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Consigli di beauty routine

Glicazione della pelle: cos'è e come rallentarla

Elisa Avalledi Elisa Avalle , founder di LeLang

7 min di lettura

Capita di attraversare un periodo in cui non ci si sente bene nella propria pelle. Oppure di tornare dalle vacanze e sentirla più spessa e dura, con i toni spenti e le occhiaie profonde. Una pelle che sembra aver perso energia, opaca e priva di vitalità.

Dietro questa condizione c’è spesso un meccanismo biologico preciso e poco conosciuto: la glicazione. Vediamo di cosa si tratta, perché incide sull’aspetto del viso e come si può rallentare, agendo sia dall’interno sia con trattamenti mirati.

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La glicazione: cos’è e perché conta

Il modo in cui trattiamo la pelle in maniera topica influisce sul suo aspetto, ma spesso la causa dei principali inestetismi legati all’invecchiamento va cercata altrove: in uno stile di vita poco equilibrato e in una dieta ricca di zuccheri, carboidrati semplici e cibo fritto.

La glicazione avviene quando zuccheri come glucosio e fruttosio formano legami non enzimatici con proteine e lipidi, creando molecole alterate chiamate AGE (Advanced Glycation End Products), o glicotossine.

Oltre al cibo in sé, contano anche le modalità di preparazione: i processi di doratura e frittura favoriscono la formazione di AGE. Anche fumo e raggi UV sono fattori di rischio.

Come la glicazione agisce sulla pelle

Durante il processo, glucosio e fruttosio si legano agli amminoacidi delle due proteine chiave della pelle: collagene ed elastina. Queste proteine risiedono nella matrice extracellulare, che tiene insieme cellule e tessuti.

Il collagene mantiene compattezza ed elasticità, mentre l’elastina consente alla pelle di tornare alla forma originale dopo essere stata allungata o contratta.

Il danno che la glicazione provoca alle fibre di collagene ed elastina non può essere invertito né riparato. Si può però rallentarne la progressione, ed è per questo che vale la pena conoscerne il meccanismo.

Le proteine sature di AGE perdono la capacità di funzionare correttamente con le cellule e le proteine circostanti, con conseguente rilassamento cutaneo e comparsa di rughe. La glicazione induce inoltre stress ossidativo, cioè uno squilibrio tra radicali liberi e antiossidanti, aggiungendo altro danno cellulare.

In pratica, le proteine più esposte alla glicazione sono le stesse che rendono un incarnato giovane elastico e compatto. Quando si legano agli zuccheri diventano deboli e meno flessibili, e il risultato si vede in superficie sotto forma di rughe, cedimenti e perdita di luminosità.

La dieta anti-glicazione: cosa conta davvero

Sul fronte alimentare non serve una dieta speciale, ma sapere dove si concentrano gli AGE. Contano due cose: quanto zucchero circola e come viene cotto il cibo.

Il metodo di cottura pesa quanto l'ingrediente

È l'aspetto meno conosciuto e forse il più utile. Le cotture ad alta temperatura e a secco — frittura, griglia, forno con doratura intensa, rosolatura — moltiplicano la formazione di AGE nell'alimento, anche quando l'alimento in sé è sano. Le cotture umide a temperatura più bassa — vapore, bollitura, stufatura, cottura in umido — ne generano molti meno.

Un accorgimento pratico che riduce la formazione di AGE nelle carni è la marinatura con un ingrediente acido, come succo di limone o aceto, prima della cottura.

Gli alimenti che incidono di più

Da limitare Da privilegiare
Fritti e cibi molto dorati o abbrustoliti Verdure, legumi e frutta fresca
Zuccheri semplici, dolci industriali, bevande zuccherate Cereali integrali a rilascio lento
Carni processate e formaggi molto stagionati Pesce, cotture al vapore o in umido
Snack confezionati e prodotti da forno raffinati Spezie ed erbe aromatiche (cannella, curcuma, rosmarino)

Una precisazione onesta: la ricerca sugli AGE alimentari è in evoluzione, e gli AGE prodotti internamente dal metabolismo pesano quanto quelli introdotti con il cibo. Questo non rende inutile l'attenzione alla tavola, ma ridimensiona l'idea che basti una "dieta anti-glicazione" per fermare il processo: conta di più la stabilità glicemica complessiva nel tempo.

Come rallentare il processo di glicazione

Eliminare lo zucchero dalla dieta non è la soluzione: gli zuccheri sono essenziali per il metabolismo energetico delle cellule. La glicazione avviene naturalmente nel corso della vita, anche mangiando in modo sano.

Non si può fermare, ma si può rallentare. Serve un approccio su più fronti:

  • ridurre gli zuccheri semplici, privilegiando carboidrati complessi come riso e pane integrale, che si trasformano in glucosio più lentamente;
  • valutare con il medico un’integrazione di carnosina, un dipeptide che ha mostrato di proteggere dall’accumulo di AGE;
  • sostenere la pelle con attivi topici che stimolano collagene ed elastina e contrastano lo stress ossidativo.

Gli attivi utili contro i danni della glicazione

Sul fronte cosmetico servono ingredienti che agiscano su due livelli: stimolare la sintesi di nuovo collagene e proteggere quello esistente dalla degradazione.

