicono gli studi

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

4 min di lettura

Biotina, zinco, ferro, cistina, lievito di birra: sono gli ingredienti che ritornano in quasi tutti gli integratori per capelli. La promessa è sempre la stessa, capelli più forti e meno caduta. La risposta onesta è che funzionano bene quando c'è una carenza, e molto meno quando non c'è.

Questa scheda mette in fila cosa fa ciascun ingrediente, cosa la legge europea consente di dichiarare e in quali casi un integratore ha senso.

Articolo scritto da Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica. Immagine di copertina generata con il supporto dell'intelligenza artificiale.

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Integratori, non cosmetici

Capita di sentirli chiamare «cosmetici orali» o «nutricosmetici». Per la legge non lo sono: un cosmetico si applica sulla superficie del corpo, secondo il Regolamento (CE) n. 1223/2009. Le capsule per capelli sono integratori alimentari, regolati dalla Direttiva 2002/46/CE e, in Italia, notificati al Ministero della Salute.

Anche le frasi sulla confezione seguono regole diverse: possono usare solo le indicazioni sulla salute autorizzate dal Regolamento (UE) n. 432/2012, per i nutrienti presenti in quantità sufficiente.

Per i capelli, le indicazioni autorizzate in Europa sono poche: biotina, zinco e selenio «contribuiscono al mantenimento di capelli normali»; il rame «contribuisce alla normale pigmentazione dei capelli». Nessuna indicazione autorizzata parla di ridurre la caduta o far ricrescere i capelli.

Perché il capello risente delle carenze

Le cellule del bulbo pilifero sono fra quelle che si dividono più rapidamente in tutto l'organismo. Hanno bisogno di energia, proteine, vitamine e minerali in modo costante. Quando qualcosa manca, il corpo lo destina prima agli organi vitali e il capello ne risente: più capelli passano in fase di riposo e cadono dopo qualche mese, quelli nuovi crescono più sottili e fragili.

Gli ingredienti uno per uno

Biotina

È una vitamina del gruppo B necessaria al metabolismo dei cheratinociti del bulbo. La carenza vera è rara e, quando c'è, provoca assottigliamento e caduta, che migliorano in uno o due mesi di integrazione. In chi non ha carenza non ci sono prove solide che dosi aggiuntive migliorino i capelli.

La biotina ad alte dosi può falsare alcuni esami del sangue, fra cui quelli della tiroide e alcuni marcatori cardiaci. Se la prendi, dillo al medico prima di fare le analisi.

Zinco

È un oligoelemento coinvolto nella sintesi della cheratina. La sua carenza è associata a caduta diffusa e capelli fragili. Troppo zinco per lungo tempo, però, riduce l'assorbimento del rame: anche qui la dose conta.

Ferro

È il nutriente più studiato nella caduta dei capelli nelle donne. Riserve basse di ferro, misurate con la ferritina, si associano a caduta diffusa anche senza anemia. Il ferro però non va preso «per sicurezza»: l'eccesso fa male, e la carenza va sempre accertata con gli esami e seguita dal medico.

Aminoacidi solforati: cistina e metionina

Sono i mattoni della cheratina, la proteina di cui è fatto il capello, ricca di ponti di zolfo. La metionina è essenziale e va introdotta con la dieta. Si trovano spesso negli integratori insieme alle vitamine del gruppo B.

Selenio e rame

Il selenio ha un'indicazione autorizzata sul mantenimento dei capelli normali, ma l'eccesso di selenio può a sua volta far cadere i capelli. Il rame serve all'enzima che produce la melanina, da cui dipende il colore del capello: sui capelli bianchi, però, contribuire alla pigmentazione normale non significa ridare colore, come spieghiamo nell'articolo sui capelli bianchi.

Lievito di birra, acidi grassi e antiossidanti

Il lievito di birra è una fonte di vitamine del gruppo B e minerali. Gli acidi grassi omega-3 e omega-6 migliorano la morbidezza e la lucentezza del capello. Vitamina C, vitamina E e altri antiossidanti proteggono le cellule dallo stress ossidativo. Sono ingredienti ragionevoli, ma con prove più deboli sulla caduta.

Quando un integratore ha senso

  1. Carenza accertata con gli esami del sangue: ferro, zinco, vitamina D, vitamina B12, folati.
  2. Caduta temporanea dopo una dieta drastica, un periodo di alimentazione scarsa o forte stress, come supporto mentre il ciclo del capello si normalizza.
  3. Capelli fragili, fini e spenti in chi mangia in modo sbilanciato.

Un integratore non sostituisce un'alimentazione varia, e non cura l'alopecia androgenetica, che va seguita dal dermatologo. Se la caduta dura più di due o tre mesi, conviene capire la causa prima di scegliere un prodotto. Sulle forme più comuni di caduta c'è l'articolo sulla caduta dei capelli in autunno.

Come si prendono

  • Per almeno tre mesi: il ciclo del capello è lento e i risultati si vedono solo sui capelli nuovi.
  • Durante i pasti, per tollerarli meglio.
  • Senza sommare più integratori con gli stessi nutrienti, per non superare le dosi raccomandate.
  • In gravidanza, allattamento o con terapie in corso, solo dopo averne parlato con il medico.

Domande frequenti

La biotina fa crescere i capelli?

Aiuta chi ne è carente, che è raro. In chi ha livelli normali non ci sono prove che faccia crescere i capelli più in fretta o più folti.

Quanto tempo ci vuole per vedere risultati?

Almeno tre mesi. Il capello cresce in media di circa un centimetro al mese e il miglioramento si vede solo sui capelli che nascono durante l'integrazione.

Gli integratori per capelli fanno ingrassare?

No. Vitamine e minerali non hanno calorie rilevanti alle dosi degli integratori.

Servono anche per le unghie?

Unghie e capelli sono fatti della stessa proteina, la cheratina, e risentono delle stesse carenze. Il ragionamento è lo stesso: utili se manca qualcosa.

Le fonti di questo articolo

Almohanna H.M. et al. «The role of vitamins and minerals in hair loss: a review», Dermatology and Therapy, 2019. Patel D.P. et al. «A review of the use of biotin for hair loss», Skin Appendage Disorders, 2017. Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, elenco delle indicazioni sulla salute consentite. Direttiva 2002/46/CE sugli integratori alimentari. Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici.

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