Collagenetic Serum lavora proprio in questa direzione: unisce un collagene biotecnologico vegetale, cellule staminali di gardenia che riducono l’attività delle collagenasi, e il Kudzu, che sostiene il turnover cellulare. Completa la formula un blend di acido ialuronico a diversi pesi molecolari.

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Sul fronte antiossidante, un siero con Vitamina C e Acido Ferulico aiuta a contrastare i radicali liberi generati dal processo, proteggendo le fibre residue.

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Riconoscere una barriera cutanea stressata

La glicazione non è l’unica causa di una pelle spenta. Spesso convive con una barriera cutanea in difficoltà, riconoscibile da alcuni segnali:

  • arrossamento;
  • pelle infiammata;
  • secchezza marcata;
  • pelle disidratata;
  • irritazione e prurito;
  • carnagione spenta;
  • bruciore durante l’applicazione dei prodotti.

La barriera cutanea è resistente e delicata allo stesso tempo. Se si utilizzano troppi trattamenti, la pelle non ha il tempo di ripararsi. Per farle ritrovare equilibrio conviene talvolta sottrarre invece che aggiungere: ridurre gli attivi, evitare prodotti irritanti, non sovraccaricare con il make-up.

Quando il viso appare stanco si tende a coprire tutto con il trucco, ma il risultato è spesso opposto: la pelle risulta più secca e ispessita, e pori e linee vengono enfatizzati. Meglio aggiungere prodotti idratanti che rispettino l’equilibrio cutaneo.

Stanchezza da glicazione o da stress?

Vale la pena distinguere, perché la strategia cambia. La glicazione è un processo legato agli zuccheri e allo stile di vita, che agisce nel lungo periodo sulla struttura della pelle. Lo stress e il cortisolo alto agiscono invece più rapidamente, con gonfiore, rossori e perdita di luminosità che possono comparire e regredire in tempi brevi.

Spesso le due condizioni convivono, e in quel caso l’approccio più efficace è quello neurocosmetico: lavorare insieme sulla struttura e sulla risposta allo stress.

Domande frequenti sulla glicazione

Cosa provoca la glicazione?

La provoca il legame spontaneo tra gli zuccheri circolanti — glucosio e soprattutto fruttosio — e le proteine dell'organismo, senza l'intervento di enzimi. Sulla pelle i bersagli principali sono collagene ed elastina. Il processo è fisiologico e avviene in tutti, ma accelera con una dieta ricca di zuccheri semplici e cibi molto cotti, con il fumo e con l'esposizione solare non protetta.

Quali sono gli alimenti che più velocemente fanno invecchiare la pelle?

Quelli che uniscono zuccheri e alte temperature: fritture, prodotti da forno industriali molto dorati, carni processate, snack confezionati e bevande zuccherate. Pesa moltissimo anche la cottura: la stessa carne genera molti più AGE alla griglia che al vapore. Sul fronte opposto, verdure, legumi, pesce e cereali integrali cotti in umido restano l'impostazione più favorevole.

Qual è la vitamina che non fa invecchiare la pelle?

Nessuna vitamina ferma l'invecchiamento, ma due hanno evidenze solide per rallentarne i segni visibili. La vitamina C è la più documentata: è antiossidante e partecipa direttamente alla sintesi del collagene, quindi lavora su entrambi i fronti coinvolti nella glicazione. La vitamina E la affianca proteggendo i lipidi di membrana, e le due si potenziano a vicenda in formula, spesso insieme all'acido ferulico.

Quali sono gli effetti della glicazione sul collagene?

Gli zuccheri creano legami crociati anomali tra le fibre di collagene, che diventano rigide e fragili invece che elastiche e scorrevoli. Il collagene glicato resiste inoltre alla normale demolizione enzimatica, quindi resta in sede più a lungo di quanto dovrebbe, ostacolando il ricambio con fibre nuove. Il risultato visibile è una pelle meno compatta, con rughe più marcate e una perdita di tono che si accentua col tempo.

Come si misura la glicazione?

Non esiste un esame di routine per la glicazione cutanea. L'indicatore più usato in clinica è l'emoglobina glicata (HbA1c), un esame del sangue che riflette la glicemia media degli ultimi due-tre mesi ed è quindi un buon indizio indiretto di quanta glicazione stia avvenendo nell'organismo. È un accertamento che prescrive e interpreta il medico, non un test estetico.

Le creme anti-glicazione funzionano?

Un cosmetico non può sciogliere i legami già formati: quel danno non è reversibile. Quello che le formule ben costruite fanno davvero — ed è un risultato concreto — è agire sui fronti aperti: stimolare la produzione di collagene nuovo, contenere l'attività degli enzimi che degradano quello esistente e ridurre lo stress ossidativo che accompagna il processo. Con costanza la differenza su compattezza e luminosità si vede, ma va accompagnata dalla gestione degli zuccheri: la sola crema lavora su metà del problema.

In conclusione

La cura della pelle è fondamentale, ma va affiancata a uno stile di vita equilibrato — senza rinunciare ai piaceri della vita. Per funzionare al meglio la pelle ha bisogno di nutrimento, idratazione e di un carico di zuccheri sotto controllo.

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